Da:
"maryliz315" <[email protected]>
Data: Mar Lu 2,
2002 1:33 pm
E' così. Un progredire millimetrico. Una lentezza
esasperante. Un quasi indietro appunto.
L'unica vera spinta è data dal Premarin che si scioglie in
me trasformando ogni giorno, impercettibilmente, qualche cellula del mio
corpo.
E la mente ? Dov'è la mia mente ?
E' qui. Tra queste parole.
La mente rovista tra i vocaboli di questa nostra lingua
cercandone qualcuno per descriversi, cioè per descrivere ME : confusa,
indecisa,
inconcludente, stupida, volubile, irascibile......femmina ?
Boh!
Come in tutte le attività mentali ricorsive ed
autoreferenziali, la verità di ogni auto-affermazione è dubbia. Mary dice:
"Io sono bugiarda !" E non si capisce più niente. Avrei bisogno di
esperimenti, di esempi, di prove e misurazioni. Il "mio" giudizio su
di me è assolutamente inattendibile.
Stephy dice: "Mi ascolto".
Anch'io mi ascolto con tutti i sensi. Con la vista, con
l'udito, con il tatto.
Ogni tanto sento qualche nota, più spesso un rumore.
E, continuando la parafrasi, mi sento come chi volesse
imparare uno strumento musicale leggendo solo le note, ascoltando la musica, e suonando
mai o quasi mai.
Qualcuno dirà : " La musica è in te!". Devi solo
tirarla fuori....
Può darsi. Ma avete mai provato a registrarvi ed a
riascoltarvi mentre canticchiate
qualche motivo che vi piace ? Al 90% eravate convinte di aver cantato bene e
invece siete degne dell'ultimo posto alla corrida.
A casa però Mary esiste. E' viva. In queste calde giornate
siciliane spesso vaga seminuda tra una stanza e l'altra scrutando
ossessivamente l'immagine che gli specchi riflettono.
Cerca di ascoltare la musica in se...ma non va oltre.
Ogni progresso, ogni nota aggiunta alla composizione è
concordata e mediata tra la "mia" visione di me e la visione che ha
(o vuole avere) di me mia moglie. La paura delle note troppo alte, delle stonature,
cioè delle esagerazioni mi impedisce anche di oscillare per trovare un
equilibrio.
Perciò vado avanti adagio, quasi indietro.
Meno male che c'è il Premarin.
Mary
troppo riflessiva....
Da:
"transtephy" <[email protected]>
Data: Mar Lu 2, 2002 5:24 pm
Oggetto: Ogg: Avanti adagio quasi indietro
--- In disforia@y...,
"maryliz315" <Maryliz315@h...> ha scritto:
> E' così. Un progredire
millimetrico. Una lentezza esasperante. Un
> quasi indietro appunto.
> L'unica vera spinta è data
dal Premarin che si scioglie in me
> trasformando ogni giorno, impercettibilmente,
qualche cellula del
mio corpo.
Dio,
sembra di leggere me stessa!
Ad una
prima entusiastica adesione al progetto, fatta anche di eccessi.... in tutti i sensi.....eccessi
nella partecipazione ad eventi, eccessi nel trucco, eccessi nel sentirmi già
parte dell'altro universo e quindi sicura di essere interpretata come donna
dalle donne...., è subentrata una fase molto più stabile e lenta.
E'
subentrato il disincanto.
Ed il
disincanto porta con se forti elementi depressivi...
> E la mente ? Dov'è la mia
mente ?
> E' qui. Tra queste parole.
> La mente rovista tra i
vocaboli di questa nostra lingua cercandone
> qualcuno per descriversi,
cioè per descrivere ME : confusa,
indecisa,
> inconcludente, stupida,
volubile, irascibile......femmina ? Boh!
> Come in tutte le attività
mentali ricorsive ed autoreferenziali, la
> verità di ogni
auto-affermazione è dubbia. Mary dice: "Io sono
> bugiarda !" E non si
capisce più niente.
Io
custodisco un serbatoietto di buone ragioni, per continuare nella transizione,
che porto sempre con me.
Lo uso
come un rosario da ripetere ossessivamente nei momenti di down....
Quando
specchio e razionalità mi dicono "Ma 'ndo vai? Ma te sei vista? Ma nun te
vedi che stai a recità un ruolo per fuggire a quarcheccosa che nun voi
affrontà? Nun vedi che stai a sceglie un eterna recita, un'eterna esibizione
per riempì dei vuoti?"...
