O compositor italiano está falando a Megafone por e-mail.
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signore
Elio Martusciello
parla al Megafono
Sono un autodidatta e mi sono avvicinato alla musica, in particolare alla chitarra, giovanissimo e devo dire che in poco tempo sono rimasto subito affascinato dalle possibilità offerte dai dispositivi elettro-elettronici. Con il mio primo sintetizzatore, alcuni piccoli dispositivi elettronici e il mio primo registratore a bobine realizzai la mia prima composizione di musica elettronica betelgeuse (1978).
Contemporaneamente improvvisavo rock con alcuni musicisti dell'area napoletana...ho continuato così per alcuni anni, ma mi emarginavo sempre di più...sentivo che avevo bisogno di altri stimoli. Con il passare del tempo mi isolai totalmente...ormai avevo abbandonato completamente l'improvvisazione e mi dedicavo solo alla composizione. Il problema era che creavo solo frammenti di brani, suoni disarticolati, scorie che non trovavano mai una forma definitiva...oggetti incompleti, amorfi. Solo alla fine degli anni ottanta cominciai a produrre cose più definitive, stabili...lentamente, però, acquistavo sempre più fiducia nelle mie possibilità e agli inizi degli anni novanta cominciai a partecipare a dei concorsi internazionali di composizione elettroacustica e cominciai anche a vincerne qualcuno.
Nel 1992 ottenni una prima borsa di studio da parte di un centro di ricerca di musica elettroacustica di marseille (GMEM). Andai a lavorare nel loro centro per un mese e lì composi "non-nato"...e poi cominciarono altre commissioni offertemi da altri centri di ricerca, altri premi vinti...partecipazioni in festival internazionali, ecc. Intanto, mi ero già trasferito da qualche tempo a Roma...e in questa bellissima città c'era una scena di musica improvvisata molto attiva e viva, composta di musicisti molto interessanti e creativi. Entrai in contatto con loro e cercai di riprendere a suonare il mio primo strumento, la chitarra...di confrontarmi con loro. Era una cosa molto stimolante, io portavo il mio bagaglio di musica elettronica e loro il dinamismo e la vitalità dell'improvvisazione, dell'incontro estemporaneo.
Su quell'entusiasmo, fondai un duo di musica elettroacustica con mio cugino (batterista jazz) che presto vide la pubblicazione del nostro primo cd meta-harmonies da parte della prestigiosa etichetta olandese "staalplaat". Nel '94, alla fine di un nostro concerto a controindicazione (il prestigioso festival romano di musica improvvisata fondato dal musicista napoletano Mario Schiano), Fabrizio Spera e Luca Venitucci (due musicisti che già operavano attivamente nell'ambito dell'improvvisazione) ci proposero di unirci a loro e di formare un nuovo gruppo...accettammo e demmo a questo nuovo gruppo il nome di "ossatura".
Credo di poter dire senza alcun dubbio che, insieme alla mia attività solitaria legata alla composizione elettroacustica, si tratta della mia esperienza musicale più importante e impegnativa. Il gruppo ebbe subito importanti riconoscimenti e la prestigiosa etichetta discografica "rer", di Chris Cutler, pubblicò il nostro primo cd dentro del 1998. Disco che realizzammo assieme al musicista inglese Tim Hodgkinson. Il gruppo spesso si apriva a collaborazioni con altri artisti, in tutti i campi, ma quella con Tim è stata la collaborazione più intensa e continua.
Giusto per chiudere il discorso su ossatura è da rilevare ancora che nel 2000 abbiamo deciso di continuare a lavorare in trio (io, Fabrizio Spera e Luca Venitucci) e che nel 2002 abbiamo realizzato il nostro secondo cd "verso" pubblicato sempre dalla "rer" e che già ha ottenuto notevoli riconoscimenti. Per quello che riguarda il mio rapporto con l'improvvisazione oltre all'incontro con musicisti occasionali (anche se molti di questi hanno lasciato una traccia indelebile nel mio modo di concepire l'improvvisazione come Michel Doneda, Eugene Chadbourne, Jean-Marc Montera, Mathieu Schamagne, Richard Nunns, Evan Parker, Mario Schiano, Olivier Toulemonde, e altri) ho formato altre formazioni stabili, anche se basate comunque sulla pratica improvvisativa come schismophonia con Mike Cooper e taxonomy con Graziano Lella e Roberto Fega.
Taxonomy è una formazione recentissima e le potenzialità di questo gruppo sono ancora tutte da scoprire, anche se sono molto fiducioso. Schismophonia invece vive della grande personalità di Mike Cooper...non lavoriamo molto...entrambi non abbiamo nessuna capacità nel promuoverci. Anche se devo dire che Mike mi ha insegnato molto...la sua è veramente una "visione" che si estende molto oltre il puro operare musicale.
Contemporaneamente a tutte queste esperienze continuava inesorabile la mia ricerca solitaria legata alla composizione elettroacustica. Da un certo modo di comporre, che inizialmente anche se basato su materiali di natura totalmente rumoristica non disdegnava reminiscenze ritmiche e tonali, ero sempre più passato ad un certo tipo di gestualismo acusmatico. Mentre, però, la mia ricerca sembrava seguire una certa logica evolutiva, improvvisamente (tra il 1999 e il 2000), una sorta di rivelazione improvvisa o "incidente creativo" generava una specie di caos totale nella mia produzione compositiva con "aesthetics of the machine". Vedeva la luce un oggetto musicale (difficile anche da definirlo musicale) che rimetteva in gioco tutte le piccole faticose certezze che mi ero formato in anni di ricerca.
Questo
lavoro che poi è stato pubblicato nel 2003 da "bowindo" una etichetta
che io stesso ho fondato insieme ad altri compositori/musicisti italiani come
Giuseppe Ielasi, Domenico Sciaino, Alessandro Bosetti, Renato Rinaldi e Valerio
Tricoli, ha ottenuto molte lusinghiere approvazioni da musicisti che stimo molto
come Tim Hodgkinson, John Zorn e Chris Cutler. Cosa dire...quest'ultimo evento
creativo dimostra chiaramente che sono ancora, sempre e solo alla ricerca di
qualcosa...e credo probabilmente non ci sia nulla di diverso da fare...i dubbi
sono molti...le certezze veramente poche e labili.
love
elio