THREAD N.RO 29

Da:   "maryliz315" <[email protected]>

Data:  Dom Ago 25, 2002  4:44 pm

Oggetto:  Ogg: Amore dipendente? Dipendenza amorevole? Amore? Dipendenza?

 

 

--- In disforia@y..., "Edoardo :-\)" <freewings79@y...> ha scritto:

>

> Sul tema "Amore e/o dipendenza", cosa pensate?

>

 

Tu che ne pensi ?

Mary

 

Da:   "Edoardo :-\)" <[email protected]>

Data:  Dom Ago 25, 2002  11:36 pm

Oggetto:  Dicevo... Amore dipendente? Dipendenza amorevole? Amore? Dipendenza?

 

 Cara Mary...

 

Sai?! Veramente aspettavo le vostre opinioni per capirci qualcosa di piu'.

 

Comunque...

Penso che la dipendenza tolga liberta' ad entrambe le parti in causa e quindi che in nessun modo possa essere presupposto o componente d'un amore sincero e totale.

Nel senso che se io (io ipotetico) dipendo da te (tu ipotetico) di fatto mi lego a te in negativo, il che vuol dire che inevitabilmente mi trovero' a pretendere da te determinate attenzioni, e questo indipendentemente dal fatto che tu voglia o meno darmele.

Cosicche':

 

o 1) tu ti sentirai obbligato ad assecondarmi, autolimitandoti automaticamente e fertilizzando il terreno per mie nuove future pretese e per tuoi inevitabili rancori emozionali;

o 2) tu non asseconderai la mia pretesa, e allora io staro' male e forse anche tu perche' poi essendo noi una coppia, la cosa probabilmente si ripercuotera' su di te.

 

Queste almeno sono le prospettive come le vedo io.

In entrambi i casi, io tendero' a limitare la tua liberta' di scelta (compresa la liberta' di sbagliare... in buona fede, si spera) e contemporaneamente limitero' la mia stessa liberta', nell'espormi ad una feroce delusione qualora la tua risposta alla mia pretesa non fosse quella da me desiderata.

Dipendendo da te, incatenero' innanzitutto la mia potenziale felicita' alle tue scelte, e rendero' in ogni caso pesante il nostro rapporto.

Detto questo sottolineo quella che secondo me e' la differenza fra pretendere ed affermare/affermarsi:

Con la pretesa ci si incatena alla reazione dell'altro, ci si autorende suo succube, mentre con l'autoaffermazione si mette l'altro di fronte ai propri desideri, pensieri, ecc e piu' generalmente di fronte a quel che si e', indipendentemente da quella che sara' la sua reazione... e quindi della stessa si potra' prendere atto con una certa qual serenita', anche se non fosse corrispondente ai nostri desideri, e si potrebbe in quest'ultimo caso eventualmente andare per la propria strada, augurando il meglio all'altro e a se stessi, liberamente. Oh, e poi esistono sempre i compromessi: eh, eh!

Quello che dico e' molto teorico, perche' poi in ogni rapporto c'e' un pizzico di dipendenza... pero' credo che sia verso la liberta' reciproca che ci si debba muovere.

Diciamo che vedo l'indipendenza come un'ideale verso cui tendere.

Anche perche' piu' sei un'essere completo e autonomo, migliore e' cio' che offri all'altro nel momento in cui a questo ti dai... Perche' appunto gli offri un te stesso compiuto e non un te stesso a meta', in certo qual verso psico-emozionalmente "mutilato". Gli offri una coppa totalmente piena, non una coppa mezza piena mezza vuota. Una coppa piena e integra. Sana.

E questo è essenziale per me, tanto piu' che l'amore stesso deve essere (2o me) una scelta quotidiana di darsi all'altro, l'un l'altra*, reciprocamente. Una scelta vera, quindi libera.

Darsi in tutta la propria pienezza e liberamente, oppure non darsi e via! ognuno per la sua strada.

Questo e' quel che credo dell'amore.

Ripeto: quanto scritto sopra secondo me e' un'ideale verso cui tendere con tutto se' stessi.

Mo', io non ho mai vissuto un'amore passionale (sebbene sia stato innamorato e abbia avuto qualche tresca) e quindi volevo sapere cosa ne pensate voi, che oltre ad essere individui con la vostra opinione non per forza uguale alla mia, magari avete anche vissuto la cosa e quindi potreste chissa' avere piu' voce in capitolo o comunque... sareste una, tante voci, che sarei felice di ascoltare. Si, mi farebbe davvero moooolto piacere.

