Da:
"Maryliz" <[email protected]>
Data: Ven Giu 11,
2004 8:37 pm
Oggetto: Re:
[disforia di genere] La coscienza e l'identità
----- Original
Message -----
From: Aurora
Sent: Friday,
June 11, 2004 4:32 PM
Subject: [disforia di genere] La coscienza e
l’identità
Prima di tutto grazie Maryliz per i tuoi
"fili". Ho scoperto la loro
esistenza solo qualche giorno fa e li ho
trovati interessantissimi (a
proposito forse sarebbe utile mettere il sito
fra i collegamenti del
gruppo).
Ok. Lo farò.
Ho letto con molto interesse quello che hai
scritto su identità,
processi di emulazione e DIG. La teoria e' sicuramente affascinante, però non mi convince del
tutto.
Se non ho capito male tu dici che l'identità'
e' il frutto di una
serie di processi di emulazione a cui sono
associate determinate
emozioni positive o negative.
La cosa e' plausibile, però nel processo di
emulazione e' presente
da una parte la realtà (o meglio la sua
rappresentazione mentale),
dall'altra l'individuo stesso, cioè la sua identità.
Ma se fosse così l'identità si formerebbe
tramite dei processi nei quali e' coinvolta l'identità' stessa.
Io direi che l'identità è una costruzione. Io la assocerei
alla formazione di determinati circuiti cerebrali che cominciano a
stabilizzarsi e determinano sempre più comportamenti caratteristici e più o
meno sempre uguali. Siamo identici a noi stessi, cioè abbiamo una identità.
E allora mi chiedo: viene prima il
processo di emulazione nel quale e' coinvolta
l'identità', oppure
l'identità' che poi permette dei processi di
emulazione?
A me sembra piu' plausibile la seconda
risposta. Almeno un nucleo di
identità deve esistere prima di poter effettuare
qualsiasi processo
di emulazione. In seguito questo nucleo può
arricchirsi, ma non
credo che il nocciolo possa cambiare.
A me pare che il
processo di emulazione ( che è un processo di apprendimento) possa esistere a
prescindere da una identità "cosciente". Un cane apprende comportamenti , ma non per questo si sente
diverso. Un cane poliziotto non sa di esserlo,
ne cane, ne tanto meno
poliziotto .
Negli esseri umani invece apprendere comportamenti,
cominciare a manifestare gusti ed attitudini, determina il formarsi di una identità "cosciente" .
Io non sono convinta che il maschietto o la femminuccia
possano sapere di esserlo prima di confrontare ed accettare i processi
emulativi che vengono loro prospettati. Capiterà che alcune strutture cerebrali
predisposte dal sesso biologico ( cervello maschile e femminile) facciano si
che ci sia più o meno aderenza tra i processi emulativi proposti e quelli che
il bambino preferisce. E' in quel momento che si forma l'identità di genere :
quando viene accettata dal bambino ( o no ) l'aderenza tra i modelli da emulare
proposti e la sua natura ancora
mentalmente vergine , a parte qualche struttura neuronale formatasi in utero
sotto l'influenza degli ormoni sessuali.
Potrebbe esser questa predisposizione biologica più o meno deviata il
nucleo a cui ti riferisci.
.
A questo punto però mi domando se il DIG si
trovi già nel nucleo o
sia l'effetto di un successivo processo di
emulazione "deviato".
Se la seconda ipotesi fosse vera sarebbe ipotizzabile
una "cura" del
DIG, nel senso che basterebbe
"correggere" il processo coinvolto,
impresa probabilmente non facile, ma neppure
impossibile. Se si
ricorre all'esempio che tu stessa riporti del
motociclista che fin da
bambino ha amato le moto, e' ipotizzabile che
un trauma come la morte di un amico in un incidente stradale con la moto possa
annullare gli effetti del precedente processo emulativo. Qualcosa del genere potrebbe
"guarire" anche il DIG ( per inciso scusatemi questi termini come 'cura'
o 'guarire' che io per prima non condivido). Sappiamo però che fino a questo
momento nessuna "cura" di questo tipo ha mai funzionato
Riguardo alla curabilità di problemi mentali che
coinvolgono "la coscienza" cioè la manifestazione più elevata della
complessità del cervello io ho una opinione.
Bisognerebbe intervenire sulla coscienza, cioè sul modo di
percepire se stessi e la realtà circostante. Questo è quello che si cerca di
ottener con la meditazione e pratiche tipiche delle religioni o meglio delle
filosofie orientali. La capacità di trascendere dalla realtà percepita dai
sensi e dalla nostra stessa fisicità sarebbe sicuramente una cura.
Ma, come è ovvio,
non possiamo trasformaci tutt* in monaci buddisti.
Però voglio dire lo stesso una cosa. La capacità di
"percepire" le proprie percezioni, le attività di
"consapevolezza cosciente ", tutte pratiche spicciole che è facile
apprendere facendo un po' di Yoga e di meditazione aiutano a governare i propri bisogni ed a
considerarli sotto una luce meno impulsiva e meno ossessiva.
Quindi io credo che il DIG sia gia presente nel
nucleo di identità
iniziale e questo poi comporti naturalmente
delle "deviazioni" più o
meno profonde i tutti i processi emulativi
seguenti, processi che
possono rendere il DIG originale ancora più
forte, oppure possono
mascherarlo, almeno per qualche tempo.
E' un po' come il granello di sabbia dentro
l'ostrica che genera la
parla. Il DIG e' come quel granello di sabbia:
impedisce
all'identità' di svilupparsi in modo
"normale" e fa nascere le
persone transgender.
Grosso modo, alla
luce delle cose che ho cercato di argomentare sopra, sarei d'accordo.
Naturalmente quanto ho scritto e' solo una
possibile teoria; di certo
e' incompleta e forse anche completamente
errata. L'argomento e'
decisamente troppo complesso per pretendere di
dare delle risposte in così poche righe, però anche a me fa piacere parlarne.
Baci,
Aurora
Grazie Aurora, è stato un piacere leggerti.
Maryliz