Joseph Gilles Henry Villeneuve nasce il 18 gennaio 1950 in una piccola cittadina del Quebek Chambly, la mamiglia si trasferisce a a Berthierville da sempre ha una passione per i motori e per kla velocita' ed e'proprio li che inizia a correre con le motoslitte , dove da sempre il massimo vincendo molte gare nel 1971 e 1972 diventa campione di motoslita nel Quebek , fino a diventare campione mondiale di motoslitta dopo 2 anni.
Gilles intanto, inizia a competere anche con le auto. Inizia nel 1971, in qualche gara di accelerazione, con una Ford Mustang preparata insieme al padre. Nel 1973 esordisce in Formula Ford, su una Magnum: con due vittorie è campione del Quebec. Nel 1974 passa alla più difficile Formula Atlantic, guidando una March , finche' arriva nel mondo della formula 1 , la MCLAREN gli da una vettura ma Mayer lo esclude preferendo Patrik Tambay , lui ne rimase molto deluso ma , chiusa una porta per lui si apri' un portone infazzi Enzo Ferrari lo noto' e decise di prenderlo nella sua scuderia . Inizia a nascere ora il mito Villeneuve
Gilles si presento' il 22 settembre del 1977 ai cancelli della Ferrari a Maranello , li gli venne chiesto cosa desiderasse e lui molto timidamente disse che aveva un appuntamento con l'ingegner Ferrari , inizia ora la storia di Gill in formula 1 , non comincio' molto bene infatti ebbe un grosso incidente in Giappone li usci di strada e fini contro degli spettatori e fotografi che imprudentemente si erano messi in un punto proibito e' cosi che 2 persone morirono ed altre rimasero ferite , ma da quel giorno non ebbe altro che amore da parte di tutti .
Enzo Ferrari fu il suo piu' grande sostenitore , amava Gilles come un figlio lo riteneva il migliore , e lo era , pare sul camino della sua casa una sua foto ed era la sola che aveva dei suoi piloti , gli piaceva moltissimo , Enzo Ferrari, per la prima volta in vita sua confessò di aver voluto bene a uno dei suoi campioni , si puo' dire che gli diede carta bianca era il solo che poteva fare come voleva in Ferrari , a lui permetteva di scassargli tutte le auto senza mai rimproverarlo , anzi lo giustificava e difendeva di fronte a tutti dicendo lui e' cosi ed e' cosi che mi piace , Enzo Ferrarari non voleva nella sua scuderia dei campioni ma piloti che avrebbe poi plasmato per far divenire campioni , voleva piloti che trascinassero e si facessero amare dal pubblico e in questi Gilles ci riusci perfettamente , Gilles piu' che in f1 sembrava che corresse in un rally o meglio guidava l'auto da F1 come se stesse facendo un rally , faceva qualsiasi cosa con l'auto, va ricordato che corse con tre ruote , senza un alettone insomma era piu' un acrobata che un pilota di formula 1 , da una macchina pretendeva sempre il massimo e riusciva ad averlo ad esempio nella corsa con Arnox la sfida mitica e indimenticabile per accaparrarsi il 2 posto nel gran premio a Digione riusci a vincere nostante la Renault avesse un motore turbo e quindi molto piu' potente del suo, ma con delle mosse rocamboleche e sorpassi unici riusci' ad arrivare secondo e quella corsa fu' la sua incoronazione a grande campione e conquisto' l'amore da parte di tutti i ferraristi .
Quel gran premio del 79 e' memorabile , se volete potete trovare il filmato della sfida su youtube , una cosa fantastica unica che a parere di tutti gli appassionati di formula 1 sara' irripetibile .
parolre dette da Enzo Ferrari
“Gilles con la sua generosità, con il
suo ardimento, con la sua capacità distruttiva che aveva nel pilotare le
macchine macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava
cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento
imprevedibile, in uno stato di necessità. E’ stato campione di combattività
ed ha regalato tanta notorietà alla Ferrari.
Io gli volevo bene.”
Per il suo modo di guida venne soprannominato l'aviatore ebbe molti incidenti spettacolari che purtroppo causarono delle vittime , nel gran premio del Giappone urto' la Tirrel di Ronnie Peterson la sua auto prende il volo e finisce su spettatori e fotografi che si erano messi in un punto dove non potevano stare e due muoiono , ebbe molti altri incidenti ma lui correva , doveva correre era la sua passione , la sua vita ed e' morto facendo una cosa che amava:
Le vittorie non tardano ad arrivare e la sua prima in Formula 1 la ottiene nel 1978 nel gran premio dei Montreal , i veri successi furono nel 1979 quando terminò al 2° posto della classifica del Campionato del Mondo al volante di una Ferrari , non ebbe il tempo di avere molte vittorie 6 in totale ma sono tra quelle con il più alto tasso di astuzia tattica e sensibilità meccanica nella storia di questo sport e senza dubbio le piu' spettacolari.
