Da: "Maryliz" <[email protected]>
Data: Mar Ago 19, 2003 7:22 pm
Oggetto: Racconti di viaggio : Trans-lochi
Mail lunga... siete avvertite/i....
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Ma che fai ? Ti levi i peli dalle braccia ?
Ecco.
Questo ha detto mia cognata Gina (lei è la piccola : 30 anni fatti ! ma che volete farci...) quando, pranzando io al suo fianco, si è accorta dell'esistenza sul mio avambraccio destro di alcuni dispettosi spuntoni di peluzzi che l'ultima passata di Silkepil ( cavolo!!! non si ha sempre modo e tempo di fare cerette !!!!! :-)) aveva tranciato invece di estirpare.
Ma che volete ? Non si può essere sempre LISCIA, bronzea, sinuosa e fascinosa, come per una festa sul mare !!!
Infatti, durante questo terribile agosto infuocato, io e my wife stiamo aiutando a traslocare mia suocera e le mie due cognate.
Due anni fa ci avevano aiutato loro a traslocare. E adesso quindi ricambiamo il favore. Smonta, rimonta, trasporta, scarica. Mobili, lampadari, mensole, trapano, tasselli... Uffa, che caldo, e che sudate....!!.
Insomma le mie microferie estive rovinate se non fosse che la cosa ha comunque preso un aspetto divertente.
Infatti, come vi ho raccontato altre volte, io adotto con la famiglia di mia moglie una specie di subdolo metodo di indottrinamento transgender.
Invece di dichiarare drasticamente e drammaticamente " EBBENE SI', SONO UNA DONNA IN UN CORPO DA UOMO " mescolo battute, scherzi e comportamenti in una specie di istruttiva recita sulla inutilità e stupidità della separazione dei generi sessuali.
Il merito, ovviamente, non è mio ma soprattutto di quella "special person" che è mia moglie.
Infatti lei, facendo buon viso al mio cattivo gioco, in genere manifesta platealmente l'affetto e l'amore che prova per me anche quando dico o faccio cose strane. E, così facendo, spiazza completamente le percezioni delle sue intime parenti e rende miracolosamente normali cose che altrimenti sarebbero viste - come minimo - bizzarre.
Ora non pensate che io faccia la "checca" o cose simili. Anzi. Cristina mi segnala, facendomi inorridire, che spesso io mi comporto da "trunz".
Vi spiego.
Trunz è un termine che la mia lei ha coniato per descrivere quell'atteggiamento un pò rigido, meno sciolto che , quasi automaticamente, assumo in alcune circostanze pubbliche. E' uno strato di quella maschera costituita da un mix di tono di voce, postura corporea, modo di fare che caratterizza ogni identità cosiddetta "maschile".
Maschera che non è facile sciogliere, anche se sono sicura che un deciso rammollimento ci sarebbe indossando abiti femminili.....
Comunque io, con pazienza e perseveranza, colgo ogni occasione per applicarmi in esercizi di rivelazione interiore.
Ecco che, ad esempio, tra il montaggio di un pensile e la sistemazione di una presa elettrica delle nuova casa delle mie care acquisite parenti, trafugo ed indosso qualche braccialetto particolarmente carino, carpendolo dal loro immenso e traboccante contenitore di bigiotteria.
Oppure levo a Gina ( con relativo inseguimento e fuga...) il mollettone che le trattiene i lunghissimi capelli biondi e lo indosso io per fermare la mia ridicola codina opportunamente rialzata.
La reazione delle mie cognate a questi miei ludici comportamenti ( ehi.. ho 45 anni dovrei vergognarmi...:-)) appare ormai rassegnata. Si lamentano della possibile perdita di proprietà dei loro oggetti ma hanno ormai accettato che il mio indossare roba loro, quindi femminile, non è in effetti un tabù inviolabile.
Io, naturalmente facendolo apposta, rincaro la dose quando posso.
Per esempio in questi giorni, invece di avere al polso il mio orologio "unisex" ( o "unigender" ? ), sono andata a casa loro con un vecchio orologio di mia moglie, semplice ma inconfondibilmente femminile .
