Da: "Maryliz"
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Data: Ven Dic 27, 2002 12:31 pm
Oggetto: Racconti di viaggio : Natale e dintorni
Che silenzio. Oggi 27 dicembre 2003, ponte ad unica campata
tra Natale e il prossimo weekend, sono sola in ufficio. Fantastico. Il telefono
è muto. Nessuno che rompe. Nessun impiegato che chiede, chiama, vuole. Quasi
quasi al rientro del 2003 faccio il coming out e se qualcuno storce il naso…:
Via! Licenziato ! Sarei la protagonista del primo caso di discriminazione di
transessuale al lavoro all’incontrario… Voglio vedere come la mette la CGIL…
Ok.. Ok.. scherzavo.. J
Ma veniamo al raccontino di Natale.
Tutto è cominciato un paio di giorni fa quando mia cognata (
la sorella grande di mia moglie) nel salutarmi, io affacciata la finestrino
della sua auto, lei alla guida, ridendo mi dice :
“…..e ti regalo anche due elastici per i capelli, così ti
fai le codine, visto che non te li tagli….”
Io di rimando, cogliendo la palla al balzo,”Ti sfido a
farlo sai.. e li voglio carinissimi sennò mi offendo…”
Lei, con una smorfietta, sempre ridendo a crepapelle : ” Certo….ma
te li devi mettere !”. Dice, mentre ingrana la prima e gira lo sterzo per
uscire dal parcheggio.
“Sicuro !! “ le urlo, mentre lei parte quasi
sgommando.
Il pomeriggio di giorno 25, dopo un pranzo da 30000 calorie
avvenuto a casa di mia sorella, io e Cristina ci rechiamo a casa di mia suocera
che, contrariamente ai soliti luoghi comuni, è una persona dolce, per niente
invadente, dotata di quella sensibilità aggiuntiva propria delle persone
semplici e senza molta cultura. Dopo la morte del suo torturatore (suo marito)
vive di TV, e si nutre di tutti talk show possibili ed immaginabili : partendo
da Gilletti, passando per la Pivetti , e via guardando Forum ecc. ecc..
Con le mie cognate ho un divertentissimo rapporto
confidenziale.
La grande, Teresa, è quella con cui ho i battibecchi più
furiosi. Io la prendo in giro per la sua pinguedine e per la sua insopportabile
e irrefrenabile loquacità, lei mi considera un pò matto, mi manda affanculo a
ripetizione e io, ovviamente, ricambio. La piccola, Patrizia ( in famiglia
detta Gina, diminuitivo di Luigina suo terzo nome), bella, alta, bionda,
trentenne all'anagrafe ma adolescente per il resto, dotata caratterialmente di
un micidiale mix di strafottenza e indolenza, è sempre pronta alla battuta e si
diverte un mondo a scherzare e ridere con me. In fondo con entrambe ci vogliamo
un sacco bene. Credo mi vogliano bene anche perché percepiscono quanto io sia
stata capace di rendere felice loro sorella.
Insomma, ci ritroviamo attorno a un tavolo a scartare
pacchetti di regali più simbolici che di valore, vista l’inflazione del 100%
che - ormai è acclarato - fa costare 20,00 Euro ciò che l’anno scorso costava
20000 lire.
Un sacchetto, che è a me destinato, contiene un golfino con
chiusura a zip. Un pò strano, con un inserto di pelle e una pellicciotta
sintetica dentro. Anni e anni fa, quando ero in fase supermimetica, lo avrei
rifiutato aborrendolo ma, adesso, è stato comprato ispirandosi a questa nuova
stagione della mia personalità che le sorellastre hanno ormai percepito e di
cui ancora non riescono a darsi una spiegazione convincente.
Sul sacchetto sono legati due elastici. Due orsacchiotti di
plastica lilla li guarniscono. E' roba per bambine. Ed è roba mia....
Li sciolgo dal pacchetto e, armeggiando un po’, mi lego una
codina con i due elastici, mentre Teresa e mia suocera si scompisciano dalle
risate. Gina, esilarata anche lei, si lamenta del tempo che Teresa le ha fatto
perdere per trovare due elastici sufficientemente economici da poter essere
regalati, si intende,“per scherzo”.
Il fatto che io sia stata allo scherzo, che possa aver
abdicato a qualche presumibile orgoglio “maschile” le spiazza. E’ la cosa che
più mi diverte e, perciò, rincaro la dose. Comincio a lamentarmi di quanto poco
carini fossero questi elastici.
“ Scusa..." dico, "... ma qualcosa di
più carino e femminile e meno infantile non lo potevi trovare ?…”,
provocando la solita smorfia di disapprovazione in Teresa, e una risatina in
mia suocera.
“Ma cavolo… costavano una cifra “ dice lei e via a
lamentarsi di quanto fermaglini, elastici, ecc.. che l’anno scorso costavano
2000 lire ora erano venduti a non meno di 2 Euro ad ulteriore dimostrazione del
tasso d’inflazione al 100%.
Gina nel frattempo si è impadronita del mio zip e se lo
prova. Dice “ Carino…me lo presti?”
Io, con fare provocatorio, dico “ Si, se mi presti il
tuo anche solo per un giro…”.
