Da:
"Maryliz" <[email protected]>
Data: Gio Giu 20,
2002 11:42 am
Oggetto: Gli
specchi
A casa mia ci sono molti specchi. Troppi.
Pensavo: E se la mia immagine sparisse dagli specchi ?
Se non avessi più modo di vedermi ne allo specchio ne in
foto, se potessi solo sentirmi, percepire me stessa solo come persona senza
alcuna immagine, cosa cambierebbe in me ?
E poi, estendendo il paradosso: se non avessi più modo di
ricevere riscontro di chi sono, di quello che so fare, se non potessi più
essere qualcuno come proiezione della percezione degli altri, cosa cambierebbe
in me ?
Esiste una mia essenza ? Io esisto ? O sono solo l'immagine
riflessa di uno specchio e una figura umana riconosciuta dalla mente di altre
persone ?
E se anche non fosse così ( come non è) non è forse questo
che invece, sotto sotto, inconsapevolmente, la mia mente crede ?
Tutto ciò è equivalente ad indossare un costume e recitare
una parte per una platea di spettatori ?
Transizionare è liberarsi di un ruolo per interpretarne un
altro o significa veramente abbandonare le tavole del palcoscenico e tornare
nel mondo reale ?
Esiste un mondo reale ? Un mondo non recitato? Le persone
"non disforiche" recitano o no ?
Mia moglie, quando le ho raccontato sta roba, mi ha
ricordato Pirandello : Uno, nessuno, centomila....
Ecco purché, cara Stephy, usai, in un precedente messaggio e
tra virgolette, la parola "recitare" sulla quale non ti trovasti
d'accordo in un SMS spedito d'istinto...a cui non ebbi modo di replicare.
Non ho risposte a nessuna di queste domande ... ma questo è
un gruppo di persone con dubbi esistenziali più o meno irrisolti (tranne
qualcuno/a..) e perciò mi sembra utile e necessario scriverne.
Hugs
Mary
moderatrice che filosofeggia
Da:
"chutekatia" <[email protected]>
Data: Gio Giu 20, 2002 11:57 am
Oggetto: Ogg: Gli specchi
"Transizionare è liberarsi di
un ruolo per intrepretarne un altro o
significa veramente abbandonare le
tavole del palcoscenico e tornare
nel mondo reale ?"
Per me e'
proprio così, ovviamente qualche recitazione bisognerà
ogni
tanto tirarla fuori, per salvarsi il culo, può capitare.
Da: Vivian D
<[email protected]>
Data: Gio Giu 20, 2002 2:46 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Gli specchi
--- Maryliz ha scritto: > A
casa mia ci sono molti
specchi.
...................
...................
> Mary
> moderatice che filosofeggia
>
>
Indossare
un costume e recitare.... forse tutti
recitano,
chi piu' chi meno, chi inconsapevolmente chi
no,........
non accade ogni volta che si vol dare una
certa
impressione di se agli altri? Ogni volta che si
cerca di
confermare o negare la vecchia "immagine" che
hanno di
noi? Forse la vita non e' che una grande
recita in
cui siamo allo stesso tempo attori, registi,
costumisti,
in cui abbiamo un ruolo ed un costume per
tutti,
come gli altri lo hanno per noi. Ma forse si
recita
solo quando non si e' liberi di essere se
stessi.
Le
risposte........ le sto ancora cercando insieme
alla
ricerca di me stessa.
I miei
specchi sono ovunque dal riflesso sbiadito di
un vetro
a quello deformato di una pozza d'acqua, o
quello
che mi accompagna ogni mattina che temo
terribilmente
ma allo stesso tempo mi affascina
perche'
mostra cio' che non sono, ma ad un occhio piu'
approfondito
da "lampi" della mia essenza.
Viviana
Da: "Maryliz"
<[email protected]>
Data: Gio Giu 20, 2002 4:58 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Gli specchi
Viviana wrote:
perche'
mostra cio' che non sono, ma ad un occhio piu'
approfondito
da "lampi" della mia essenza.
I "lampi " di se.
Anch'io ho i "lampi".
La cosa che più mi fa paura è che
questa distorta visione della propria immagine non è una cosa che riguarda solo le persone con disturbi di identità di
genere. Molte donne e uomini inseguono miraggi estetici personali rincorrendo
anche chirurgicamente l'immagine "vera " di se stessi.
Io temo che tutto derivi dal un
problema strutturale del cervello. Questa macchina biologica deve necessariamente
costruire una immagine di se.
Per poter pensare, per
relazionare, per essere. Ed in questo elaborare immagine reali per costruire
identità mentali commette errori, sbaglia percezione, interpretazione.
La differenza tra gli animali e
gli umani consiste anche in questo. L'intelligenza ha come risultato la
consapevolezza del proprio essere. Ma noi memorizziamo principalmente immagini
per farci una idea delle cose oltre a suoni e sensazioni. Ecco quindi che le
specchio è lo strumento di questa consapevolezza.