Reazioni ? Quasi nessuna. Solo una battuta della piccola cognata che dice, appena lo nota, " Ma quello è un orologio di Cristina! E' un orologio da femmina ! "
Però dal tono della frase percepisco non tanto il rimprovero di chissà quale violazione ai canoni sessuali, quanto la manifestazione di una specie di disappunto per esser io sconfinata nel territorio delle cose "da femmina". Cioè in quella specie di mondo dove vige il "libero arbitrio dell'abbigliamento e dell'estetica" che ai maschi normali è negato per definizione .
Infatti io le ho risposto, ridendo, e quasi prendendola in giro. " Si. Embè ? Che ci fa ? Hai qualche pregiudizio di genere ? Perchè non potrei metterlo? "
Un altra cosa sicura che ho sperimentato è che non hanno ancora chiara la percezione della dimensione e, soprattutto, della conformazione femminile del mio seno.
L'altro giorno Gina avvicinandosi confidenzialmente mi strizza ed esclama " Ma hai le tette più grandi delle mie !! " (inciso : è vero..:-))
Allora Cristina, prontissima, si lancia su di me e mi abbraccia, sottraendomi alle ulteriori palpeggianti investigazioni che la cognatina era già pronta ad effettuare. Io, di rimando, faccio la sostenuta e piagnucolo un pò, accogliendo di buon grado la protezione della mia metà.
"Miiii... le sue tette sono mie, non si toccano! " fa lei, leziosamente, azzerando ogni discorso a riguardo e quindi rendendo giustificata e giustificabile anche una mia terza misura abbondante !!!
Insomma, avrete spero capito, qual'è questo modo eufemisticamente "subliminale" con cui cerco di fare accettare i miei cambiamenti d'immagine.
Certo ne ho strada da fare.
Però, avendo ormai loro accettato la "stramberia" dei miei braccialetti, codine, ecc. forse potrebbero ammettere, la prima volta per scherzo ad esempio, che io possa indossare anche qualche capo di abbigliamento femminile. Io qualche battuta l'ho pure lanciata.
Magari già lo pensano o l'immaginano.
E così se ne fanno una ragione prima ancora che io debba spiegare alcunchè...
Almeno spero... :-))
Bacioni a tutt*
Maryliz
Da:
"Viviana" <[email protected]>
Data: Mar Ago 19, 2003 11:50 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Racconti di viaggio
: Trans-lochi
E' stato
molto piacevole leggere il tuo racconto Mary, e mi ci sono anche un po'
immedesimata perché mi fa venire in mente situazioni simili vissute molto
recentemente.
Mi ha
fatto venire in mente quel ragazzo (?) che adesso esce di casa anche lui con i
capelli molto più lunghi rispetto a un anno fà, la maglietta scollata,
orologino unisex, braccialetto e shorts da donna sulle gambe e le braccia
depilate per andare al lago. E si accorge come le persone che lo conoscono, e
anche quelle che non lo conoscono, lo trattano con lo stesso rispetto di prima
e sembrano non accorgersi nemmeno dei cambiamenti.
Così come
sembra non accorgersene la mamma con cui vive, che si limita ad osservare che
le ultime magliette che ho comprato "ti vanno un po' strette". Non mi vanno strette mammina, le ho
comprate proprio così aderenti e scollate, ai saldi in un negozio di maglieria
femminile ...
Mi chiedo
sempre se è possibile intraprendere il guado del fiume che separa i generi in
modo indolore per gli altri, non traumatico per loro. Ci sono cose che non
riesco ancora a fare, nonostante tutto.
Vorrei
poter usare intimo femminile, oltre ai pantaloni e alle magliette con taglio da
donna. Ma questo continuo a farlo di nascosto, lavando di nascosto e appendendo
ad asciugare nella mia stanza le mutandine che ho portato. Perché lì il
cambiamento sarebbe palese, senza possibilità di accampare scuse, di "che
vuoi che sia, anche dei miei amici vestono così".
