Da: "Maryliz" <[email protected]>
Data: Mar Set 3, 2002 12:55 pm
Oggetto: Immagine e simboli
Sono ormai 19 mesi di ormoni. E, nonostante il tempo sia passato, ho sensazioni molto simili a quelle di Stephy. Mi chiedo : “Come potrei smettere ? Come potrei tornare indietro ? C’è una ragione valida per farlo? “
Dei figli, dei cuccioli come dite voi, non ho gran rimpianto, anzi non abbiamo rimpianto. Non li abbiamo cercati a suo tempo, ed a ragion veduta. E quindi non sarò padre ( o madre …fate voi J)
I miei cambiamenti, apportati omeopaticamente, hanno creato strane occhiate, sguardi stupiti, forse pettegolezzi, ma non mi importa molto.
Non è tanto il seno, che è visibile ad occhi attenti nonostante la t-shirt e la camicia, ma è il viso quello che più stupisce.
Una volta Mirella scrisse : “ Levare la barba ti cambia la vita “.
Infatti l’immagine che gli altri conservano di noi subisce uno stravolgimento brusco quando la barba sparisce o si attenua molto.
Sto leggendo un libro di disegno. Si intitola : “Disegnare con la parte destra del cervello”. Questo libro spiega che la difficoltà principale che molti incontrano nel disegnare risiede nel fatto che la mano è guidata dalla parte sinistra del cervello. E, notoriamente, la parte sinistra è quella specializzata nel linguaggio, cioè alla strutturazione simbolica della realtà.
Cioè la gente vede un viso e, utilizzando la parte sinistra del proprio cervello, abbandona la visione di dettaglio e d’insieme per costruire mentalmente un insieme di simboli : gli occhi, il naso, i capelli, la barba : quell’insieme è l’immagine conservata, come una frase, come un concetto.
Non avete mai provato quella strana sensazione di disagio, quasi di fatica visiva, nel riconoscere qualcuno quando questo si taglia i baffi, o toglie gli occhiali? Cosa vuol dire ? Che la nostra percezione è tutt’altro che dedicata ai dettagli ma è puramente simbolica.
Quando invece si usa la parte destra si comincia a percepire diversamente la realtà, ci si fonde con essa, si entra nel dettaglio. Provate a farlo guardandovi allo specchio in tutti i dettagli o riosservando chi è vicino ed è disponibile a farsi scrutare. Sto cercando di farlo in questi giorni e sembro matta…
Ed ho scoperto che io non ho mai saputo osservare gli esseri viventi. Infatti non li so disegnare. Mentre ciò che è inanimato ho imparato a saperlo guardare e disegnare.
Ecco, quindi, come gli altri ci vedono. Distrattamente. Non capiscono. E’ come se, improvvisamente e senza ragione, intercalassimo parole straniere , in un nostro discorso. E gli suona strano, incomprensibile.
Tutto questo è anche un vantaggio. Sia chi non ci ha visto da un po’, sia chi ci vede tutti i giorni, non avendo mai veramente visto, ma solo organizzato simbolicamente la nostra immagine, interpreta molto probabilmente il suo disagio come un errore mnemonico. Infatti, solo se è in confidenza ci chiede, ad esempio “ Ma hai cambiato occhiali ? “
Ritornando alla barba. La barba, o la sua ombra, è un simbolo associato alla immagine maschile. Eliminare quell’ombra produce un pò di sconcerto. Tutto il resto, se non troppo ostentato, non crea grandi turbamenti. La barba mia va e viene. Quando va, mi guardano strana. Quando torna, anche se rada, sale e pepe, vedo tutti più tranquilli, rassicurati. Tranne mia moglie che sa che divento nervosa ed irascibile. Dovrei decidermi a fare qualche passo deciso per eliminarla per sempre.
Per il resto, se devo esser sincera, a dissimulare il mio seno soffro un po’. Ma capisco che l’inserimento del simbolo per eccellenza della femminilità nella percezione altrui della mia immagine non può esser indolore. Se mi decidessi a fare questo passo dovrei necessariamente chiarire che, da quel momento, io comincio a comunicare in un altro linguaggio (quello femminile) nell’espressione visiva di me.
Non so.
Al solito scrivo per riversare i miei dubbi e leggo per nutrirmi delle vostre certezze (quando ci sono…).
Baci
Mary
Da: "Stephy"
<[email protected]>
Data: Mar Set 3, 2002 11:39 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Immagine e simboli
----- Original Message -----
From: Maryliz
Sono ormai 19 mesi
di ormoni. E, nonostante il tempo sia passato, ho sensazioni molto simili a quelle
di Stephy. Mi chiedo : “Come potrei smettere ? Come potrei tornare indietro ?
