Da: "Maryliz315" <[email protected]>
Data: Ven Dic 13, 2002 10:45 am
Oggetto: Il risveglio di Mary
Ore 6:10... La radiosveglia si accende in silenzio perchè il volume è a zero.
Ma mi sveglio lo stesso. E' il mio orologio biologico che squilla a quell'ora.
Cristina dorme placida al mio fianco. La stanza è buia. Solo un filino di fioca luce invernale trapela dalle imposte socchiuse. Allungo una mano da sotto le coperte cercando una ciabatta. Eccola. L'altra, che strisciando di nascosto nella notte si era allontanata, si trova a circa un metro di distanza. Carponi, al buio, palpeggiando il tappeto, la agguanto.
Torno bipede infilandomi le ciabattine. Sono semplici, rosa, non troppo femminili, tacco 3 cm, comprate al mercato.
Fa un po’ freddo ma non ci faccio caso…Tiro giù, dimenandomi, la semplicissima camicia da notte azzurra che indosso. Jersey di cotone, attillata, mezza coscia, manica lunga, ampia scollatura , indossata a pelle tranne un paio di slip....
Mi avvicino alle imposte della portafinestra e le apro un filino. Una lama di tenue luce mattutina illumina i miei passi assonnati. Furtiva e silenziosa socchiudo, uscendo, la porta della camera da letto. Lascio tranquilla alle ultime, dolci, ore di sonno l’amore mio.
Il bagno di casa è stretto e lungo. Nel bel mezzo, accanto al lavabo,un mobile alto sostiene un termoventilatore che ronza monotono soffiando aria tiepida.
Mi dirigo a tentoni verso il water. Mi siedo. Saranno vent’anni almeno che faccio la pipì seduta. Anni e anni fa, in campagna, trovavo addirittura eccitante accovacciarmi dietro un cespuglio per fare pipì…Che pazzia, vero?
Accendo la luce abbagliante dello specchio. Dopo un attimo di cecità riesco, purtroppo, a vedermi. Eccomi là : capelli sfatti stile clown, occhiaie, odiosa ombra scura sul viso.
Impietoso giudizio disforico : bleah !
Mi passo le mani sul viso facendo una smorfia. Stiro verso il basso la pelle strusciandomi la maledetta ombra che la offusca, futuro bersaglio della luce polarizzata di un carissimo Carissimo qualsiasi.
Tiro i capelli e li lego dietro in un minuscolo codino con un elastico. Tirare e lisciare i capelli è l’unico modo per rendermi accettabile la alopecia che, seppur regredita moltissimo dalle cure, ancora lascia l’attaccatura frontale dei miei capelli accettabilissima per un uomo ma da suicidio per una donna. Trapianto ? Vedremo…
Il bagno è caldo. Mi sfilo la camicia da notte e resto con gli slip. Neri, sgambati, elastici, li tiro su appoggiandoli sui fianchi. Il pisello si raggomitola ordinatamente. Messo così non lo trovo poi neanche così tanto antiestetico. Il rapporto vita-fianchi (78-95) non è malaccio. Ma potrebbe andar meglio. Pizzicandomi penso : “Mannaggia, se riuscissi a perdere qualche centimetro proprio qui o, in alternativa, metter qualche centimetro proprio li…”
Il seno è il mio forte. A coppa, rotondo, diviso, pieno, capezzoli né grandi né piccoli : una terza abbondante. E’ sempre più difficile da nascondere.
Mi dimeno, mi rigiro, poso un po’, rimirandomi allo specchio, in uno strano mix di disgusto e compiacimento.
Metto su la t-shirt che la sera prima avevo smesso e lasciato su uno sgabello. Mi servirà ad assorbire il sudore della corsetta sul tapis roulant. Mi sposto in soggiorno brancolando nel buio. Apro le imposte e tiro su la tapparella. Guardo fuori attraverso la cortina di piante coltivate sul balcone. Il negoziante di articoli per la casa ha già aperto ed è lì davanti all’uscio del negozio. Ogni mattina è lì. Fermo a non far niente. Chissà perché apre così presto…
Accendo la tv, faccio un po’ di stretching, prendo il telecomando in mano e salgo sul tappeto. Un po’ di camminata veloce per riscaldarmi e poi , premendo il pulsante giusto, il tappeto comincia a correre veloce e io d’appresso, di corsa, per almeno 25 minuti, guardando i paesaggi televisivi scanditi da uno zapping furioso.