Scusate se sta' mail e' lunga quanto 'na quaresima!

Scusate davvero... spero se non altro di essere stato chiaro.

 

Edochemo'vaananna :-)

 

P.S.: Un bacissimo a tutte!

 

P.P.S.: *

 

"L'un l'altra" e tutte le combinazioni possibili, va da se' :-)

 

(L'una l'altra, l'uno l'altro, l'un+ l'altr+).

 

 

Da:   "infringer" <[email protected]>

Data:  Lun Ago 26, 2002  4:55 am

Oggetto:  R: [disforia di genere] Dicevo... Amore dipendente? Dipendenza amorevole? Amore? Dipendenza?

 

 

Edo, parole sante le tue...

Temo che siano teoriche però. Sei sicuro di autoimporti un controllo così ferreo senza indulgere alla facile soluzione dell'appoggio sull'altro, mentre senti crescere in te la passione e tendi a vedere l'altr* come il tuo necessario completamento?

Io non me ne intendo tanto, ma temo ci sia qualche problema nello stabilire dei giusti confini fra pretesa e affermazione, tra donarsi e affermare la propria indipendenza e libertà emotiva del donante, e nel capire se li si stia rispettando o se si sia andato oltre.

 

Ve pijasse 'na disforia enigmatica a tutt*.

Alessia

 

 

Da:   "Mia" <[email protected]>

Data:  Lun Ago 26, 2002  11:00 am

Oggetto:  R: [disforia di genere] Dicevo... Amore dipendente? Dipendenza amorevole? Amore? Dipendenza?

 

 

> [...]

> Diciamo che vedo l'indipendenza come un'ideale verso cui tendere.

> Anche perche' piu' sei un'essere completo e autonomo, migliore e' cio' che

> offri all'altro nel momento in cui a questo ti dai... Perche' appunto gli offri un

> te stesso compiuto e non un te stesso a meta', in certo qual verso

> psico-emozionalmente "mutilato". Gli offri una coppa totalmente piena,

> non una coppa mezza piena mezza vuota. Una coppa piena e integra. Sana.

> [...]

 

 

Bel temino, questo qui... quando osservo le coppie intorno a me, vedo moltissimi esempi di ciò che NON si dovrebbe fare: comportamenti reattivi e reciproco rapporto di dipendenza, in genere all'interno di 'schemini' di coppia precostituiti... mi vengono in mente davvero pochi esempi di unioni armoniche, ma, d'altra parte, ho anche pochi esempi di persone con le idee chiare.

 

Secondo me Edoardo centra in pieno il punto più importante, ovvero quello degli equilibri: nel momento in cui un individuo si trova con la 'coppa mezza piena', molto probabilmente si augurerà di trovare, prima o poi, la metà mancante... una metà con la quale, un colpo qui e un colpo lì, cercherà di adeguarne le forme per riempire la sua parte vuota. Credo sia molto difficile riuscire in questo modo a raggiungere un vero equilibrio, e quand'anche si riuscisse, sarebbe un equilibrio basato su sostegni reciprochi: in questo modo, ad ogni variazione negli assetti di una delle parti, si renderebbe necessaria la revisione degli equilibri di tutta la struttura... vabbè, voi direte, adesso ci mettiamo a trattare il rapporto di coppia come un edificio di dodici piani ?

 

Secondo me, in un certo senso, si... perchè una coppia in equilibrio è come un palazzo a cui aggiungere, con il passare del tempo, sempre più piani; e perchè questo sia possibile, è necessario che la base sia solida. Infry ritiene che la pura teoria valga solamente sulla carta, mentre possa risultare discutibile nel momento in cui si affronta l'esperienza reale, ma in questo senso continuo ad essere d'accordo con Edoardo: nella mia esperienza personale, ho fatto collezione di rapporti sbagliati, rapporti usa-e-getta dove, prima o poi, al primo segno di malfunzionamento, la malcapitata veniva sostituita (oppure decideva di sostituirmi: non fa molta differenza, il risultato era lo stesso). Dopo aver osservato anche il matrimonio fare la stessa fine, ero arrivata alla conclusione di non essere in grado di offrire e ricevere amore vero, di non essere capace di sostenere un vero impegno affettivo, con tutti gli annessi e i connessi: ero capace solamente di grandi entusiasmi, di emozioni fortissime ma, a quanto pareva, destinate ad esaurirsi in breve tempo.