Infatti il suo regalo era un top trasparente nero con
chiusura ad incrociare, da avvolgere in vita e poi legare davanti. Purtroppo
sapevo che l’avrebbero presa come una battuta.
Infatti lei risponde :” Noooo.. con tutti quei peli…”
ricordandosi chissà quale atavico mio petto villoso.
Ok. Fa niente. Glisso pensando divertita.” Chissà che faccia
farebbe se scoprisse che a me, con una terza abbondante, quel top starebbe
meglio a me che a lei, che, senza reggiseno imbottito, ha proprio due
brufoletti...“
La serata passa allegramente, e ci lasciamo con Teresa che
minaccia di tagliarmi i capelli e riprendersi gli elastici ed io che la sfido a
comprarmene due ancora più carini.
Il giorno dopo, Santo Stefano, torniamo a pranzo da loro.
Io, ovviamente, arrivo a casa di mia suocera indossando il
mio nuovo golfino a zip e i capelli legati in una codina adornata dai due
orsacchiotti. C’è da dire che non ci fanno molto caso e tutte si sono un po’
rassegnate al mio nuovo look.
Dopo pranzo stiamo un po’ a guardare la TV. C’è un episodio
di Ally Mc Beal. Si parla, tra l’altro di una transessuale. In mezzo alle
chiacchiere, al caffè, ai dolcini, sfugge a tutte (non a me, ovviamente) la
sostanza del fatto.
Ad un certo punto Gina dice : “ Non ho capito….”
riferendosi ad una frase dello sceneggiato.
Ed io, ridendo sotto i baffi “ Ha detto che ha il
pene... il pisello…”
E lei , di rimando, con un tono giustificabile solo
dall’ignoranza, esclama “ Ma allora è un maschio ! “
Io, che le stavo seduta a fianco sul divano, quasi la
picchio.” Ma che dici, è unA transessuale. E’ femmina. Non è,
semplicemente, operata “ dico io.
E Cristina a ruota, continua. “ E’ femmina anche se ha il
pisello! Che importanza ha ? “ ( Dio… come adoro mia moglie….)
Gina, un pò si difende, dice che non aveva capito, che le
sembrava chissà che, ma poi capitola zittendosi quando anche mia suocera,
assentendo, conferma la veridicità del paradigma femmina-anche-con-pisello.
In ciò rendendo evidente che una overdose di Pivetti, Gilletti, ecc.,ecc., può
produrre qualche raro beneficio.
La serata scorre via. Il resto delle discussioni è banale. A
volte mia moglie si rivolge a me coniugando verbi e sostantivi al femminile :
stata, andata,…. E' strano che nessuno si accorga del fatto.
Usa tuttavia il mio nome maschile, a parte qualche neutro
vezzeggiativo. Non nego tuttavia che essere appellata al maschile a volte mi
suona estraneo, ma non lo trovo insopportabile.
Alla fine mi resta il dubbio che il nostro difendere a spada
tratta la femminilità della transessuale, il nostro inalberarci, unito a
orsacchiotti, nuovo look e, non ultime, alle scivolate dialettiche di Cristina,
possano aver destato qualche pensiero sospettoso in mia cognata Teresa e forse
messo alla prova l’intuito di mia suocera. In Gina non credo. E’ troppo
spensierata per fare caso a certe cose.
Boh. Chi vivrà vedrà. Comunque mi sono divertita un sacco
questo Natale.
E con questo raccontino spero di avere divertito anche voi.
Auguri di cuore a tutt*.
Mary
Da: "Katia"
<[email protected]>
Data: Ven Dic 27, 2002 12:45 pm
Oggetto: Ogg: Racconti di viaggio : Natale e dintorni
> E con questo raccontino spero di avere divertito anche voi.
> Auguri di cuore a tutt*.
> Mary
Si
moltissimo !!!!! ^_^
Un
abbraccio
Katia
Da: "Mara
Lei" <[email protected]>
Data: Ven Dic 27, 2002 1:00 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Racconti di viaggio
: Natale e dintorni
Car Mary,
il tuo
racconto mi ha riportato alla mente il giorno che, quasi casualmente,
svelai ai
miei suoceri le mie intenzioni.
Dopo un
paio di battutine sui miei capelli lunghi, l'assenza della barba e i
lineamenti
che tendevano ad addolcirsi per effetto della terapia ormonale,
mia
suocera, ridendo, mi chiese: "Ma stai cambiando sesso?".
"Si!",
risposi io...smise di ridere improvvisamente...:-)))
A
distanza di tre anni da quel giorno, dopo non pochi problemi, i miei
suoceri
mi hanno completamente accettata. E per Natale, fortunalemente, non
mi
regalano più cravatte...:-)))
Un bacio.
Mara
Da: "Stefania
Castelli" <[email protected]>
Data: Lun Gen 6,
2003 5:15 pm
Oggetto: RE:
[disforia di genere] Racconti di viaggio : Natale e dintorni
Assai in
ritardo ricambio gli auguri ed ufficializzo, visto che sembri nutrire dubbi al
riguardo, l’inizio di un tuo prudente comin’ out familiare ;-))
Ste