La maglietta è grondante, mi sento neanche tanto affaticata, sto bene, la doccia in bagno mi chiama.
Accappatoio, tovaglia sui capelli. Mi asciugo con calma guardandomi la pelle.
Cazzo ! Troverei sempre qualche pelo clandestino quand’anche mi fossi depilata mezz’ora prima. Sono segnali che l’irsutismo vive con me. Si, lui vive assopito in me. Il demone maledetto è pronto ad avvilupparmi come un rampicante parassita, a stritolarmi come un serpente boa, appena mi distraggo, appena gli ormoni mi calano, appena ritardo qualche esorcizzante ceretta.
Sono nuda. Lo specchio riflette impietoso il mio corpo e le sue propaggini sessualmente eterogenee.
Perciò, infastidita dalla antiestetica visione del mio coso, provvedo subito al rito quotidiano della sua scomparsa utilizzando cerotto e sapienti manipolazioni inguinali e genitali. Voilà… sparito.
Nudissima, ombra vagante per casa, torno nella stanza da letto. Gli specchi riflettono fiocamente la mia immagine. Il favore dell’oscurità minimizza ogni difetto e questo è un piccolo, breve, momento di compiacimento.
Ebbene sì, lo ammetto, al buio mi piaccio (smettete di ridere… grazie…:-).
Mi arrampico sul letto. Cristina dorme placida. La bacio sugli occhi. La bacio sul collo. Un mugugnetto mi dice che mi ha sentito. Mi allungo e le avvicino un capezzolo al viso. Lei lo sfiora con le labbra. Mi sposto porgendole l’altro seno. Lo bacia a labbra semichiuse, ad occhi chiusi, ancora dormendo. Scendo dal letto lasciandola ad un tranquillo risveglio.
Prendo reggiseno e mutandine da un cassetto e torno in bagno. Indosso la mia biancheria sportiva e contenitiva che potrebbe anche esser scambiata per maschile, se le mutandine avessero qualche capienza anteriore e gli uomini indossassero il reggiseno.
Mi reinfilo la camicia da notte e mi lego di nuovo indietro i capelli.
La colazione mi attende.
Mary
Da:
"mirella" <[email protected]>
Data: Ven Dic 13, 2002 6:54 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Il risveglio di
Mary
==Mary scrive:
Perciò, infastidita dalla antiestetica visione del mio coso, provvedo subito al rito quotidiano della sua scomparsa utilizzando cerotto e sapienti manipolazioni inguinali e genitali. Voilà… sparito.
(...) Mi arrampico sul letto. Cristina dorme placida. La bacio sugli occhi. La bacio sul collo. Un mugugnetto mi dice che mi ha sentito. Mi allungo e le avvicino un capezzolo al viso. Lei lo sfiora con le labbra. Mi sposto porgendole l’altro seno. Lo bacia a labbra semichiuse, ad occhi chiusi, ancora dormendo.
==>
urca prima te lo scotchi e poi vai in intimità con Cristina?
Perdonami
Mary ma appena ho letto ho fatto un film.. Te che sei tutta scotchata sotto..
che ti avvicini.. lei che ti bacia e accarezza.. .e... SBLENG.. ciò che
nascondi si inalbera e lo scotch salta da tutte le parti..
:)
Si lo
so.. sono
malata...
Mirella
Da: "Maryliz"
<[email protected]>
Data: Ven Dic 13, 2002 8:39 pm
Oggetto: Ogg: [disforia di genere] Il risveglio di Mary
--- In
disforia@y..., "mirella" <mirella_ge@l...> ha scritto:
>
>
==> urca prima te lo scotchi e poi vai in intimità con Cristina?
Dai.. ma quale intimità... l'ho solo risvegliata...!! J
Ø
Perdonami Mary ………
> Si
lo so.. sono malata...
>
Mirella
Comunque quasi che ci indovini, solo che il cerotto ( non è schotch !!!:-))) in genere resiste, a meno che... ma in tal caso la storia non te la racconto.... :-)
Anch'io sono malata... e si vede.. o no?
Ciao
Mary