Da:
"Maryliz" <[email protected]>
Data: Mer Lu 10,
2002 7:16 pm
Oggetto: Le
vetrine
Cosa rappresentano le vetrine per me ? Un passatempo? Una tortura? Un piacere?
Ho sempre guardato con interesse solo le vetrine degli abiti femminili. Ed ho ignorato sempre quelle degli abiti maschili. Il vestirmi in abiti maschili è stata (ed è tutt'ora) una necessità. Abiti da lavoro. La mia tuta, visto che non sono un operaio. Se lo fossi stato avrei potuto cercare una tuta da donna. Invece neanche quello... (e non cominciate a dirmi che mi sto lamentando di non esser operaio... è solo una constatazione....).
Anni ed anni fa ero arrivata ad un punto elevato della mia capacità di fantasticare.
Effettivamente riuscivo con piacere ad avere un atteggiamento mentale e gusti adatti a quello che, io da donna, sarei potuta essere ed apparire. Guardavo la vetrina, immaginavo di indossare un abito piuttosto che un altro e pensavo quale mi sarebbe stato meglio, con quale mi sarei sentita a mio agio ecc... Era un divertimento ottenuto anche con pochissimi acquisti, tranne quelli nel reparto intimo e notte dove, con la complicità di moglie, ho sempre fatto man bassa...Era un periodo di travestimenti casalinghi, innocue esercitazioni private che lenivano i turbamenti derivanti da impulsi ben più forti.
Quel periodo ebbe fine ( e chi si ricorda perchè...) e anche quel modo di fantasticare sparì, non più collegato al presente od a qualche prossimo futuro.
E adesso? Adesso che il mio corpo cambiato mi permetterebbe non solo fantasie ma anche decisi affondi nella bramata nuova realtà estetica, come sento, come vedo le vetrine ?
Male.
Non riesco a provarci piacere. Non mi sblocco. Guardo, tocco, giudico, scelgo. Tutto con distacco. Tutto con disincanto. Perché ? Perché mi pare di essere ancora troppo lontana da potere essere padrona di quelle cose.
Lontana da poterle usare con la normalità che vorrei. Lontana da viverle, non clandestinamente, come roba mia.
Insomma girare per negozi, invece di eccitare la mia fantasia, genera in me una certa strana tristezza.
Ma poi succedono strane cose….
Oggi ho accompagnato mia moglie in un giro per negozi di scarpe. Guarda questo, prova quest’altro, carino quello, ecc..Improvvisamente comincia a piovere. Cadevano i caldi goccioloni di uno di quei temporali estivi che precedono afa soffocante e altri incrementi di temperatura.
Mentre indugiavamo senza poter uscire da un negozio, arriva “lei”.
Non alta, grassoccia, inguainata in sintetici pantaloni neri e top marrone, capelli ricci raccolti e tirati dietro, adolescenziali seni a conetto, fondotinta pesante che dissimulava malamente il residuo e maledetto blu di una rasatura al sangue, un evidente “tucking” che lasciava una profonda fenditura tra i due rigonfi laterali dei testicoli rientrati, era una “trans”, rifugiatasi nella stessa bottega dove io (codardamente travestita da uomo) e mia moglie stavamo riparate.
Poverina ! Bagnata da una imprevedibile pioggia estiva, sudata, con il fondotinta che colava, con quell’abbigliamento troppo stretto, appariva ovviamente riconoscibile molto più di quello che lei si potesse aspettare. Almeno a me ed a mia moglie che, ormai, abbiamo sempre attivo un infallibile “trans-radar”
Pochi istanti fatti di occhiate scambiate, qualche momento di imbarazzo, poi lei, coraggiosamente, si allontana con passo spigliato mentre cadeva ancora qualche goccia e già il sole dispettoso faceva capolino nel cielo di Via Etnea.
Commentino successivo all’incontro: mia moglie, che in un primo momento aveva avuto un atteggiamento un po’ critico per il look un po’ troppo “esagerato”, conviene, con ritrovata tolleranza che, solo per non dare nell’occhio, non si poteva costringere la poverina ad uscire con un qualche camicione ed una busta di plastica per borsetta.
Epilogo finale…e che ha scacciato la mia tristezza.
Mia moglie (ridendo) : “ E non pensare mai di uscire acconciata come quella tizia di oggi…. Con una “professionista della moda” come me… Non sia mai! “
Le ho dato (installato) da leggere il meraviglioso libro di Mia. Sarà occasione di elaborati pensieri… per riconoscermi e riconoscerci… ne sono sicura.
Ragazze, che avventura è la vita!
Bacioni
Mary
PS. Grazie infinite a Mia, ed a sua madre, per averci donato con amore la loro storia e i loro pensieri..