L'8 maggio 1982 alle ore 13,52 a Zolder quando mancano pochi minuti al termine delle qualifiche del sabato: Villeneuve, nel giro di rientro dopo aver cercato di migliorare il suo tempo sul giro dato che era più lento di quello Didier Pironi suo compagno di squadra arrivò velocissimo all'imbocco della Terlameenbocht, si intese male con la lenta March numero 17 guidata dal pilota Jochen Mass il quale si sposto' all'esterno per farlo passare, ma Gill aveva deciso di sorpassare all'esterno per facilitare la curva a Gilles l'impatto fu invitabile con la sua ruota anteriore la toccò la posteriore di Mass fu cosi che la Ferrari numero 27 decollò, fece alcune piroette in aria per schiantarsi violentemente contro un terrapieno a bordo pista, con la tremenda forza dell'urto che rilanciò la vettura in aria, priva del sedile (divelto alla base dalla scocca) e gran parte dell'avantreno , Gilles fu proiettato, ancora allacciato al sedile della sua Ferrari, contro le reti di protezione, e sbatté violentemente il collo contro un paletto di sostegno di una rete metallica. Immediatamente soccorso, fu trasportato all'ospedale di Lovanio , un'equipe di medici era già pronta per prestargli le prime cure e, da una prima analisi visiva sembrava che le ferite, pur avendo il pilota riportato circa venti fratture, non fossero particolarmente gravi, ma i sanitari si arresero subito quando constatarono l'avvenuta rottura della vertebra cervicale a seguito proprio dell'urto con la testa contro quel paletto. Gilles era ormai clinicamente morto perché il cervello, a causa della rottura della vertebra, in pratica non mandava più alcun impulso agli organi vitali. Alle ore 21:12 la moglie Johanna diede l'autorizzazione a staccare il macchinario che lo teneva in vita e il suo corpo venne cremato le ceneri furono riportate a Montecarlo dalla moglie Johanna . Il suo casco non venne mai ritrovato , era un casco molto caratteristico il suo nero con strisce verticali rosse a disegnare una V su entrambi i lati (disegno ripreso poi dal figlio Jacques, ma con diversi colori) e soprattutto il numero 27, usato da Gilles per diversi anni alla Ferrari venne mantenuto per alcuni anni dalla suddetta scuderia assieme al 28.
Nonostante Gill avrebbe potuto averlo non ha mai preteso di portare sulla sua vettura il n 1.
Villeneuve era visto come il pilota da battere tutti si aspettavano tantissimo dalle sue gare, un suo lampo di genio nel cercare una traiettoria la traiettoria impossibile da seguire per tutti, ma che per lui.
Il suo modi di portare l'auto e le conseguenze che ne subiva il motore i meccanici della ferrari erano in grado di riconoscerla a vista d'occhio smontando un motore senza sapere a quale delle auto che avevano partecipato al GP appartenesse capivano subito ad esempio esaminado il cambio quele era quella guidata da Gilles .
Gilles era arrivato alla Ferrari a fine agosto '77, dopo che la MCLAREN gli preferisce Patrik Tambay con la Rossa vinese sei gran premi fra cui quelli di Spagna e Montecarlo, bellissimi per come si erano sviluppati. Per correre con la Ferrari, Gilles aveva mentito sulla propria età, calandosela di due anni: solo alla morte la verità venne a galla. Il canadese era stato raccomandato a Enzo Ferrari, che voleva sostituire Niki Lauda con un pilota sconosciuto per dimostrare quanto una macchina fosse superiore al pilota, da Walter Wolf, un austro canadese che lo aveva visto correre con le motoslitte. Wolf aveva una scuderia di F1 con la quale correva Jody Schecter che diventerà compagno di Gilles all’inizio del 1979. La fiducia di Ferrari fu ben riposta, Villeneuve fu presto beniamino dei ferraristi che ancora oggi lo onorano con numerosi club di tifosi intitolati a lui. Resta nel cuore dei tifosi quell’appellativo, aviatore, che gli demmo un giorno in Austria quando volò sulle nostre teste alla prima chicane della pista di Zeltweg.
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