Allora
tiro fuori il rosario e comincio: "come stavi un po' di tempo fa? Come
stai adesso? Che alternativa proponi? Ti vedi maschio nel futuro?".....
> Avrei bisogno di esperimenti,
di esempi, di prove e misurazioni.
> Il "mio" giudizio
su di me è assolutamente inattendibile.
> Stephy dice: "Mi
ascolto". Anch'io mi ascolto con tutti i sensi.
Con la vista, con l'udito, con il tatto.
> Ogni tanto sento qualche
nota, più spesso un rumore.
> E, continuando la parafrasi,
mi sento come chi volesse imparare uno
> strumento musicale leggendo
solo le note, ascoltando la musica, e
> suonando mai o quasi mai.
Come ti
capisco...
Io ci
provo anche a condividere il mio sentito col mondo esterno.
A chi mi
è vicino (non al primo che passa of course....) racconto ciò che vivo.
Ma,
continuando la tua metafora, è come se raccontassi di essere un grande jazzista
senza poterlo dimostrare con uno strumento.
E la
gente, ho l'impressione, tende a non credere, a essere scettica....
Forse
sono io la prima ad esser scettica.
Mi
immagino donna tra le braccia di un'uomo, ma è un puro esercizio di fantasia.
Mai è successo, e fin quando non succederà non saprò cosa provo realmente.
> Qualcuno dirà : " La
musica è in te!". Devi solo tirarla fuori....
> Può darsi. Ma avete mai
provato a registrarvi ed a riascoltarvi
> mentre canticchiate qualche
motivo che vi piace ? Al 90% eravate
> convinte di aver cantato bene
e invece siete degne dell'ultimo posto alla corrida.
L'importante
è esser felici mentre si canta....
Ma se gli
altri ne sono solo infastiditi...
> A casa però Mary esiste. E'
viva. In queste calde giornate
siciliane spesso vaga seminuda tra una stanza e l'altra
scrutando
> ossessivamente l'immagine che
gli specchi riflettono.
> Cerca di ascoltare la musica
in se...ma non va oltre.
> Ogni progresso, ogni nota
aggiunta alla composizione è concordata e
> mediata tra la
"mia" visione di me e la visione che ha (o vuole
> avere) di me mia moglie.
Su questo
avrei già voluto intervenire dopo l'ultimo episodio di casa
Mary.
Mi sembra
di assistere ad un'equilibrista abituata a realizzare il suo numero acrobatico
seguendo le indicazioni della propria partner al di là della corda.
Esiste un
fuoco professionale, un senso dell'arte che spingerebbero l'equilibrista a
provare nuovi numeri, a realizzare nuove piroette.
Probabilmente
da questi nuovi "numeri" la partner rischia di restare esclusa e
tende a mortificare, anche se inconsciamente, tali aspirazioni....
Insomma
Mary.
Per
quanto tempo riuscirai ancora ad obbedire quanto ti verrà suggerito di non
indossare (nella vicenda di casa Mary una maglietta) ciò che naturalmente senti
aderire alla tua immagine?
Sei
sicura che proseguendo senza definire in maniera un po' più chiara i progetti
futuri, a livello profondo il rapporto tra te e tua moglie non rischi di
rarefarsi, distaccarsi, restando in vita solo per, e grazie ad inerti
superficialità quotidiane?
E si sa
che le inerti superficialità quotidiane, non corroborate da un intesa più
profonda, rischiano di trasformare una serena convivenza in rancorosa
sopportazione....
Non
sentirti aggredita da ciò che scrivo.
Il
desidero più grande è che tu non commetta errori.
Nè per
imprudenti anticipazioni, nè per eccessive mortificazioni di legittimi
slanci...
La paura delle note troppo alte,
delle stonature, cioè delle
esagerazioni mi impedisce anche di oscillare per trovare un equilibrio.
> Perciò vado avanti adagio,
quasi indietro.
> Meno male che c'è il
Premarin.
Già.
Meno male
che c'è l'Androcur.
Che
qualcosa si muove.
Mio malgrado....
>
> Mary
> troppo riflessiva....
Stephy
(che
vorrebbe spegnere il processore che ha in testa....)
Da: "maryliz315"
<[email protected]>
Data: Mar Lu 2, 2002 8:46 pm
Oggetto: Il disincanto was : Avanti adagio quasi
indietro
Stephy
wrote:
... è
subentrata una fase molto più stabile e lenta. E' subentrato il
disincanto.
Ed il disincanto porta con se forti elementi
depressivi...