Da: nicoletta
carola <[email protected]>
Data: Mer Lu 10, 2002 7:34 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Le vetrine
Ciao Mary
,
Ciò che
hai scritto è veramente degno di Best Seller
..
una
scorrevolezza fantastica, un vero film nelle parole...
Sei
davvero brava.
Ed è
davvero un racconto su cui riflettere.
Anna
Da: "Liliana
Gimenez" <[email protected]>
Data: Mer Lu 10, 2002 7:45 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Le vetrine
>..."Mentre indugiavamo senza poter uscire da un negozio, arriva "lei".
>Non alta, grassoccia, inguainata in sintetici pantaloni neri e top marrone,
capelli ricci raccolti e tirati dietro, adolescenziali seni a conetto,
fondotinta pesante che dissimulava malamente il residuo e maledetto blu di
una rasatura al sangue, un evidente "tucking" che lasciava una profonda
fenditura tra i due rigonfi laterali dei testicoli rientrati, era una
"trans", rifugiatasi nella stessa bottega dove io (codardamente travestita
da uomo) e mia moglie stavamo riparate.
>Poverina ! Bagnata da una imprevedibile pioggia estiva, sudata, con il
fondotinta che colava, con quell'abbigliamento troppo stretto, appariva
ovviamente riconoscibile molto più di quello che lei si potesse aspettare.
Almeno a me ed a mia moglie che, ormai, abbiamo sempre attivo un
infallibile "trans-radar"..."
Questo
pezzo mi ha fatto riflettere... e mi domando quali sono gli sguardi
che
possono ferire una ragazza trans: quelli di complicita', quelli di
indugio,
quelli di indifferenza, ecc.
qualcuna
vuole rispondermi? mi piacerebbe approfondire l'argomento...
lily
Da: "maryliz315"
<[email protected]>
Data: Gio Lu 11, 2002 1:45 pm
Oggetto: Ogg: [disforia di genere] Le vetrine
--- In
disforia@y..., "Liliana Gimenez" <gimenez@l...> ha scritto:
>
>
Questo pezzo mi ha fatto riflettere...
Penso che essere riconosciuta non debba poi creare un grande
imbarazzo. Credo che si debba essere preparate a questo.
Gli sguardi non offendono. Invece qualche sorrisino di scherno
probabilmente da fastidio e deve essere orribile essere additate e
derise...
Comunque io ho esperienza di sguardi dati e non di sguardi ricevuti
e perciò sono la meno adatta ad esprimere giudizi.
Mary
Da:
"chutekatia" <[email protected]>
Data: Gio Lu 11, 2002 12:08 pm
Oggetto: Ogg: Le vetrine
In genere non le guardo, non ho tempo, non ho
le tette per alcuni
vestiti,
forse piu' avanti.
Preferisco
andare in un grande magazzino di articoli sportivi, almeno
ho
l'optional, ci sono atlete anche con meno tette di me, le scarpe
da tennis
mi fanno impazzire, come i vestiti sportivi del reparto
donne,
fuso' top shorts t-shirt costumi interi etc.
Da: Stephy
<[email protected]>
Data: Gio Lu 11, 2002 4:56 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Le vetrine
--- Maryliz <[email protected]> wrote:
….. Il vestirmi in abiti maschili
> è stata (ed è tutt'ora) una necessità. Abiti da
> lavoro. …..
Già devo
dire che è così, ed è stato per anni così, anche per me....
In realtà,
prima di raggiungere alcune consapevolezze, non avevo alcun interesse per il
vestire.
Mi
vestivo con ciò che mi veniva regalato.
Mi
guardavo e pensavo: "si..... il tutto sembra quadrare...."
Mai un
entusiasmo o il desiderio di scegliere qualcosa di particolare, di
originale....
Mi basavo
molto sui giudizi di chi mi era vicino.
Certo,
con la giacca e la cravatta il senso di disagio e di inadeguatezza
aumentavano...
Per
ovviare a ciò, le indossavo "con ironia"; sbeffeggiavo, insomma, il
genere yuppie rampante....
(in
realtà soffrivo come una bestia....)
> …..Era un periodo di
> travestimenti casalinghi, innocue esercitazioni
> private che lenivano i turbamenti derivanti da
> impulsi ben più forti.
Io no,
purtroppo.
Non avevo
questa consapevolezza, altrimenti,
considerata
la mia personalità, avrei senz'altro
agito....
Sono un
po' compulsiva....
Tutto con disincanto. Perché ? Perché mi pare di
> essere ancora troppo lontana da potere essere
> padrona di quelle cose.
> Lontana da poterle usare con la normalità che
> vorrei. Lontana da viverle, non clandestinamente,
> come roba mia.