Lì è un
discorso di identità di genere, non più solo di gusti o inclinazioni. Le
mutandine contano un po' più dei pantaloni o della maglietta ...
Baci
Vivy
Da: "Stefania
Castelli" <[email protected]>
Data: Mer Ago 20, 2003 1:06 am
Oggetto: RE: [disforia di genere] Racconti di viaggio
: Trans-lochi
>-----Original Message-----
>From: Viviana
[mailto:[email protected]]
>Sent: Tuesday, August 19, 2003
11:50 PM
>To: [email protected]
>Subject:
Re: [disforia di genere] Racconti di viaggio : Trans-lochi
>
>Mi
chiedo sempre se è possibile intraprendere il guado del fiume che separa
i
generi in modo indolore per gli altri, non traumatico per loro.
Ti dirò
che dipende molto dagli altri.
Tu puoi
accompagnare la tua rivelazione con pazienza, gradualità, comprensione,
tolleranza.
Ma se
hai dei cari psicologicamente fragili, infantili o addirittura disturbati,
nemmeno Gesù Cristo riuscirà a fargli accettare al primo colpo lo specchio
delle loro imperfezioni (cioè tu....).
Ti dirò
che se la situazione è quella di cui sopra, non credo sia possibile che nemmeno
con le giacche e il successo di Berluskony (o interpretando i modelli che amano
di più...... nel caso dei miei genitori erano loro stessi....) siano capaci di
accettarti, amarti e riconoscerti....
Se
invece maturità ed autostima hanno trovato dimora tra le fortunate mura di casa
tua, la strada è sicuramente meno ripida.
Sei
anche più libera di concentrarti sull'altro vero problema che ci riguarda: la
nostra autoaccettazione.
Ma tutto
è collegato.
Se nell'aria
della tua casadolcecasa si respira maturità, sensibilità ed autostima (quella
vera...non l'arroganza dell'insicurezza...) è molto
difficile
non essere state amate e non aver quindi ereditato la capacità di
autoaccettarsi.
Vabbé.
Donna
Letizia si ritira... ;-)
Datemi
la forza di non aprire il frigo.....
Non ho
la forza.
L'uva è
già segnata....
Stefania
Da: "Mia"
<[email protected]>
Data: Mer Ago 20, 2003 11:11 am
Oggetto: R: [disforia di genere] Racconti di viaggio
: Trans-lochi
Vivy,
secondo me ognuno ha il suo vissuto, il suo percorso.
Non
esiste un percorso migliore ed uno perggiore, perchè noi siamo diverse e
diverse sono le nostre reazioni agli stimoli esterni.
Questo
tuo approccio assomiglia moltissimo al mio, e l'unica considerazione che mi
viene in mente di fare in risposta a questa tua domanda è di ricordarti del
tempo.
Il tempo
che passa attenua le reazioni degli altri e trasforma in cose normali ogni
singola piccola conquista. Fatti ordinari in luogo di eventi insoliti e strabilianti,
e le reazioni degli altri diventano scorrevoli, prive di spigoli, e non solo
perchè ci si sono abituati loro, perchè ti ci sei abituata tu: spesso
dimentichiamo questo piccolo particolare, ma le nostre conquiste verso la
femminilità non saranno mai mature finchè non ci saremo affrancate totalmente
dal timore delle reazioni degli altri. E l'unica cosa che serve, in tal senso,
è il tempo. Il tempo che scorre e si porta via le nostre insicurezze, delle
quali le reazioni degli altri non sono, di solito, nient'altro che semplici
riflessi.
E così.
dopo qualche tempo, anche le cose più straordinarie saranno diventate normalità
quotidiana, per te e di conseguenza per tutti gli altri (beh, quasi tutti:
qualche resistenza la troverai sempre, ma sempre più solida sarà quella tua
parete contro la quale le resistenze esterne saranno costrette a scontrarsi).
E allora
sarà il tempo di un altro piccolo passo.
