Da: "Maryliz" <[email protected]>
Data: Lun Feb 24, 2003 8:32 pm
Oggetto: Travestita o Transessuale
Voglio fare un discorso approfondito, mettendomi in gioco, come al solito.
Non credo che sia adattabile a me la frase classica " Io sono una donna nata in un corpo di uomo ". La trovo una semplificazione banale. Specialmente per parlarne tra di noi.
Io credo di rientrare nella fattispecie della autoginefiliache.
In qualche momento della mia infanzia deve essersi innescato un meccanismo ricorsivo femminilizzazione=eccitazione connesso, non so quanto, ad altri fattori fisiologici o biologici miei propri.
L'immaginazione, l'immedesimazione e poi il travestimento femminile (in casa, di nascosto) hanno condizionato la mia infanzia e gioventù. Nella pubertà, quando la semplice eccitazione è sgorgata nell'orgasmo della masturbazione, la frittata era ormai fatta.
Il meccanismo premio= orgasmo che seguiva l'eccitazione derivante dalle fantasie (o dalla realtà di un travestimento più o meno riuscito) non poteva che portarmi al disturbo di identità di genere nella fattispecie autoginefiliaca che si attaglia credo bene a me ed ad alcune di noi.
Il mio cervello si è nutrito, per le sue pratiche eccitatorie, di tutti i simboli della femminilità. Ammetto anche che ci sono stati in gioventù quelli, sempre immaginari, di una languida passività a vari livelli d'erotismo tra indefinite braccia maschili. La maturità mi ha portato poi alla chiara individuazione del mio orientamento sessuale che prima, in mancanza di un rapporto affettivo serio, era restato in un limbo confuso.
Questa è la "mia" autodiagnosi del "mio" disturbo di identità di genere.
Quindi il travestimento femminile - anzi direi meglio la personificazione femminile più o meno realizzata o fantasticata - come momento di soddisfazione ed eccitazione è parte della mia personalità.
Travestimento ? Ormai da mesi non compro più nessun capo d'abbigliamento al reparto maschile, neanche le scarpe. Faccio man bassa tra i capi con il look più maschile che c'è e nessuno s'accorge di niente (credo..). E' pazzesco come, al giorno d'oggi, ci si possa vestire da donna praticamente senza farlo. Bella consolazione... direte voi.
Beh.. sappiate che da quando sono in terapia ormonale, ed il mio corpo si è trasformato, la femminilizzazione mediante trucco ed abbigliamento è diventata - stranamente - per me meno importante, anche se le mie fantasie e necessità si riaccendono imperiose quando vedo su una rivista qualche bellissima vestitissima, o quando resto incantata davanti una vetrina di Max Mara o di Luisa Spagnoli ( così capite lo stile che mi piace :-))).
Credo che due possano esser le cause di questo acquietarsi dei miei sentimenti travestogenici (che neologismo!) :
1) il calo del testosterone e quindi la riduzione del "drive" cioè dell'impellenza eccitatoria ;
2) il vedermi allo specchio più femminile, vedermi il seno e i lineamenti mutati, fa sì che l'abbigliamento diventa per me un fattore abbastanza secondario. Complementare invece che essenziale.
In sostanza sono sempre stata una scadentissima travestita ma ora, che sono avviata ad una transessualità più o meno conclamata, sono anche peggiorata.
Ammetto anche di possedere una personalità molto complessa che, fattori culturali e formativi, hanno reso maledettamente incapace di sciogliere i nodi con una sciabolata. Inoltre ho bisogno di forti cariche emotive per avere altrettanto forti spinte in avanti : attendo il montare dei miei bisogni, il crescere del disagio, il traboccare dell'ultima goccia di insoddisfazione e poi... zac! scatta in me qualche molla.
Insomma che sono io ? Travestita, transessuale, disforica semplice, complessa, al quadrato...? Boh...
Ecco forse ho trovato : sono una transessuale ormonale che, momentaneamente, non è transgender per sua convenienza ed opportunità...
Scusate della lungaggine, ma sapete che a me piace scrivervi...