A me
succede qualcosa di diverso (considera che la mia transizione è partita da
poco...)
Sento che
la scelta dell'abito sta scivolando in secondo piano. Da quando ho cominciato
la terapia ormonale non ho mai desiderato indossare abiti femminili
estremamente caratterizzati. Ho scelto di utilizzare, per necessità e non per
virtù, jeanseria femminile o cose unisex orientate al femminile. Ho combattuto
con il mio senso del limite e del ridicolo per indossare cose femminili che non
mi facessero apparire ridicola.
Dopo tre
mesi e mezzo di ormoni, qualcosa "si muove" (non lui, per
fortuna....). ;-)
Viso e
corpo si ammorbidiscono, i capelli crescono e si infoltiscono e questo rappresenta
una grossa valvola di ossigeno nella rianimazione della mia identità.
Mettermi
i miei vestiti di "maschio" (tutta roba casual, comunque) aiuta, per
assurdo, ad enfatizzare questi elementi che cambiano. Mi sembra di navigare
nelle mie ex camicie XL un po' come una ragazza naviga nel pullover del
fidanzato dopo momenti di intimità consumati tra una pioggia ed una domenica
invernale vicino ad un camino.... ;-)
Insomma.
L'ossessione dell'abito ha diminuito la sua pressione grazie ad una fisicità
che mi tranquillizza con i suoi lenti ma finalmente percepibili cambiamenti..
….
> Poverina ! Bagnata da una imprevedibile pioggia
> estiva, sudata, con il fondotinta che colava, con
> quell'abbigliamento troppo stretto, appariva
> ovviamente riconoscibile molto più di quello che lei
> si potesse aspettare.
Beh...insomma....
fuori da ogni buonismo mi sembra che
tu stia
descrivendo una racchia da paura...
Donna bio
o ts, tg, tv non fa differenza...
Racchia
non per ciò che è la sua dotazione di
partenza,
ma per come la valorizza o meno con il
vestire e
con il make-up...
Certo...
de gustibus...etc, tuttavia un po' di
misura....
Baci
Stephy
Da:
"alirossofuoco" <[email protected]>
Data: Gio Lu 11, 2002 5:15 pm
Oggetto: Ogg: [disforia di genere] Le vetrine
VETRINE.....uh,
sempre guardate con passione, cercando quello che mi
piaceva,
che mi sarebbe piaciuto indossare, il sottile piacere di
entrare e
comprare quel che mi piaceva, ora .....ora c'e piu gusto
guardo le
vetrine, cerco quel che mi piace (e che viste le mie
finanze
posso comprare) provo riprovo compro.
mi
diverte vedere le facce delle commesse, quando chiedo, provo brigo
tra la
roba in esposizione.
si mi
piace guardar vetrine, adoro fare shopping il sabato
pomeriggio,
ed ora....iniziano i saldi :)
sylvia
ps:
a
proposito di sguardi che fanno male, a me danno fastidio i
sorrisini,
mi fanno arrabbiare, quei ragazzi/ini o uomini che ti
guardano
protetti dal branco e che si mettono a sghignazzare tra loro
guardandoti
come se fossi un extraterrestre, ecco quelli mi fanno
star
male, mi fanno crescere la rabbia, penso sempre a quanti di loro
magari
nella protezione delle loro macchine dopo aver lasciato il
loro branco
vanno in cerca dell'emozione forte in viale zara o a gioia
(zone di
prostituzione trans) o a quanti di loro nella protezione
della
loro casa indossano abiti fenmminili per eccitarsi, e fanno
tutto cio
di nascosto e di giorno protetti dal branco ci guardano con
aria di
schifo, e sorridono beffardi....beh ...fanno schifo loro.
puah!!
Da: "Mia"
<[email protected]>
Data: Gio Lu 11,
2002 7:44 pm
Oggetto: R:
[disforia di genere] Le vetrine
Da un
certo punto di vista, ricordo con nostalgia i tempi in cui rimanevo vergognosa
ai margini delle vetrine, lì dove la sezione uomo termina e inizia la donna...
con la testa girata da una parte e gli occhi dall'altra, e desiderando
ardentemente il coraggio per entrare e chiedere quello che avrei voluto, ma senza
quasi mai riuscirci... ricordo il sapore amaro che mi accompagnava a casa dopo
qualche 'spedizione' infruttuosa, e l'emozione fortissima con la quale invece
mi drogavo quando, nascosto nel baule della macchina, tenevo qualche trofeo,
prova reale e tangibile del coraggio che avevo avuto e dei pericoli che avevo
affrontato (e dei soldi che avevo speso, cazzarola).