E dopo
qualche tempo, quando ti accorgerai di essere arrivata dove non credevi avresti
mai potuto essere, se ti guarderai indietro non ricorderai un momento d'inizio,
un fatto eclatante, un momento di cambiamento radicale: vedrai solamente un
cammino continuo, senza un vero inizio e, soprattutto, senza una fine... e
scoprirai così di essere realmente arrivata dove volevi, alla capacità di
evolvere liberamente nella direzione che più senti tua.
Ecco,
diciamo che, secondo me, più che guadare il fiume ti ritrovi ad un certo punto
davanti a due argini che si uniscono... :-)
Ciao !
Mia
Da: "carla
turolla" <[email protected]>
Data: Mer Ago 20, 2003 12:10 am
Oggetto: Re: [disforia di genere] Racconti di viaggio
: Trans-lochi
Magari,
Vivì, magari.
Forse è
stato caso, forse sfortuna, ma io ho sbattuto il muso in modo duro con un mondo
che non accetta neppure di striscio la possibilità di mischiare un pochino i
generi. E non si tratta di burocrazie e leggi, ma di amicizie, affetti,
parenti. di pezzi di me che se sono andati a fondo.
Ho
ancora l'amaro in bocca e sono diventata pessimista: non è da me, non da noi
che dipende la possibilità di essere se stesse, ma dal caso errante di
incontrare persone che non ti condannino ex-ante.
Carla
Da: "Maryliz"
<[email protected]>
Data: Mer Ago 20, 2003 11:29 am
Oggetto: Ogg: R: [disforia di genere] Racconti di
viaggio : Trans-lochi
--- In
[email protected], "Mia" <mia@p...> ha scritto:
........>
Ecco, diciamo che, secondo me, più che guadare il fiume ti ritrovi
ad un
certo punto davanti a due argini che si uniscono... :-)
>
>
Ciao !
>
Mia
>
Bellissima immagine metaforica. Mi va di completarla.
L'unico posto del fiume dove questo succede è alla sorgente.
Quindi il fiume deve essere risalito con i piedi a mollo andando "contro corrente".
E a volte ci sono pure le rapide.....
Bacioni
Mary
Da: "Stefania
Castelli" <[email protected]>
Data: Mer Ago 20, 2003 12:42 am
Oggetto: RE: [disforia di genere] Racconti di viaggio
: Trans-lochi
>-----Original Message-----
>From: Maryliz [mailto:[email protected]]
>Sent: Tuesday, August 19, 2003 7:22 PM
>To: [email protected]
>Subject: [disforia di genere]
Racconti di viaggio : Trans-lochi
>
>Mail lunga... siete
avvertite/i....
>
>---------------------------------------------------------------------------
--
>Ma che fai ? Ti levi i peli
dalle braccia ?
>Ecco.
>Questo ha detto mia cognata
Gina (lei è la piccola..............zip
................zip ............Infatti, come vi ho raccontato altre volte, io adotto con la famiglia di mia moglie una specie di subdolo metodo di indottrinamento transgender.
Invece di dichiarare drasticamente
e drammaticamente " EBBENE SI', SONO UNA >DONNA IN UN CORPO DA UOMO
" mescolo battute, scherzi e comportamenti in una specie di istruttiva
recita sulla inutilità e stupidità della separazione dei generi sessuali.........zip..........
>La reazione delle mie cognate
a questi miei ludici comportamenti ( ehi.. ho 45 anni dovrei vergognarmi...:-))
appare ormai rassegnata. Si lamentano della possibile perdita di proprietà dei
loro oggetti ma hanno ormai accettato che il mio indossare roba loro, quindi femminile, non è in effetti
un tabù inviolabile.................zip............
>L'altro giorno Gina
avvicinandosi confidenzialmente mi strizza ed esclama "
Ma hai le tette più grandi delle mie !! " (inciso : è vero..:-))
>Allora Cristina, prontissima,
si lancia su di me e mi abbraccia.....zip.....
Devo dire
che invidio molto la tua forza.
Ed anche
la capacità di controllare la compulsione a rivelarti.
