200504805a
Sebbene in linea di principio la
preclusione all'esperibilità del regolamento preventivo di giurisdizione, ai
sensi dell'art. 41 cod. proc. civ., per effetto di una decisione nel merito in
primo grado, si verifichi non dal momento della pubblicazione mediante deposito
di tale decisione, ma da quello (precedente) in cui la causa viene trattenuta
per la sentenza (momento che - segnando l'"iter" dei poteri decisori
del giudice - osta a che il regolamento medesimo possa assolvere la funzione di
una sollecita definizione della questione di giurisdizione investendone
"per saltum" la Suprema Corte), tale preclusione non opera allorché
il giudice di merito, davanti a cui
pende la causa, dopo aver trattenuto la causa in decisione, assegnando alle
parti termini per il deposito delle memorie, abbia sospeso il processo ai sensi
dell'art. 367 cod. proc. civ.; in tal caso, infatti, per effetto di detto
provvedimento di sospensione del processo, che implicitamente comporta la
riapertura della fase istruttoria, la pronuncia sul regolamento recupera
l'indicata funzione di consentire una sollecita definizione della questione di
giurisdizione.
200504805b
Spetta al giudice ordinario conoscere della domanda con cui il privato,
acquirente di un terreno sul quale era stata rilasciata una concessione edilizia
e successore nella titolarità del permesso di costruire, chieda la condanna del
Comune al risarcimento dei danni da esso subiti in seguito al rilascio, in
favore del proprio dante causa, di una concessione edilizia ritenuta illecita
dal giudice penale (in un procedimento penale per il reato, tra l'altro, di cui
all'art. 20, lettera c, della legge 28 febbraio 1985, n. 47) ed illegittima in
sede di ricorso straordinario al Capo dello Stato promosso dal proprietario
confinante, ma sulla cui piena regolarità egli abbia fatto invece affidamento
per l'esecuzione del programma di costruzione dell'edificio. Detta domanda,
infatti, non rientra nel campo applicativo dell'art. 34 del D.Lgs. 31 marzo
1988, n. 80, né sollecita la tutela di un situazione configurabile come diritto
patrimoniale consequenziale, giacché non postula alcun accertamento
sull'esercizio del potere amministrativo (autoritativo) in materia urbanistica
ed edilizia, che ha portato al rilascio della concessione edilizia, ma, sul
presupposto che questa resti caducata, ascrive al comportamento del Comune
convenuto la responsabilità per la sopravvenuta impossibilità di realizzare il
programma costruttivo.