Quanto tutto il nostro penare è
legato allo specchio ed alla immagine sbagliata che viene riflessa?
Mi chiedo: un cieco dalla nascita
può soffrire di un disturbo di identità di genere ?
Altre domande. Nessuna risposta.
Mary
che si arrovella inutilmente e
senza concludere niente...a che serve ?
Da: "waiting moyerinne" <[email protected]>
Data: Gio Giu 20, 2002 6:37 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Gli specchi
"Si,
tu conosci pe ril mio viso, tu mi conosci come viso e non mi hai mai conosciuto
diversamente. Non poteva neanche sfiorarti l'idea che io non sia il mio
viso."
Paul
rispose con la paziente premura del vecchio medico: "Come sarebbe, non sei
il tuo viso?" Chi c'è dietro il tuo viso?
"Immagina
di vivere in un mondo dove non ci sono specchi. Il tuo viso lo sogneresti e lo
immagineresti come un riflesso esterno di quello che hai dentro di te. E poi, a
quarant'anni, qualcuno per la prima volta in vita tua ti presenta uno specchio.
immagina lo sgomento! Vedresti un viso del tutto estraneo. E sapresti con
chiarezza quello che ora non riesci a comprendere: tu non sei il tuo viso"
milan
kundera
l'immortalità
Da:
"Stephy" <[email protected]>
Data: Gio Giu 20, 2002 10:53 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Gli specchi
----- Original Message -----
From: Maryliz
Sent: Thursday, June 20, 2002 11:42 AM
Subject: [disforia di genere] Gli
specchi
A casa mia ci sono molti specchi.
Troppi.
Pensavo: E se la mia immagine
sparisse dagli specchi ?
Se non avessi più modo di vedermi
ne allo specchio ne in foto, se potessi solo sentirmi, percepire me stessa solo
come persona senza alcuna immagine, cosa cambierebbe in me ?
Ti adoro
Mary.
Posso
dirti che senza specchi mi sento più libera....
Quando
qualcuno mi guarda, però, penso a ciò che lui vede.
E nella
mia mente appare uno specchio con la mia immagine riflessa.
Istintivamente
mi tocco i capelli e cerco renderli più ampi, vaporosi, "coprenti".
Mi sforzo
di coprire, senza successo, cio che so essere nello specchio fonte di
disarmonia con ciò che percepisco dal mio interno..
Se poi
questa persona mi parla, mi distrae, riesce a farmi dimenticare lo specchio,
allora posso dire di essere io: un mix, un compromesso tra qualche elemento
recitato ed una genuina proiezione di ciò che ho dentro.....
Tutto
questo oggi.
Ieri
l'elemento recitato era necessariamente preponderante (ed io volevo morire....)
Esiste una mia essenza ?
Esiste,
esiste.
Ed è così
forte da passare limiti tecnologici e barriere digitali.
Essenza
che si fa immagine. Immagine interna alla mia testa che si costuisce mettendo
insieme gli elementi in mio possesso.
Da questo
patchwork composto da una foto, da qualche secondo di tua voce udita nel
cellulare durante una manifestazione, da ciò che scrivi e come lo scrivi....
La tua
essenza mi parla leggendoti....
E se anche non fosse così ( come
non è) non è forse questo che invece, sotto sotto, inconsapevolmente, la mia
mente crede ?
Tutto ciò è equivalente ad
indossare un costume e recitare una parte per una platea di spettatori ?
Transizionare è liberarsi di un
ruolo per intrepretarne un altro o significa veramente abbandonare le tavole
del palcoscenico e tornare nel mondo reale ?
Esiste un mondo reale ? Un mondo
non recitato? Le persone "non disforiche" recitano o no ?
Mia moglie, quando le ho
raccontato sta roba, mi ha ricordato Pirandello : Uno, nessuno, centomila....
Ecco perchè, cara Stephy, usai, in
un precedente messaggio e tra virgolette, la parola "recitare" sulla
quale non ti trovasti d'accordo in un SMS spedito d'istinto...a cui non ebbi
modo di replicare.
Già, e ti
scrissi che più che recitare la femminilità era questione di lasciarla
emergere.
Credo che
il compromesso sia la risposta.
Un po'
emergerà da sola, un po' si imparerà a farla emergere, un po' si reciterà (come
spesso può accadere anche a una donna...)
L'importante
è, se di recita anche si tratta, che sia un ruolo che ci piaccia..
L'altro
ruolo è pure recitato.....ma non l'ho scelto: mi è stato imposto da un
produttore cinematografico poco attento alle mie reali attitudini e
possibilità...
......è
serata di metafore......chiedo scusa....
Non ho risposte a nessuna di
queste domande ... ma questo è un gruppo di persone con dubbi esistenziali più
o meno irrisolti (tranne qualcuno/a..) e perciò mi sembra utile e necessario
scriverne.
Hugs
Chi non
ha dubbi esistenziali?
Mary
moderatice che filosofeggia
Stephy
(che ti
viene dietro aspettando che la melatonina bussi alle porte di Morfeo....)