Credo
che, oltre al tuo equilibrio, la relazione felice che conduci con Cristina ed
un rapporto sereno con la sua famiglia ti aiuti in questo.
Se
dovessi immaginare lo stesso contesto con me al posto tuo ed i miei familiari
al posto di suocere e cognate, son sicura che mi troverei in un
lago
d'odio.
Ogni
battuta, che tu vivi giustamente con bonarietà e pazienza, la subirei come un
attacco personale.
Il non
poter esplicitare la mia condizione mi farebbe assumere atteggiamenti infantili
e rancorosi, rinfacciando intimamente a tutti l'incapacità di cogliere ciò che
realmente sono.
La
piccola che palpicchia la mia terza, si semiscandalizza per l'orologio e non
intuisce cosa sta succedendo, stimolerebbe in maniera malsana la mia aggressività.
Devo dire
però che sto facendo progressi in senso camomillico.
Man mano
che il fisico si modella in senso transessuale, e mi sento in grado di portare
dei tacchi dando una maggior connotazione al pluricitato casual unigender
etc..., sento meno l'astio bruciante verso tutto.
Non tanto
perché ora SONO (perchè non sono un bel nulla per il momento....nemmeno una
patata Mary ;-) ma perchè finalmente NON SONO PIU'.
Non sono
più ciò che ero. Nemmeno la voce è più la stessa.
E' questo
mi rende meno difensiva e un po' più sicura.
L'astio
iperconcentrato verso il microuniverso familiare e le sue patologiche
relazioni, si diluisce nel macrouniverso del sociale rendendolo meno
distruttivo (autodistruttivo).
Mi
succede di guardare con odio qualche bastardella che strabuzza gli occhi sorpresa
quando mi vede (e non perché l'attraggo, ve l'assicuro....). La fisso come
faceva il mio babbo quando voleva trasmettermi il suo odio e la sua violenza.
Distoglie
subito lo sguardo, la stronzetta.
Vedi che
il babbo qualcosa di utile m'ha lasciato?
Ehm...
Cito la
famiglia e vado in tilt.....
Dicevo
che la rabbia, anche se da come scrivo potrebbe sembrare il contrario, è meno
sorda e furiosa e sono quindi anche più libera di pensarmi in ruoli meno
"definiti".
Sono più
libera di pensarmi. Ecco.
>Insomma, avrete spero capito,
qual'è questo modo eufemisticamente
"subliminale" con cui
cerco di fare accettare i miei cambiamenti d'immagine.
>Certo ne ho strada da fare.
>Però, avendo ormai loro
accettato la "stramberia" dei miei braccialetti, codine, ecc. >forse
potrebbero ammettere, la prima volta per scherzo ad esempio, che io possa indossare
anche qualche capo di abbigliamento femminile. Io qualche battuta l'ho pure
lanciata.
>Magari già lo pensano o
l'immaginano.
>E così se ne fanno una ragione
prima ancora che io debba spiegare alcunchè...
>Almeno spero... :-))
>Bacioni a tutt*
>Maryliz
Sono
sicura che ce la farai.
Ho
fiducia nella scienza. ;-)
E come
ingegnera, oltreché come donna, avrai calcolato e saprai calcolare i
giusti
passi misurati su di te e su chi ti sta vicino.
Un bacio
Stefania
Da: "Klaudia
Kimera" <[email protected]>
Data: Mer Ago 20, 2003 9:07 am
Oggetto: Ogg: Racconti di viaggio : Trans-lochi
--- In [email protected],
"Maryliz" <maryliz315@y...> ha
scritto:
> Mail lunga... siete
avvertite/i....
……..
> E così se ne fanno una
ragione prima ancora che io debba spiegare
alcunchè...
> Almeno spero... :-))
> Bacioni a tutt*
> Maryliz
Grazie
Maryliz,
farò
leggere il tuo racconto a mia moglie.
Chissà
che transizione non faccia rima con separazione.
La bimba
va a scuola quest'anno.
Speriamo.
Klaudia.