C’è una ragione valida per farlo? “
Dei figli, dei
cuccioli come dite voi, non ho gran rimpianto, anzi non abbiamo rimpianto. Non
li abbiamo cercati a suo tempo, ed a ragion veduta. E quindi non sarò padre ( o
madre …fate voi J)
Beh....magari esula dalla topic del group.....probabilmente
è una questione troppo intima e personale..... però una certa curiosità mi
viene.....
Pourquoi?
I miei cambiamenti,
apportati omeopaticamente, hanno creato strane occhiate, sguardi stupiti, forse
pettegolezzi, ma non mi importa molto.
Non è tanto il
seno, che è visibile ad occhi attenti nonostante la t-shirt e la camicia, ma è
il viso quello che più stupisce.
Ti trovano ringiovanita, non è così?
Una volta Mirella
scrisse : “ Levare la barba ti cambia la vita “.
"Entrare in guerra con la barba ti cambia la
vita"..... mi sembra più realistico e corretto dato il carattere cronico
ed estenuante del conflitto ;-)
Infatti l’immagine che
gli altri conservano di noi subisce uno stravolgimento brusco quando la barba
sparisce o si attenua molto.
Già, questo è vero. Io sono però molto fortunata: i miei
interlocutori sono molto tranquillizzati, rispetto alla mia mascolinità,
dall'ossatura parietale e dalle sagomature mascellari :-((((
Sto leggendo un
libro di disegno. Si intitola : “Disegnare con la parte destra del cervello”.
.........zip...........Quando invece si usa la parte destra si comincia a
percepire diversamente la realtà, ci si fonde con essa, si entra nel dettaglio.
Provate a farlo guardandovi allo specchio in tutti i dettagli o riosservando
chi è vicino ed è disponibile a farsi scrutare. Sto cercando di farlo in questi
giorni e sembro matta…..
Gasp. Mi sembra di vederti. Mentre qualche collaboratore ti
illustra l'andamento dei rapporti con un committente tu gli fissi
interessatissima il padiglione auricolare destro a quialche centimetro di
distanza..... Se continui così, non mi stupirebbe che qualcuno in azienda si
prendesse la briga di dirti: " A ingegnè....se sbrighi a ffà sto caminaut
sennò "me sbrocca der tutto"...." (trad.: "rischia
d'impazzire"......l'ho detta in romano perchè in catanese non mi
viene....)
Ed ho scoperto che
io non ho mai saputo osservare gli esseri viventi. Infatti non li so disegnare.
Mentre ciò che è inanimato ho imparato a saperlo guardare e disegnare.
La mia negazione nel disegno m'addolora molto. Credo sia
collegata all'emotività infantile. Disegno come un bimbo di terza
elementare....
Ecco, quindi, come
gli altri ci vedono. Distrattamente. Non capiscono. E’ come se, improvvisamente
e senza ragione, intercalassimo parole straniere , in un nostro discorso. E gli
suona strano, incomprensibile.
Se a questo discorso fatto d'immagine unissimo
sintonicamente un altrettanto nuovo discorso fatto di suoni e concetti, magari
scopriremmo di piacere di più o per aspetti diversi...,, ma è un riskio.... e
forse sono troppo ottimista.....
Tutto questo è
anche un vantaggio. Sia chi non ci ha visto da un po’, sia chi ci vede tutti i
giorni, non avendo mai veramente visto, ma solo organizzato simbolicamente la
nostra immagine, interpreta molto probabilmente il suo disagio come un errore
mnemonico. Infatti, solo se è in confidenza ci chiede, ad esempio “ Ma hai
cambiato occhiali ? “
E' verissimo. Certo, nel tuo fortunatissimo caso, se
decidessi di fiondarti in ufficio con un fiammante reggiseno push up fintamente
nascosto da una camicetta sfiancata e qualcuno ti chiedesse se hai cambiato
occhiali, lo spedirei dall'ottico o dallo psicanalista (o da tutti e due?)
Ritornando alla
barba. La barba, o la sua ombra, è un simbolo associato alla immagine maschile.
Eliminare quell’ombra produce un pò di sconcerto. Tutto il resto, se non troppo
ostentato, non crea grandi turbamenti. La barba mia va e viene. Quando va, mi
guardano strana. Quando torna, anche se rada, sale e pepe, vedo tutti più
tranquilli, rassicurati. Tranne mia moglie che sa che divento nervosa ed
irascibile. Dovrei decidermi a fare qualche passo deciso per eliminarla per
sempre.