Ciao
Baci
Maryliz
Da:
"Viviana" <[email protected]>
Data: Mar Feb 25, 2003 5:13 pm
Oggetto: Ogg: Travestita o Transessuale
Ho
trovato molti punti di contatto tra la tua esperienza e la mia, a
parte il
fatto che nella mia esperienza rientrano anche delle
sporadiche
esperienze omosessuali, e che non ho ancora dato corso ad
un
percorso di transizione.
Comunque,
se dovessi pensare alla possibilità di transizionare, a me
non
interesserebbe tanto l'aspetto più esterno, ossia il poter
condurre
una vita al femminile nella vita pubblica, quanto
piuttosto
"sentirmi" donna.
Avere un
po' di seno, che nemmeno si vede sotto la camicia, forse non
rende
più donne rispetto al mondo esterno, ma quando a casa ti spogli
te lo
ritrovi, con i relativi capezzoli più sensibili di quelli
maschili.
Più,
forse, di quanto non siano quelli di un seno enorme ottenuto con
le
protesi di silicone.
Viviana
Da: "Mara
Siclari" <[email protected]>
Data: Mar Feb 25, 2003 5:22 pm
Oggetto: Tette al silicone...
Risposta
tecnica...
le
protesi al silicone non riducono la sensibilità dei capezzoli, a
meno
che esse non vengano inserite effettuando un'incisione sotto i
medesimi
(anche in questo caso garantiscono il recupero della
sensibilità
entro pochi mesi).
La
terapia ormonale produce una leggera sensibilizzazione dei
capezzoli
ma solo nel periodo iniziale. Dopo qualche tempo tutto
torna
come prima.
Baci.
Mara
Da: "Maryliz" <[email protected]>
Data: Mar Feb 25, 2003 6:02 pm
Oggetto: Ogg: Tette al silicone...
A proposito di tette al silicone.
Io ho un bel paio di tette ( secondo mia moglie...) però sono sempre
piantate su un torace abbastanza maschile anche se non sono
certamente Schwarznegger (102 seno - 88 sotto seno). Credo che sia
questo che faccia apparire le tette più piccole per cui viene la
voglia di darsi una pompatina...
Mary
Da: "Mara
Siclari" <[email protected]>
Data: Mer Feb 26, 2003 10:23 am
Oggetto: Ogg: Tette al silicone...
Vogliamo
parlare di tette? Parliamo di tette. :)
Vorrei
sfatare una vecchia credenza popolare. Si dice che con la
terapia
ormonale acquisisci un paio di "coppe" in meno rispetto alle
misure
della "mamma". Ma la verità è che se la mamma ha la sesta o
l'ottava,
impossibile (se non per miracolo) che una terapia ormonale
ti
conceda di arrivare ad una quarta o una sesta di seno.
Tutte
balle, insomma. Più fortunate sono le grassotelle, decisamente
più esuberanti.
Ma una cosa sono le tette, un'altra la ciccetta...:-
))) La
media delle transessuali ragiunge, a mala pena, una seconda
abbondante,
ma poichè tendiamo a volerci bene, il nostro occhio ce le
mostra
più grandi di quello che sono realmene...:-)
Il seno
delle transessuali è totalmente difforme da quello di una
donna,
cresciuto il più delle volte in età adulta, con ghiandole che
sono
rimaste per anni in stato di atrofia e con il supporto di fasci
mucolari
alimentati per anni dal testosterone.
Anche
la cassa toracica è costituzionalmente differente nelle forme
da
quella femminile. E le spalle, poi, dove le mettiamo?
Ma la
presenza di un "seno" femminile risulta spesso essere
fonamentale
in termini di passabilità, in particolar modo in quei
soggetti
che hanno spalle larghe, torace ben costituito e un'altezza
rilvante.
Ad
esempio: se decidi di metterti in costume un "buon" seno tende a
ad
attenuare tutto il resto, rendendoti meno "visibile".
MAI
decidere di sottoporsi ad una mammoplastica additiva per fini
sessuali.
La motivazione deve essere fondamentalmente di tipo
estetico.
Mai esagerare, nè in un senso nè nell'altro. Tutto deve
essere
proporzionato ed armonico.
So per
certo che a Roma l'intervento viene passato dal SSN, basta
essere
in possesso della sentenza del tribunale a prescindere dal
fatto
che ci si sia sottoposte o meno all'intervento di neovagina.
Un
bacio.
Mara