Da:
"Maryliz" <[email protected]>
Data: Mer Giu 19,
2002 1:52 pm
Oggetto: Mary, la
timidezza e il sesso
Voi non ci crederete ( o forse si..) ma se devo raccontarvi
di sesso e preferenze sessuali ho una confusione in testa pazzesca.
Neanche la memoria
mi aiuta tanto. Come se ci fossero delle cose che rimuovo e che non trovano la
forza di emergere.
E allora mi sforzo di scrivere e vinco un certo grado di
imbarazzo e la mia timidezza in questo argomento. Credo di averne bisogno.
Ovviamente distinguerei il disturbo di identità di genere
(IG nel seguito) dal problema " preferenze sessuali" (PS nel
seguito). Il primo mi riguarda dall'infanzia, le preferenze sessuali no. Devo
arrivare all'adolescenza per cercare nella mia memoria qualcosa a riguardo.
Avrò avuto 12 o 13 anni quando ebbi la mia prima
eiaculazione.
La ricercai, con la masturbazione, guardando le pagine di
biancheria femminile nei cataloghi :Postal Market, Vestro, ricordate ? Feticismo
giovanile ? Può darsi ma non era solo quello, tanto che poi le mie fantasie si
sono evolute verso la visione, l'immedesimazione e la relativa eccitazione,
delle immagini vestite di tutto punto delle modelle nella prima parte del
catalogo.
Ricordo che la confusione del due aspetti della sessualità
(IG e PS) era totale.
Cominciai a cercare di eccitarmi guardando i modelli
(maschi) del catalogo ed immedesimandomi in qualche ruolo femminile ad essi
complementare...
Con il senno di poi devo riconoscere che la mia eccitazione
risiedeva nell'assumere un ruolo femminile (passivo) e non nell'attrazione
verso quegli uomini...
Era il tempo della scuola media ed ero in una classe mista. Alcune
ragazze mi piacevano altre meno. Ma non mi ricordo di attrazione sessuale ne
verso le ragazze ne verso i ragazzi. Però, ora che ci penso, ammiravo il corpo
scultoreo di un ragazzo ( mi ricordo il nome e cognome :Roberto .......)
atletico e muscoloso. Altri lo invidiavano e forse per questo mi affiancai a
loro in questa ammirazione. Comunque nessun pensiero morboso sfiorò mai la mia
mente.
Crescevo e, invece del liceo scientifico per colpa di un
libro di disegno tecnico che mi affascinò, mi iscrissi ad un Istituto Tecnico
per Geometri. Le ragazze all'epoca mia, in istituti tecnici come quello, erano
pochissime.
Le mie disavventure dai 14 anni in poi quindi furono
esclusivamente estive. Infatti non avevo un gran che di vita di relazione
post-scolastica in quanto abitavo in un villino fuori città ed ero senza mezzo
di locomozione autonomo. Le amicizie erano già all'epoca strumentali al fatto
che, almeno in certe materie, ero più brava e avevano bisogno di me.
In estate avevo alcuni amici maschi e con loro facevo
assolutamente giochi maschili. Nel calcio preferivo giocare in porta. Non amavo
il contatto fisico, lo scontro e la rudezza necessaria nell'attacco o nella
difesa. Preferivo il ruolo (passivo ?) del portiere.
E poi molta bicicletta: che non ha niente di maschile o
femminile...
Con questi amici d'estate avevamo molta confidenza sessuale.
A volte facevamo sedute di masturbazione collettiva ( ognuno per se..). Mi
sfugge adesso la ragione. A quell'età devo ipotizzare far cose simili si debba
considerare una specie di rituale iniziatico… boh!
Con uno di questi, lui più piccolo di me, tentai pure di
avere rapporti omosessuali...con esito penoso...( ragazze la confusione a
quell'età è pazzesca) e gli confessai pure che avrei voluto essere una ragazza
e avere la vagina (e lui mi guardò un po’ sconvolto e incredulo..)
Con l'altro invece frequentavo una piccola comitiva di
ragazze e ragazzi dove mi consideravano tutti una persona molto simpatica. Ho
sempre cercato di essere "seducente" nei rapporti conviviali. Ma,
mentre l'amico mio si metteva con una e con l'altra, io non ero mai capace di
concludere niente. Una eccessiva timidezza al momento cruciale mi impediva di
concretizzare. Anche perché quelle che mi piacevano erano subito accalappiate
dagli altri ed a me restavano le più racchette che sarebbero state felicissime
di avermi per loro.
A tutte queste mie ( non) esperienze, si contrapponeva ,nel
chiuso della mia stanzetta, l'eccitazione derivante dalle mie fantasie da IG.