Per il resto, se
devo esser sincera, a dissimulare il mio seno soffro un po’. Ma capisco che
l’inserimento del simbolo per eccellenza della femminilità nella percezione
altrui della mia immagine non può esser indolore. Se mi decidessi a fare questo
passo dovrei necessariamente chiarire che, da quel momento, io comincio a
comunicare in un altro linguaggio (quello femminile) nell’espressione visiva di
me.
Nervosa ed irascibile in presenza di barba
autoprodotta......uhm....interessante. Eliminarla per sempre? Cos'è, una
battuta? Sic!!
Seno e comunicazione. Non è che tenedolo coperto, al riparo
dalla luce, dal vento e dai laidi sguardi, rischi di continuare a
germogliare?..... Non vorrei che fossi costretta ad un coming out emergenziale
per arginare un'inarrestabile quinta decisa a sfidare le grazie di Dolly
Parton...... ;-)
Baciotti, moderatrice pazzerella.
Ti si attende nella Padania della razza Piave.... Sic e
straSic!!!
Stephy
Da: "Mia"
<[email protected]>
Data: Mar Set 3, 2002 4:47 pm
Oggetto: R: [disforia di genere] Immagine e simboli
Acuta e
piacevole come sempre, cara Mary: la gente non vede.
Non so
se si tratti sempre di miopia involontaria, o se invece a volte abbiano proprio
bisogno di non vedere (così possono evitare di porsi domande alle quali non
saprebbero dare risposte).
Mentre
leggevo le tue parole, mi veniva in mente una scenetta avvenuta qualche tempo
fa nell'azienda dove presto servizio di supporto due volte la settimana (è il
nostro cliente più importante, e quindi abbiamo un accordo che prevede una
supervisione periodica in loco). E' opportuno precisare che in quest'azienda
non mi presento in gonne, al fine di non turbare eccessivamente equilibri che
risultano comunque, per altri motivi, poco stabili. Però, gonne a parte, tutto
il resto è assolutamente inequivocabile.
Per
farla breve, la settimana scorsa avevo rotto l'elastico per i capelli, e la
chioma ribelle, non preparata ad affrontare la libertà con un minimo di ordine,
mi è praticamente esplosa sulle spalle... uno dei dirigenti, con il quale mi
vedo abitualmente per concordare i piani di sviluppo, e che mi ha
inevitabilmente visto, negli anni, cambiare radicalmente aspetto, abbigliamento
e comportamento (e tengo a precisarlo, si tratta di una persona in gamba,
sveglia, vivace... mica un imbalsamato, tanto per intenderci) mi ha guardato e
mi ha detto, con tono scerzoso: 'che succede, il tuo barbiere è in ferie ?'
Per
utilizzare le parole di Mary, io pensavo di aver davvero smesso di dissimulare:
moltissime donne usano i pantaloni in ufficio, e io ormai mi vesto, mi trucco e
uso accessori esattamente come una qualsiasi di loro (beh, concedetemi una
civettata: spero un po' meglio, in realtà). Ciò nonostante, per molti di loro
rimani identica, immutata ed immutabile: ti hanno guardata realmente (forse) la
prima volta che ti hanno vista (visto), hanno parcheggiato quell'immagine nel
loro cervello e non si sono più posti la domanda... e fino a quando non dovessi
prenderli uno per uno, a quattr'occhi, e gli dicessi: Mia, mi chiamo Mia, non
Augusto, capisci ?... beh, ecco, secondo me fino a quel punto non accadrebbe
niente... poi, forse, una volta tanto, potrebbero alzare gli occhi e guardarmi,
e finalmente dimi: 'scusi, ma... lei chi è ?'.
Ciao,
vado a lavorare, se no finisce che mi cacciano... ma non per disforia :-)
Mia
Da: Silvyb
<[email protected]>
Data: Mar Set 3, 2002 7:39 pm
Oggetto: Re: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
Mia wrote:
Acuta
e piacevole come sempre, cara Mary: la gente non vede. Non so se si tratti
sempre di miopia involontaria, o se invece a volte abbiano proprio bisogno di
non vedere (così possono evitare di porsi domande alle quali non saprebbero
dare risposte).
