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Nel tinaio, sotto un vecchio barile che aveva perduto anche i cerchi, 
ritrovo una tavola di sorbo. Perdio! Se mi riesce a segarla come voglio,
mi ci viene un bel tagliere.
Prima, con la lima a triangolo, 
arroto i denti della sega, poi mi metto all'opera. 
È legno così duro, che, per quanto consumi tutta la sugna che tenevo incartata su la cappa del camino, 
non giungo alla fine. La sega brucia e doventa pavonazza. 
E poi, non riesco ad andare a filo. 
Allora prendo un accettino e concio la tavola alla meglio. 
Quando ho quasi finito, m'accorgo che c'è un buco fatto da un tarlo. 
Lo voglio trovare! Spacco nel mezzo la tavola; e in fondo al buco, 
che gira quasi come una spirale, lo trovo: bianco e tenero, 
con una puntina rossa. Lo lascio stare: io sono Dio, 
ed egli è un solitario dentro una Tebaide.

Federigo Tozzi. Bestie
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