Una volta un mio compagno di classe, per disobbligarsi degli
infiniti aiuti che gli avevo dato, mi invitò ad uscire con lui, la sua ragazza
ed una sua amica. L'amica era piuttosto grassoccia e io, quando a fine serata
decisero di appartarsi in un luogo di coppiette, non conclusi un bel niente con
un certo imbarazzo mio e di lei. Che, poverina, attribuì a se stessa la mia
scarsa propensione ad audaci advances (ma non aveva tutti i torti).
Cominciai l'università con nessuna esperienza sessuale fatta
con ragazze.
Collego temporalmente quel periodo al momento in cui smisi
di masturbarmi con frequenza almeno giornaliera. Inciso: credo che smettere la
masturbazione improvvisamente turba qualche equilibro ormonale e fu allora che
cominciai a perder i capelli ed aver un po’ di ginecomastia monolaterale ( si!
mi gonfiò una tetta...).
La disforia non diminuiva per niente, anzi. la cosa non mi
confortava e mi confondeva non poco. Anche perchè le cose di cui ero
morbosamente curiosa, riviste porno ad esempio, collegavano la transessualità
alla omosessualità e in ogni caso a rapporti con uomini.
L'attrazione che provavo verso qualche mia simpatica compagna
di studi era soprattutto riflessa. Cioè se io piacevo loro ( e piacevo perché
al solito ero "seducente" almeno intellettualmente) loro mi
piacevano. Solo che, evidentemente, a loro io non piacevo fisicamente e tutto
finiva lì senza che io pensassi minimamente a qualche passo.
Una volta una ragazza compagna di corso che mi piaceva molto
( Simona si chiamava...)
credendo di intravedere in me una specie di genio che
riusciva a studiare ( visti i risultati) e contemporaneamente anche ad avere
una vita diciamo "mondana" (qualche cretino le aveva raccontato che
non mi trovavano mai a casa e che quindi non ero uno sgobbone)
mi fece una chiara proposta. E io, imbecille, non ebbi il
coraggio di cogliere la palla al balzo. Un attacco di inadeguatezza mi colse e
non si concretizzo niente. Adesso, a pensarci, fu meglio così. Simona cercava
un'altra persona che non potevo essere io.
Gli anni passarono fino a quando mi laureai e pochi mesi
dopo conobbi quella che è ora mia moglie. Unica e sola donna della mia vita.
Le conclusioni a cui giungo sono:
1) mai mi sono piaciuti gli uomini.
2) ogni volta che ho fantasticato rapporti con appartenenti
al sesso maschile l'ho fatto per eccitarmi nel ruolo femminile corrispondente
3) mi sono sempre piaciute le donne.
4) il sesso ( nel senso del rapporto mirato ad ottenere
l'orgasmo) non è un aspetto importante della mia vita. Posso farne a meno.
Kisses and
hugs
Mary
moderatrice che si confessa...
Da:
"Stephy" <[email protected]>
Data: Mer Giu 19, 2002 8:41 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Mary, la timidezza
e il sesso
--- Maryliz <[email protected]> wrote:
>
....CUT....
> E allora mi sforzo di
scrivere e vinco un certo
> grado di imbarazzo e la mia
timidezza in questo
> argomento. Credo di averne
bisogno.
Che
meraviglia Mary....
Finalmente
ci dici qualcosa...
> Ovviamente distinguerei il
disturbo di identità di
> genere (IG nel seguito) dal
problema " prefernze
> sessuali" (PS nel
seguito).
Nevrosi
acronimica....
> Il primo mi riguarda
> dall'infanzia, le preferenze
sessuali no. Devo
> arrivare all'adolescenza per
cercare nella mia
> memoria qualcosa a riguardo.
> Avrò avuto 12 o 13 anni
quando ebbi la mia prima
> eiaculazione.
> La ricercai, con la
masturbazione, guardando le
> pagine di biancheria
femminile nei cataloghi :Postal
> Market, Vestro, ricordate ?
Feticismo giovanile ?
> Può darsi ma non era solo
quello, tanto che poi le
> mie fantasie si sono evolute
verso la visione,
> l'immedesimazione e la
relativa eccitazione, delle
> immagini vestite di tutto
punto delle modelle nella
> prima parte del catalogo.
Sin lì,
uomini zero, a quanto pare...
> Ricordo che la confusione del
due aspetti della
> sessualtà (IG e PS) era
totale.
> Cominciai a cercare di
eccitarmi guardando i modelli
> (maschi) del catalogo ed
immedesimandomi in qualche
> ruolo femminile ad essi
complementare...
Cosa
intendi con complementare?
Pensare
di essere la donna di uno di loro?
> Con il senno di poi devo
riconoscere che la mia
> eccitazione risiedeva nell'assumere
un ruolo
> femminile (passivo) e non
nell'attrazione verso
> quegli uomini...
