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Mattino del 13 aprile dell�anno XVI (1938) . Studio privato del Duce.
- Pavanati! - Dite, Eccellenza! - Quand�� che viene a Roma quel pallone gonfiato?
Il cosiddetto pallone gonfiato cui il Duce si riferiva altri non era che il Capo del Governo Tedesco, reduce della vittoriosa invasione della neutrale Austria, in procinto di divenire l�uomo pi� importante del globo terracqueo.
- Tra un mese esatto, Eccellenza. - Boia d�un mond leder! Non sopporto che venga qui a pavoneggiarsi cercando di farmi ombra, e come se non bastasse a passeggiarmi sugli zibidei. Pavanati, dammi entro un�ora un�idea per fargli passare la boria!
Trascorse meno di mezz�ora � il Pavanati aveva un potere altissimo sul Duce, ed aveva test� architettato un piano azzardato, ma di grande effetto..
- Eccellenza, ecco quel che dovete fare. Partir� il F�hrer dalla stazione Termini alla volta di Berlino? Bene, lo accomiaterete sulla banchina, poi balzerete sul vostro elettrotreno e, prima di Firenze, lo supererete. Rester� di sasso! - Mah, veramente... - Duce, stupitelo con effetti speziali!
Sulle prime il Duce parve convinto. Ma a ben ragionare l�impresa si rivel� assai perigliosa: doveva l�ETR essere condotto a folle velocit�, e con grande veemenza superare il treno del F�hrer, col gravissimo rischio di deragliare e schiantarsi nelle curve della linea lenta.
- Duce, avete ragione - come sempre, del resto. Il treno lo condurr� l�anarchico Mengozzi, che gi� tanta prova di abilit� diede ai comandi del treno-razzo: assumer� egli le Vostre sembianze. Quanto a Voi, Duce, lo precederete a Firenze profittando di un Gobbo Maledetto della R.A. Vedrete, Eccellenza, come gli tremeranno i baffetti dall�invidia!
Fu subito ripescato dal carcere il Mengozzi, smagrito come un chiodo dalla lunga dieta a pane ed acqua. Per poter, seppure indegnamente, somigliare al Duce fu indi sottoposto ad un regime forzato a base di tortellini di Modena, salcicce, culatello, fagioli con le cotiche, zampone e lenticchie, lambrusco, bign� con la panna. Nel frattempo faceva l�ing. Bianchi sagacemente riavvolgere gli indotti dei motori, alzando nel contempo, arditamente, a 4000 Volta la tensione della catenaria del binario illegale.
Venne alfine il gran giorno.
- Mengozzi, boia d�un mond leder, prova a fare scherzi e ti fulmino! Pavanati, dagli il mio manganello, il numero 5, quello col manico di tartaruga intarsiata per le grandi occasioni, cos� nei miei panni sar� pi� credibile.
Part� il treno del F�hrer nel tripudio della folla osannante. Subito dopo, da un binario morto, si avvi� con gran rombo quello condotto dal Mengozzi, che brandiva la manetta del reostato biascicando fiere invettive in dialetto romagnolo. Nel punto previsto si affianc� al convoglio del F�hrer ... e qui avvenne ci� che nessuno, neppure il Pavanati, aveva previsto. Stese l�anarchico il braccio nel saluto Romano, poi fece segno al F�hrer di aprire il finestrino, e gli cal� quindi una gragnuola di colpi sul cranio col manganello n. 5!
- Schei�e! Italianen kaputt !!!!! �$&%%�$��$%& !!!!! - Crepa, bastardo, che poi sistemo anche quell�altro! Evviva Lenin, evviva l�anarchia!
Queste furono le sue deliranti e sciagurate parole. Nella furiosa colluttazione il F�hrer perse il parrucchino, che vol� via dal finestrino aperto; nel frattempo il Mengozzi con sprezzo dette l�ultima tacca e spar� tosto alla vista col suo ETR.
Ma il bello doveva ancora venire. Giunto che fu il F�hrer a Firenze S.M.N., tumefatto, con un occhio nero, il cranio calvo, schiumante di rabbia ... ecco presentarglisi innanzi il Duce, radiante, sprezzante, il petto e la mascella all�infuori, i pollici infilati nella cinta dei pantaloni! Proprio mentre il Mengozzi, arrestato il treno sul binario accanto, tentava di svignarsela alla chetichella.
- Fetente d�un anarchico, mo� t�aggiusto io! E il Duce prese furiosamente ad inseguirlo, manganello alla mano. - Schei�e! !!!!! �$&%%�$��$%& !!!!!
E il F�hrer prese furiosamente ad inseguire il Duce, brandendo il manganello n. 5, che nella colluttazione era scivolato al Mengozzi cadendo nella carrozza da egli occupata. Fecero per tre volte il giro attorno alla stazione, tra gli sguardi allibiti dei Gerarchi impotenti. Poi sparirono alla vista, e per un pezzo non se ne seppe pi� nulla.
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