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I vertebrati |
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I pesci vengono suddivisi in tre importanti classi: Agnatha, Chondrichthyes e Osteichthyes. Della classe Agnatha fanno parte quei pesci privi di mascelle. questi pesci conservano una notocorda (cordone cartilagineo che si estende per tuta la lunghezza del corpo e funge da sostegno) per tutta la vita; gli agnati moderni hanno uno scheletro cartilagineo al contrario dei loro antenati che avevano uno scheletro osseo. Della classe Chondrichthyes fanno parte gli squali e le razze; anche loro come gli agnati hanno uno scheletro cartilagineo. La pelle di questi pesci è ricoperta di dentelli che rendono la pelle ruvida della carta abrasiva. Nella terza classe, cioè quella dei Osteichthyes, ritroviamo tutti quei pesci che hanno scheletro osseo. Di
questa classe fanno parte il salmone, la trota, la spigola, il pesce persico
e molti altri pesci sia d'acqua dolce sia d'acqua salata. |
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Gli anfibi si sono evoluti da
pesci polmonati che respiravano aria. Gli anfibi moderni comprendono le rane
e i rospi (privi di coda nello stadio adulto) e le salamandre
(presenza di coda anche nello stadio adulto). Le rane adulte hanno anche i
polmoni in cui viene raccolta l'aria, mentre alcune salamandre respirano
mediante la pelle e le membrane mucose della cavità orale. Gli anfibi a causa
dell'elevata evaporazione dell'acqua attraverso la pelle, corrono il rischio
di morire in ambienti secchi. Gran parte degli anfibi che vivono in climi
freddi hanno due stadi di vita, il primo nell'acqua e il secondo fuori
dall'acqua. Le uova vengono deposte nell'acqua e successivamente fecondate
esternamente; da queste uova nascono i girini, larve munite di
branchie; i girini successivamente quando si trasformano in adulti perdono le
branchie e sviluppano i polmoni. In questo modo gli adulti possono anche
vivere fuori dall'acqua. |
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Gli
anfibi hanno sviluppato una pelle dura e squamosa e si sono evoluti in rettili.
I rettili presentano una magnifica innovazione, l’uovo amniotico. Quest’uovo conserva il proprio rifornimento
d’acqua per cui permette la sopravvivenza anche sulla terra ferma; contiene
una grande quantità di tuorlo,
fonte di nutrimento per l’embrione in via di sviluppo, e un’abbondante
quantità di albume, che rifornisce
l’embrione di ulteriori sostanze nutritive e d’acqua. L’embrione in via di
sviluppo è circondato da una membrana, l’amnios.
Durante lo sviluppo l’embrione passa attraverso uno stadio di tipo branchiale, che può essere trascorso all’interno
dell’uovo oppure nel dotto riproduttivo materno. I rettili sono generalmente tetrapodi (cioè quattro piedi), tranne
nei serpenti e alcune lucertole. |
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Gli uccelli sono in realtà
rettili specializzati nel volo. Le ossa degli uccelli sono cave, e
all'interno del corpo contengono dei sacchi aerei. L'osso più massiccio dello
scheletro di un uccello è lo sterno, in cui si inseriscono i grossi muscoli
che fanno muovere le ali. Gli uccelli sono endotermi in quanto generano
calore attraverso processi metabolici interni per mantenere una temperatura
corporea costante ed elevata. Sono costituiti da penne, che oltre a
permettere il volo, hanno una funzione di isolante termico. Nelle zampe sono
presenti squame, che ricordano appunto l'evoluzione dai rettili. La maggior
parte degli uccelli sono in grado di volare, ma non tutti come ad esempio lo
struzzo e l'emù, specializzati nella corsa per "rimediare" all'impossibilità
del volo; oppure i pinguini che hanno trasformato le loro ali in perfette
pinne. Sull’origine del volo ci
sono varie teorie; quella finora più accreditata sostiene che gli antenati
degli uccelli fossero dei rettili arboricoli, e il volo si sia evoluto da una
specie di planata usata per prolungare o per frenarsi dopo un salto, per
esempio da un ramo all’altro. Un’altra ipotesi sull’origine del volo si basa
sui reperti fossili, in cui si sostiene che Archaeopteryx fu parente stretto dei piccoli dinosauri bipedi,
carnivori ed endotermi. I primi sviluppi del volo si pensa quindi abbia avuto
origine da un dinosauro piumato, endotermo e carnivoro che sbatteva le
proprie braccia piumate e muovendosi a salti durante la caccia della propria
preda. La selezione naturale deve aver quindi favorito l’evoluzione delle
penne delle ali, cosicché la velocità in corsa veniva aumentata e
successivamente si poterono trovare fonti di cibo prima irrangiungibili. |
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I mammiferi discendono dai rettili. Questi animali si differenziano dagli altri vertebrati per 3 principali motivi: hanno il corpo ricoperto da pelo; producono latte per i piccoli da ghiandole mammarie; sono omeotermi, cioè mantengono la temperatura del proprio corpo elevata generando calore. In quasi tutti i mammiferi i figli nascono vivi. Alcuni mammiferi primitivi (i monotremi), come l'ornitorinco, depongono le uova, ma allattano i figli dopo la schiusa. I marsupiali (p.e. l'opossum e il canguro) partoriscono figli vivi, ma i piccoli alla nascita sono ad uno stadio immaturo, per cui continuano il loro sviluppo in una speciale tasca protettiva in cui si nutrono di latte. I mammiferi più comuni sono i placentati, chiamati così per via della placenta, struttura nutritiva che mette in collegamento l'utero e l'embrione. Tra
gli ordini attuali sono presenti: gli insettivori tra cui toporagni,
ricci e talpe; i primati, di cui fanno parte proscimmie e scimmie,
ominidi compresi; i roditori, che con topi, scoiattoli e criceti
rappresenta l'ordine più vasto; i cetacei, organismi che si sono
adattati alla vita acquatica, come le balene; i carnivori (mustelidi,
canidi e felidi); i pinnipedi, adattati alla vita acquatica e di cui
fanno parte le otarie, le foche e i trichechi; i perissodattili che
comprendono tapiri, rinoceronti ed equidi; i proboscidati, di cui fa
parte esclusivamente la famiglia degli elefantidi; gli artiodattili
con suidi, ippopotami e ruminanti; i chirotteri, rappresentati dai
pipistrelli. |
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