 

Ad un certo punto però, quando ormai iniziavo davvero ad immaginarmi un futuro da single (per nulla convinta), ho cominciato ad amare anche me stessa, a volermi bene, a rispettarmi, a consolidare il mio assetto personale... e mi sono ritrovata a vivere, per la prima volta, un rapporto di coppia davvero solido, ad osservarmi, sorpresa, assumere comportamente finalmente costruttivi e maturi. Tra l'altro, in considerazione del fatto che la nostra realtà t-qualcosa presenta innegabili complicazioni nell'organizzazione della vita di coppia (di qualunque tipo di coppia si tratti), credo davvero che l'importanza di svolgere un buon lavoro sulla solidità del proprio assetto peersonale sia una premessa insostituibile nell'ottica della costruzione di un rapporto davvero funzionante.

 

Ragazze, ormai l'ho scritta e ve la mando... ma oggi sono un po' giù e mi sento proprio noiosa e pizzosa... sarà forse perchè ieri, nel corso di un allenamento di corsa in alta montagna, ho voluto sperimentare cosa si prova a tuffarsi in piena velocità in un sentiero in discesa; risultato: tre punti di sutura su una gamba, qualche botta e, cosa più grave, otto giorni di sospensione negli allenamenti.

 

Spero di fare di meglio nelle prossime occasioni...

 

Ciao !

Mia

 

 

Da:   kaatorit <[email protected]>

Data:  Lun Ago 26, 2002  3:53 pm

Oggetto:  amore/dipendenza

 

 

<Sul tema "Amore e/o dipendenza", cosa pensate?>

 

Io credo nella libertà di essere dipendenti. E' vero..

quando si ama si è dipendenti l'uno dall'altra ma non

sconfina (il più delle volte) in appoggio.

Quest'ultimo potrebbe essere gravoso tanto da

ricondurre una delle due persone nella coppia a non

riuscire a vivere senza l'altra non per bisogno di

cuore ma mentale. Questo forse dovuto a una

suddivisione di compiti dal più banale al più serio

per anni. (es. mio padre si è sempre occupato della

gestione di una casa di proprietà coniugale. Senza di

lui mia madre non saprebbe che fare nè da che parte

girarsi).

 

Credo, comunque, che l'essere liberi di essere

dipendenti dall'altro in maniera non distruttiva per

se stessi sia inevitabile quanto "appetibile".

Se entrambe le persone fossero individui a sè stanti

senza bisogno l'uno dell'altra, non vi sarebbe nemmeno

il concetto d'amore.

Questo a mio giudizio.

 

Morgan.

 

Da:   "infringer" <[email protected]>

Data:  Lun Ago 26, 2002  4:24 pm

Oggetto:  R: [disforia di genere] amore/dipendenza

 

 

----- Original Message -----

From: kaatorit

<Sul tema "Amore e/o dipendenza", cosa pensate?>

 

Io credo nella libertà di essere dipendenti. E' vero..

..................

Se entrambe le persone fossero individui a sè stanti

senza bisogno l'uno dell'altra, non vi sarebbe nemmeno

il concetto d'amore.

Questo a mio giudizio.

 

Morgan.

 

 

Certo Morgan.

Qui siamo oltre i concetti di dipendenza e di indipendenza. Siamo nell'interdipendenza, che li supera entrambi permettendoci di vivere come individui inseriti in una rete di relazioni.

L'indipendenza ASSOLUTA (dal latino: absolutus = sciolto da ogni vincolo) sarebbe distruttiva per la persona. La persona infatti si costruisce NELLA relazione e non può preesistere ad essa. Per questo dobbiamo accettare con coraggio la sfida quotidiana che la relazione ci pone, sapendo che potremo vivere ma anche perire grazie ad essa.

 

Ve pijasse 'na disforia relazionale a tutt*.

Alessia, pessimo esempio da non imitare mai.

 

 

Da:   "mirella" <[email protected]>

Data:  Lun Ago 26, 2002  4:54 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Amore dipendente? Dipendenza amorevole? Amore? Dipendenza?

 

 

mi rifiuto categoricamente di rispondere a codesta domanda che mi lascerebbe in braghe di tela....

Teorizzo l'interdipendenza ma sono una coccolodipendente grave... E sono così perchè mi scelgo sempre partner che dispensano le coccole come un genovese dispensa i soldi

mir

 

 

 

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