Il Trifase Italiano a frequenza industriale
�Posso entrare, Eccellenza?�
�Entrate, ingegner Bianchi: vi concedo 10 minuti.  Cosa diavolo � quell�artifizio di cui mi avete accennato al telefono? Non vi ho capito un�acca!  Volete forse far andare i treni colla nafta?�
�No, Duce, sempre con la corrente, col Carbone Bianco, come dite Voi.  Ma, oh se se ne risparmierebbe! Vedete, Eccellenza, noi si ha il trifase.  Ma questo sistema, inizialmente cos� meraviglioso, ha ora manifestato taluni gravi difetti.  Dobbiamo migliorarlo, Eccellenza: per il bene della Patria, e nell�interesse del Regime.�
�E come?�
�Stavo per arrivarci.  Il sistema attuale, Duce, funziona alla frequenza di sedici periodi e due terzi.  Se noi adottassimo anche per la ferrovia la frequenza industriale, di 45 periodi al secondo, e nel contempo innalzassimo la tensione sino al valore arditissimo di 10.000 Volta, ecco, vedete ��  - e nel contempo sciorin� rotoli e rotoli di carta sulla scrivania del Duce, che osservava seccato - �� come si nota facilmente, dividendo per quattro pigreca mezzi, e poscia moltiplicando per il coseno iperbolico, potremmo vertiginosamente migliorare il rendimento del sistema, eliminando al contempo ��
�Boia d�un mond leder, Bianchi!  Vi ho gi� detto cento volte che non me ne frega un baffo dei vostri coseni e dei vostri pigreca!  Levatevi dagli zebedei, voi e le vostre cartacce, ch� ho da fare!�
�Perdonate se insisto, Eccellenza, ma se ne avvantaggerebbe il regime, e quindi, Voi stesso!�
�Se � cos�, vi concedo un tentativo.  PAVANATI!  Mettiti a disposizione dell�ingegner Bianchi!�

Questa, per sommi capi, l�udienza concessa dal duce al sommo Bianchi nel lontano anno IV.  Subito dopo iniziarono i lavori per elettrificare sperimentalmente la tratta da Roma a Sulmona.
Il 28 di ottobre del VI il primo tratto colla trifase industriale da Roma raggiungeva Tivoli, ed il tutto era pronto per dar luogo all�esperimento.
Fu tentato il Duce di mettersi personalmente ai comandi della nuovissima locomotiva elettrica E472, ma la scarsissima fiduzia che Egli nutriva nel Bianchi lo dissuase dal correre il gravissimo rischio che la prova di un s� arditissimo artifizio certamente comportava.

�E mo� dove vado ad ubicarmi, boia d�un mond leder?�

Risolse Egli alfine di ubicarsi nella nuovissima Centrale del Sagittario, appositamente costruita, ove possenti alternatori, il moto ricevendo dalle vivaci turbine ad acqua, instancabilmente producevano il preziosissimo Carbone Bianco, che la lungimiranza del Duce seppe sfruttare, negli anni a venire, per sollevare l�Italia dall�iniquo giogo ad essa imposto dalle plutocrazie istraniere, che colle sanzioni tutto fiaccarono, salvo degli Italiani l�indomita fede e l�incrollabile volont�.

Venne all�uopo allestita nella Sala Macchine della Centrale del Sagittario un�idonea conferenza stampa, alla quale convennero i pi� accreditati giornalisti Italiani ed istranieri, oltre alle rappresentanze del Governo, del Partito, dei Gerarchi, delle Corporazioni, delle Autorit� militari, civili e religiose.   Nulla venne lasciato al caso: era previsto che la conferenza culminasse poi in un solenne quanto raffinato banchetto a base di tortellini di Modena, salcicce, culatello, fagioli con le cotiche, zampone e lenticchie, lambrusco, bign� con la panna. 

�Camerati!  E� con grandissimo orgoglio che vi comunico che, non appena avr� abbassato questa leva, la prodigiosa corrente trifase a frequenza industriale principier� a correre sui fili, imprimendo alla motrice, al cui traino � il Treno Reale con a bordo S.M.V.E. IIIo, un moto cos� veemente da potersi paragonare soltanto all�impeto con il quale indomita procede la Rivoluzione Fascista!�

Il Duce abbass� la leva.  Scatur� immediato dagli astanti uno scrosciante applauso, al termine del quale tutti i presenti, scattando nel saluto Romano, esclamarono all�unisono: �Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! �
Tutto pareva procedere nel migliore dei modi � ma ecco gli alternatori emettere un suono lamentoso, rallentare, fermarsi!
�Non ce la fanno, Duce!  Ho forse errato nel computare il coseno iperbolico ��
�Ah si?  Beccati intanto quest�iperbolica manganellata, elevata alla massima potenza!� disse il Duce assestando un gran colpo sul cranio ignudo del Bianchi.  Cal� di botto un gran silenzio, unicamente interrotto dalle risatine sommesse dell�ambasciatore britannico.
Il Duce lanci� attorno a s� uno sguardo torvo, poi not� tra i congegni una sorta di grossa manovella di ferro.  Il Bianchi, seguendo lo sguardo di Lui, spieg�:

�E� il comando d�emergenza, Eccellenza�.
�Ah si?  Mo� te li faccio io, i quarantacinque periodi!�

E, toltosi l�orbace e ghermita la manovella, prese a rotearla con impeto.  Si udirono gli alternatori principiare a gemere, poi ronzare, poi via via urlare il proprio entusiasmo, propulsi dalla veemenza incrollabile del Duce!
Nel frattempo, a Roma, il Treno Reale con a bordo S.M.V.E. IIIo, agganciato alla E472, principiava finalmente a muoversi, per gettarsi poi con impeto sulla linea verso Tivoli!
Un dispaccio trionfale raggiunse tosto la Sala Macchine, alla centrale del Sagittario. Il Pavanati ne diede lettura: al che il Duce, foggiata la mano destra a mo� di trombetta, fece nell�orecchio del diplomatico inglese una sonorissima pernacchia:

�Prrrrrrrrrrrrrrrrr !!!!!!!!�

Al suono della quale tutti i presenti, scattando nel saluto Romano, esclamarono all�unisono: �Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! Du-ce! �

Altro che le odierne scialbe inaugurazioni!  Quando c�era Lui, ti veniva sempre un gran groppo alla gola!
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