Oggi,
fortunatamente, è cambiato tutto... che io sia vestita da uomo o da donna,
entro e compro e provo quello che mi serve, e non mi curo delle reazioni degli
altri... le quali, poichè non me le aspetto e di conseguenza non le provoco, in
genere sono totalmente assenti... però, insomma, tutto sommato consideravo
questo più che altro una conseguenza della faccia tosta che ormai mi accompagna
costantemente, ma forse non mi ero ancora resa conto che, nel frattempo, anche
la percezione che gli altri hanno di me è totalmente cambiata.
Dico
questo perchè un episodio fresco fresco, di oggi pomeriggio, mi ha fatto
riflettere: questa mattina avevo un appuntamento con un cliente presso la
nostra sede. Come forse ho già avuto occasione di dire, nel lavoro solitamente
vesto quasi da uomo... certi giorni più, certi giorni meno... però, insomma, mi
pareva di stare nel mezzo.
Nel
pomeriggio, prima di tornare in ufficio, mi trovavo in centro per vari motivi.
Mi
serviva dell'intimo, e quindi sono entrata alla Rinascente per vedere se
trovavo qualcosa. Già che c'ero, ho fatto poi un giro al reparto abbigliamento,
ma poichè ero un po' di fretta ho beccato una delle commesse e le ho chiesto se
aveva qualcosa di simile alla camicia che indossavo... di lino, senza
maniche... così, vedi, da indossare con i bermuda come oggi... sì, mi fa lei,
oppure con una gonna... ma non stava ridendo, e non era neppure seria... era
normalissima, in pratica.
Insomma,
io credevo di essere un po' nel mezzo, tipo uomo strano... e invece la
percezione della commessa (ma in realtà accade da un po' di tempo, anche se
solitamente in modo meno evidente) mi ha vista così: donna normale. E' stata
una bella sensazione.
In
pratica, mi sa che domani andrò in ufficio in gonna (fino ad ora l'ho fatto
solo il giorno del mio compleanno, avvisando prima)... ma mi sa anche che non
se ne accorgerà nessuno :-)))
Vi saprò
dire...
Mia
P.s: grazie
a te, Mary !!! sono davvero felice che il libro ti sia piaciuto.
Da:
"tocotit" <[email protected]>
Data: Ven Lu 12, 2002 9:41 pm
Oggetto: Ogg: Le vetrine
E'
incredibile come leggere mi permetta di riconoscermi, e di capire
un po' di
più. E'tanto strano riuscire a capire cosa si dovrebbe
fare, è
tanto strano capire di non essere in grado di fare.
Personalmente
quando giro per quella piccola città di provincia che è
Como, e
ho la determinazione dei momenti migliori di acquistare
quello
che più mi piace, sento gli sguardi delle persone, sembra che
tutti
siano lì, ad aspettare la prima mossa per poi additare. Mah,
spero
solo che le cose cambino. E poi, ditemi voi, come si dovrebbe
vestire
una che fa il mio lavoro? Io so solo che di rappresentanti in
giro
vestiti da donna non ne ho mai visti :-)
Dimenticavo,
un grazie di cuore a Mia e mamma, per aver reso
disponibile
un libro, a mio modo di vedere fantastico, che ahimè è
già stato
divorato dalla mia voglia di sapere. E poi Mary mi
spiegheresti
cosa significa tucking?
Un bacio
a tutt*
Francy
Da: "Maryliz"
<[email protected]>
Data: Sab Lu 13, 2002 11:13 am
Oggetto: Re: Ogg: Le vetrine e tucking
--- In
disforia@y..., "tocotit" <tocotit@y...> ha scritto:
> E
poi Mary mi
> spiegheresti
cosa significa tucking?
> Un
bacio a tutt*
>
Francy
E' estate. Fa caldo . Bando alle cose serie.....
Tucking. Letteralmente significa "rimboccamento, rincalzamento, ripiegamento". Nel mondo T* si definisce così la tecnica più o meno sofisticata con cui si fanno sparire ( in senso mimetico non in senso chirurgico) gli organi genitali maschili esterni che, notoriamente, sono molto più ingombranti e visibili di quelli femminili.
Mettersi il pisello tra le cosce tirandolo da dietro è la cosa più semplice. A volte si usano delle mutandine particolari chiamate "gaff". A volte si usa del cerotto per tenere tutto a posto.
Milioni di anni fa sul sito di Mirella c'era una pagina che illustrava questa tecnica. Chi lo aveva creato e dato a Mirella ? Io !
E' stato tra i file di questo gruppo per un pò. Poi ho deciso di levarlo vista l'"altissima levatura intellettuale" (ehm.. ehm..) della lista.
Ma, ora che mi hai chiesto quest'informazione, non vedo perchè non devo abbassare un pò questa levatura. Quindi allego il file richiesto e chi si scandalizza...:-))) peggio per lei/lui.
Mary