Io
propenderei per la seconda ipotesi. E' vero che a volte alcuni particolari
possono essere scambiati per "innocui colpi di testa", ma è anche
vero, e qui parlo per esperienza, che le battutine e i commenti dietro le
spalle ci sono. Forse il far finta di non vedere è anche un segno di
"rispetto" verso le nostre scelte, ma credo che nasca più dal fatto
che "pensare" e "vedere come stanno realmente le cose"
invece di "vedere quello che a noi piacerebbe fosse la realtà" comporti
molta fatica, e a volte sofferenza.
Certo
bisogna anche dire che il transessualismo non è un fenomeno così diffuso, per
cui non mi stupirei che qualcuno vedendo una persona gli inizi della
transizione scartasse la cosa come "improbabile", pensando magari a
chissa cosa altro.
Bacibaci
Sil
Da: "Maryliz"
<[email protected]>
Data:
Mer Set 4, 2002 12:56 pm
Oggetto: Re: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
Io ho una ipotesi.
Noi siamo quello che il contesto permette. Se in ufficio Sil può stare con le braccia depilate e Mia in gonna e camicetta senza che ciò determini la loro reiezione ma solo qualche pettegolezzo ( in genere di chi nota e lo fa quindi notare ad altri...) allora loro possono essere quello che sono. Solo perchè il contesto le ha accettate.
Voglio dire che noi tutt* , con disforia o senza, abbiamo non una ma molte immagini di noi stess*, ed ogni volta la adattiamo al contesto in cui ci troviamo per renderci più o meno conformi e poter continuare a vivere come animali sociali.
L'esplorazione a tentoni di un'altra immagine di se, fatta per micropassi come la sottoscritta, è un modo di adattare contemporanemente se stesse e il contesto in modo da non creare conflitti troppo traumatici. Senza salti bruschi, trovando gli equilibri possibili e cercando di intuire quelli impossibili.
Aggiungo un pensiero importante di mia moglie di qualche ora fa...
" Tu ti vedi con i tuoi occhi. Io ti vedo con gli occhi degli altri..."
Come è vero. Noi siamo i peggiori giudici di noi stessi. L'esagerazione è in agguato, il ridicolo ci può travolgere senza che ce ne accorgiamo.
Io non so se riuscirei a superare senza troppa sofferenza una qualsiasi scivolata nel ridicolo che potrebbe capitarmi.
Sarebbe come se, nell'esplorazione di cui sopra, prendessi una sonora capocciata... Ecco perchè vado piano, pianissimo. E cerco di camminare mano nella mano con mia moglie fidandomi del suo, a volte terribile, giudizio.
Baci pensierosi
Mary
Da:
"infringer" <[email protected]>
Data: Mer Set 4, 2002 2:45 pm
Oggetto: R: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
From: Maryliz
……
Aggiungo un pensiero importante di mia moglie di qualche ora fa...
" Tu ti vedi con i tuoi occhi. Io ti vedo con gli occhi degli altri..."
Come è vero. Noi siamo i peggiori giudici di noi stessi. L'esagerazione è in agguato, il ridicolo ci può travolgere senza che ce ne accorgiamo.
Che
frase terribile, Maryliz. Che giudizio tagliente, fonte di paranoie! Anche
perché è un giudizio che, interiorizzato, diventa "voce interna",
trasformandoci nei peggiori carnefici di noi stess*.
No,
voglio arrivare a pensare che i miei occhi siano i migliori, e siano
sufficienti a vedermi. Siccome non ci riesco, cerco conferme in persone fidate
e disabituare a portare il cervello all'ammasso. Del giudizio degli altri cerco
di fregarmene il più possibile, altrimenti scivolerei nell'immobilismo più
totale.
Io non so se riuscirei a superare senza troppa sofferenza una qualsiasi scivolata nel ridicolo che potrebbe capitarmi.
Cos'è
il ridicolo? dov'è la soglia? chi la stabilisce? noi o gli altri? quali altri?
Ve
pijasse 'na disforia
Alessia
Da: "Liliana
Gimenez" <[email protected]>
Data: Mer Set 4, 2002 4:07 pm
Oggetto: Re: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
grazie
Infry,
forse
"il ridicolo" sia essere involontariamente comici, per quello
continuero' a fare la comica a vita, cosi' sono vaccinata e posso
strafregarmene del giudizio altrui.
A volte
m'impongo di fare "il ridicolo" apposta, per aggiungere nuove dosi al
mio sistema immunitario. E mi diverto un mondo.
lily
Da: "maryliz315" <[email protected]>
Data:
Mer Set 4, 2002 6:43 pm
Oggetto: Ogg: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
---
"Liliana Gimenez ha scritto:
>
grazie Infry,
>
forse "il ridicolo" sia essere involontariamente comici, per quello
continuero'
a fare la comica a vita, cosi' sono vaccinata e posso
strafregarmene
del giudizio altrui.
