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Nel triste capannone sonnecchia il macchinone: sogna un tempo remoto quando�essa col suo moto veemente ed incessante maestosa e sferragliante impavida e sicura fendeva la pianura.
Di estetica sublime orgoglio del regime voluta fu dal Duce ed oggi ancor seduce; in barba allo straniero in tutto il mondo intero non c�� confronto alcuno: seicentonovantuno!
Da quarant�anni dorme � Ma senza lasciar orme, con gran circospezione fatt�� ricognizione. Con zelo misto a scrupolo di tecnici un manipolo conduce una verifica, promulga una notifica:
�Perfetti i suoi congeni: non mostrano essi i segni del tempo che ha trascorso dall�ultimo percorso. Perfetto il focolare: nulla pu� ostacolare l�ardita convinzione di metterla in pressione!�
Seicentonovantuno, il fato � a Te opportuno. Onore a Voi, Dallai, - non Vi arrendete mai - ed al tosco opifizio che fa s� gran servizio: onore alle maestranze, in queste circostanze!
Ma come! Non si riesce? Lei dal museo non esce? �Da qui non si trasporta: non passa dalla porta!� Ma il patto � sottoscritto: noi tireremo dritto. Sfondiamo a cannonate, sfondiamolo a cornate
quel muro fastidioso, quel muraglione odioso che senza alcun vantaggio trattien lei in ostaggio. Con forza di vulcano corriam tutti a Milano! Corriam laggi� a raduno, seicentonovantuno!
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