| ITALIANI ! Tanto � troppo - si � detto. Qui bisogna ristabilire la verit�! Ho pertanto risolto di raccontarvi la verit� su di questo folgorante episodio di pretta indole ferroviaria, che vede come fulgido protagonista, com�� ovvio, il Duce. Nell�anno XIV entrava trionfalmente in servizio presso le ferrovie germaniche l�Henschel-Wegmann, convoglio che a tempo di record percorreva la tratta da Berlino a Dresda, veementemente trainato da una locomotiva carenata di rodiggio 2-D-2, che si favoleggiava potesse agevolmente mantenere la mirabolante velocit� di 175 chilometri all�ora. Poteva una notizia di tal portata giungere in Italia senza scuotere l�orgoglio virile del Duce? - PAVANATI !!!! - Dite, Eccellenza. - Quel pallone gonfiato d�un tedesco sta di nuovo cercando di fregarmi! Fatti venire un�idea, perdiana! - Duce, ci sarebbe il professor Belluzzi, del politecnico di Forl�, che da lungo tempo desidera presentarVi la sua invenzione � - Chi? Quel ciarlatano? Quell�impudente che vorrebbe piazzare un motore a turbina su di una delle nostre fiammanti 685, orgoglio e vanto del Regime? Non se ne parla! Digli che si levi dagli zebedei una volta per tutte, se non vuole assaggiare una buona dose di manganellate e di calci nel deretano! Ma tant��, persino nelle poche ore che il Duce concedeva al sonno, il pensiero del primato germanico lo perseguitava sotto forma di incubo. Sognava, il Duce, una motrice carenata la cui forma ricordava assai da vicino quella del membro virile, decorata di svastiche, che incessantemente con rombo di tuono si avventava sulle rotaje. Risolse quindi di concedere un tentativo al Belluzzi: - Ma un solo tentativo, sia chiaro. Pavanati! Occupati tu di tutto, ch� stasera ho da fare un salto allo scannatojo. Cur� il Pavanati il progetto nei minimi dettagli. Montato sulla locomotiva (per l�esperimento fu scelta la 685.410) il motore a turbina, venne ad essa agganciata la carrozza reale, sulla quale si ubicarono S. M. il Re, S. E. il Duce ed i gerarchi della prima ora. Guidava il treno l�anarchico Mengozzi, l�unico ergastolano che foss�anche macchinista abilitato, all�uopo tratto dalle patrie galere: se l�esperimento fosse stato per lui fatale, pazienza. Part� il convoglio dalla stazione Termini tra due ali di folla osannante. Istradato che fu sulla Direttissima, il Mengozzi spalanc� il regolatore: col sibilo acutissimo della turbina il treno si lanci� con veemenza sempre maggiore, mentre nella carrozza reale i gerarchi all�unisono acclamavano: - Centodieci! E gi� un bicchiere di lambrusco. - Centoventi! E gi� un altro bicchiere di lambrusco. - Centottanta! Centonovanta! Duecento! Viva il Rex, viva il Dux! Segu� un sobrio ma raffinato banchetto, consumato sulla carrozza reale, a base di culatello, ciccioli fritti alla romagnola, tortellini colla panna, salamella emiliana, cotechino, zampone e lenticchie, fagioli colle cotiche, bign� col rum, digestivo e sorbetto. Gli occhi erano lucidi, non solo pella commozione, quando il convoglio si arrest� a Firenze S.M.N. E qui venne il pi� bello! Constatato il perfetto funzionamento dell�invenzione, rifornita e girata la macchina, tronfio ed impettito si pose di essa ai comandi il Duce in persona, smanioso di misurarsi alla guida, e guidando infrangere ogni primato. Accanto a lui, in veste di fuochista, il Pavanati. Partirono. Col Duce alla guida il treno parve mettere le ali. La velocit�, la possanza, la veemenza � ben sarebbero stati immortalati dal magistrale pennello futurista d�un Marinetti. - Ueh, va mica male �sta carretta, boja d�un mond leder! Pavanati! Bisogna premiare il Belluzzi: fagli mandare una cassetta di Lambrusco! Il convoglio filava ad oltre duecento quando avvistarono un segnale proiettante luce gialla. Il Duce lestamente fece per chiudere il regolatore, ma subito si accorse che questo era incastrato a tutta apertura. Diede quindi di piglio al volantino d�inversione, che con un secco �toc� gli rest� in mano! Coi nervi saldissimi tent� allora il moderabile, ma invano, il treno non accenn� a rallentare. - Pavanati! In nome di Dio, sali sul tender e prova col freno a vite! - Gi� fatto, Duce, ma � in avaria pure quello! E non basta: la valvola di sicurezza � stata bloccata col fil di ferro! Guardate il manometro, Eccellenza: la lancetta si � tutta attorcigliata! - Ma allora � un attentato, boja d�un mond leder! Chi cavolo puo essere stato? Corse subito il pensiero al Mengozzi. Solo allora si accorsero che costui, arrampicatosi sul tender, profanamente sghignazzava all�indirizzo del Duce, a pi� riprese ponendo la mano mancina nell�incavo del gomito del braccio destro, con un colpo secco, e sprezzantemente urlando: - T�ho fregato, sacco di escrementi! Mo� ci andiamo a sfracellare, e crepiamo tutti, te per primo! Viva Turati! Viva Lenin! Viva il socialismo! Fortunatamente venne al Pavanati, fuochista, l�alzata d�ingegno d�aprire il portello e gettar via il fuoco. Ben presto la pressione cal�, ed il treno gradatamente rallent� mentr�erano in vista della stazione Termini; il Mengozzi ne approfitt� per saltar gi� dal tender e darsela vigliaccamente a gambe. Volle la Provvidenza, che mai abbandona i Grandi, arrestare il convoglio nel punto esatto da cui era partito, tra due ali di folla che trepidamente l�attendevano. Su di tutte le bocche risuon� spontaneo un altissimo grido: - Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! E, con questo, mi accommiato. Voi non ci crederete, camerati carissimi, ma al ricordo di quella fulgida impresa di Sua Eccellenza il Duce mi prende un groppo alla gola da non riuscire pi� a scrivere! |
| La vera storia della 685 a turbina |
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