> A
volte m'impongo di fare "il ridicolo" apposta, per aggiungere
nuove
dosi al mio sistema immunitario. E mi diverto un mondo.
>
lily
Avete ragione. Ma il problema esiste. Soprattutto quando il "nostro" personale concetto di ridicolo (di cui ognuno puo fregarsene quanto gli pare) è sentito da qualcuno che ti sta vicino, ed a cui tieni,
come un "ridicolo" insopportabile.
In ogni caso il ridicolo a cui mi riferisco non è quello della comicità involontaria, ma quello che può sconfinare o essere adiacente al cattivo gusto ed, a volte, alla volgarità. Quello che fa esclamare, con scherno : "Ma ti sei visto? Sei ridicolo...."
Mary
molto pensierosa
Da: "Liliana
Gimenez" <[email protected]>
Data: Mer Set 4, 2002 7:24 pm
Oggetto: Re: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
cara
Mary,
dici
che "il ridicolo" sia il cattivo gusto? a volte trovo cosi' ridicole
(quindi involontariamente comiche) e volgari tante cose cosiddette "di
buon gusto"! Non accetterei che nessuno mi tacciassi di
"ridicola", gli domanderei subito se si e' guardato allo specchio, e
che c...!
Io AMO
"il ridicolo" e mi circondo da persone che l'apprezzano!
lily
pensierosa
pure
Da: "maryliz315"
<[email protected]>
Data:
Mer Set 4, 2002 7:50 pm
Oggetto: Ogg: R: [disforia di genere] Immagine e
simboli
Lily non so darti torto. Ma io ho vissuto 40 anni della mia vita con il terrore del ridicolo. La vergogna di sentirsi diverse, il senso di colpa derivante da questi sentimenti, sono la definizione stessa di disforia di genere. Vincere queste emozioni negative è la sfida della mia vita.
A cui si aggiunge quella di non creare troppe sofferenze a chi vuoi bene...
Mary
strapensierosa
Da: Vivian D
<[email protected]>
Data: Mer Set 4, 2002 1:12 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Immagine e simboli
Care Mary, Stephy e Mia
ho letto
con molto interesse le vostre parole sui cambiamenti emozionali e fisici. Io
non sto ancora assumendo ormoni e probabilmente mi ci vorra' ancora molto tempo
per farlo, pero' sto attraversando una fase di lento mutamento causata dalla
rimozione di quei paletti e ostacoli con cui paure e turbamenti hanno tentato
di nascondere i miei istinti "femminili".
Anche
se "questa struttura" a volte sembra vacillare paurosamente ogni
piccolo pezzo asportato lascia un vuoto non facilmente colmabile ma che libera
"nuove" emozioni. In realta' non so spiegare bene questi microscopici
cambiamenti, ma come avete detto anche a
me sembra di avere una diversa sensibilita', voglia di tenerezza (e
altre sensazione non ancora metabolizzate) che a volte restano in quiete in questo
strano limbo e a volte cozzano terribilmente con la mia immagine esteriore.
Cosa saro'? Chi saro'?
Continueranno
ancora "i miei cambiamenti"? Non lo so ancora, l'orizzonte e' ancora
velato da una densa foschia........ ma sicuramente non saro' piu' come prima, non mi dispiace quello che piano
piano sta affiorando.
Un
bacione
Viviana
D.
p.s.
Leggo
con tantissimo interesse anche le vicissitudini lavorativo-professionali di vuoi tutte della lista, fonte di
molti spunti su cui un giorno poter dicidere e comportarmi al meglio nel mio
futuro ambiente (spero presto di diventare ingegnere).
p.p.s.
Mary mi
ha incuriosito molto quello che ha i scritto " sui cambiamenti apportati
omeopaticamente" visto chespesso mi curo con l'omeopatia.
Da: "Maryliz" <[email protected]>
Data: Mer Set 4, 2002 1:41 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Immagine e simboli
----- Original Message -----
From: Vivian D
……
p.p.s.
Mary mi
ha incuriosito molto quello che ha i scritto "
sui
cambiamenti apportati omeopaticamente" visto che
spesso
mi curo con l'omeopatia.
Omeopatia nel senso che faccio tutto ( non le terapie ma i miei cambiamenti d'immagine) in dosi microscopiche e diluite in sostanza e nel tempo
Un bacio
Mary