Mirella
wrote :
>
>
==> ma come? già disincanto?? Devi ancora iniziare il real life test e già
disincanto? Il disincanto può subentrare a transizione avanzata o terminata..
quando alcuni sogni legati alla transizione possono svanire, cancellati da una
realtà diversa da quanto oniricamente immaginato.
Stephy..
ho rispetto per ogni stato d'animo.. ma non parlarmi di disincanto..
Magari dubbi, incertezze, paure ma disincanto
no...
ti prego
no :)
E perchè no ?
Non siamo bambine. Ne io ne Stephy
possiamo fingere con noi stesse che i nostri sogni forse potrebbero non
diventare realtà.
L'età, l'esperienza, la maturità
culturale servono anche a questo. A non farsi troppe illusioni. A ricercare un
equilibrio dinamico invece che lanciarsi in pericolose piroette.
E' un modo di stare con i piedi
per terra.
L'innamoramento che si fa amore.
Mary
Da:
"transtephy" <[email protected]>
Data: Mar Lu 2, 2002 11:31 pm
Oggetto: Ogg: Il disincanto was : Avanti adagio quasi
indietro
--- In disforia@y...,
"maryliz315" <Maryliz315@h...> ha scritto:
.
> E perchè no ? Non siamo
bambine. Ne io ne Stephy possiamo fingere con > noi stesse che i nostri
sogni forse potrebbero non diventare realtà.
> L'età, l'esperienza, la
maturità culturale servono anche a questo.
A non farsi troppe illusioni. A ricercare un equilibrio dinamico
invece che lanciarsi in pericolose piroette.
> E' un modo di stare con i
piedi per terra.
> L'innamoramento che si fa
amore.
>
> Mary
Già,
Mary. Tutto giusto. Certo siamo anche i nostri giudici più severi, sia su ciò
che possiamo sognare, sia su ciò che è lecito meritare.
Diciamo
che abbiamo delle testoline che per fermarle occorre bombardarle col napalm...
Bruciano
scenari ancor prima di averli vissuti...
Io, come
molte sanno, faccio un lavoro (insegno informatica) che mi tiene a contatto con
donne, e solo donne, 8 ore al giorno.
Ogni due
ore circa faccio una pausa ed ho l'opportunità di vedere un collega maschio
alle macchinette del caffé (qualche volta viene a cercarmi in aula lui... per
parlarmi di cose inutili....chissà perchè poi...).
Io con le
allieve mi trovo bene.
Penso che
a differenza degli uomini, le donne possiedano mediamente delle sensibilità che
gli fanno intuire (a meno che non siano "de coccio") la situazione
che hanno davanti.
Hanno
capito che non sono come gli altri uomini e si trovano bene con me.
Le mie allieve
sono mediamente giovani (20/30anni).
Se sono
in giornata, mi concentro sul lavoro e riesco anche a godere di una certa
"complicità" femminile con le allieve (piccole cose impercettibili....mai troppo esplicite...),
se la giornata è "no" queste presenze femminili gaie e cinguettanti
attorno diventano un boomerang.
Comincio
i confronti, e li mi affosso del tutto ed elaboro concetti come il
"disincanto" di cui sopra....
Comincio
ad andare spesso al bagno per vedere come stanno i capelli, faccio fatica a
sostenere l'autorità del ruolo (che per quanto smussata inevitabilmente c'è),
le autorizzo a chattare abbandonandole un po' a se stesse e replico a Mary che
nel frattempo ha postato un altro
carico di dubbi nella nostra preziosa list.
Ecco.
Oggi è andata così.
Alcune
volte mi basta andare dal collega, ascoltare le cose che mi dice, sbattere gli
occhioni azzurri immaginando che me le dica come pretesto per stare un po' li con me, e l'umore si tonifica
leggermente...
Oggi,
complice negativa una barba carnivora che si è reimpossessata del mio viso (il
7 sono da Carissimo per la seconda passata di ligth sheer), ciò non è servito.
Per
tornare ad un umore più sereno mi ha aiutato molto, oltre a sapere che sparse
nel raggio di centinaia di km altre anime care provano ciò che provo io e che
Mirella crede nella psicoterapia volontaria (Miri, sto collezionando i baci da
darti...), l'aver incontrato Mia alla
fine dell'estenuante giornata di lavoro.
Abbiamo
preso una cosa da bere in un centro commerciale ed abbiamo fatto un po' di
spesa.
Era
serena e mi ha trasmesso un po' della sua fiducia e della sua positività...
E poi
dicono che incontrarsi tra di noi non serve?
A quando
l'uscita ludica trans-alpina?
Stephy
(che ne
vuole sapere di più del disincanto post-transizione)