Ma come
puoi pensare di essere attratta da una foto?
Mi sembra
una modalità speculare a quella maschile di cercare l'eccitazione, ma una donna
non si ecciterà mai così..... (scrivo mentre allieve spregiudicate si
sganasciano dinanzi ad una sessione chat in cui un malcapitato esibizionista
con webcam espone, eccitato, ciò che reputa essere il meglio di se....).
Per quel
che mi riguarda ciò che descrivi è esattamente ciò che sento: la masturbazione
non è guardare un corpo maschile ed eccitarsi, ma immaginare se stesse con un
uomo in una relazione che comporti tensione, desiderio, arrendevolezza,
passivita, masochismo, abbandono, protezione...
Non so se
riesco a rendere l'idea e spero di non scrivere una dichiarazione di incurabile
narcisismo....
Non è che
l'altro non abbia alcuna rilevanza.... Al contrario!
Sono le
qualità interne percepibili (e in piccola parte le esterne) a rendere eccitante
una situazione a due...
In una dimensione
in cui l'Androcur ha eliminato le incandescenze testosteroniche, immaginarmi
corteggiata da un uomo (che mi vive e percepisce come donna al 100%), sicuro di
se ma non cretino, che mi tiene in tensione e sviluppa il mio desiderio
etc...etc..., lo trovo veramente eccitante....
I
pettorali o il viso, escludiamo lo sguardo che è molto importante, diventano
elementi di contorno, meglio se ci sono ma che non siano troppo enfatizzati.
Se lo
sono troppo e lui ne è troppo fiero, penso che sia solo concentrato su se
stesso ed io gli serva da specchio per la sua vanità.
> L'attrazione che provavo
verso qualche mia simpatica
> compagan di studi era
soprattuto riflessa. Cioè se
> io piacevo loro ( e piacevo
perche al solito ero
> "seducente" almeno
intellettualmente) loro mi
> piacevano. Solo che,
evidentemente, a loro io non
> piacevo fisicamente e tutto
finiva lì senza che io
> pensassi minimamente a
qualche passo.
Idem per
ciò che mi riguarda, salvo il fatto che poi prendeva piede una relazione anche
fisica.
Riuscire
a soddisfare queste ragazze era un qualcosa che mi rendeva fiera....
"Cazzo!"
- pensavo - "più maschio di così?......sono così strafico e strabravo che la
faccio impazzire!"
In tutto
questo con una buona dose di eroina seppellivo (pressando con sembre maggior
fatica i coperchi) il mio piacere, la mia vera sessualità (ogni tanto in un
parchetto come in un cinema a luci rosse i coperchi saltavano), la mia identità
di genere (IG e PS, dico bene?), tutta la mia emotività, insomma....
> Una volta una ragazza
compagna di corso che mi
> piaceva molto ( Simona si
chiamava...)
> credendo di intravedere in me
una specie di genio
> che riusciva a studiare (
visti i risultati) e
> contemporanemente anche ad
avere una vita diciamo
> "mondana" (qualche
cretino le aveva raccontato che
> non mi trovavano mai a casa e
che quindi non ero uno
> sgobbone)
> mi fece una chiara proposta.
E io, imbecille, non
> ebbi il coraggio di cogliere
la palla al balzo. Un
> attacco di inadeguatezza mi
colse e non si
> concretizzo niente. Adesso, a
pensarci, fu meglio
> così. Simona cercava un'altra
persona che non potevo
> essere io.
Non ci
dormivo la notte all'idea di trovarmi inadeguata. Studiavo allo specchio
sguardi, tonalità di voce, frasi poetiche da usare in situazioni come queste
(credo comunque sia comune a tutti gli adolescenti). Un insuccesso come quello
che descrivi mi avrebbe fatto piombare in una depressione mostruosa.
Quando
respiravo, con una sensibilità da sciamana della foresta, l'intenzione o anche
il solo sguardo interessato nei miei confronti, scattava l'agitazione interna e
cercavo di raccogliere tutte le energie per fronteggiare l'ennesimo attacco
della "vita" alla mia fragile e controversa identità....
Il più
delle volte mi defilavo dalle situazioni giustificando tali fughe a me stessa
con la poca avvenenza delle mie estemporanee corteggiatrici.
Ma eran
palle. Non poteva funzionare. Esattamente come con la tua Simona.
Se
riuscivano ad incastrarmi, cominciavo lunghe ed antiafrodisiache discussioni
che, bontà delle interlocutrici, potevano evolvere in amicizia o nella triste
consapevolezza del fallimento di ogni manovra seduttiva....
> Gli anni passarono fino a
quando mi laureai e pochi
> mesi dopo conobbi quella che
è ora mia moglie. Unica
> e sola donna della mia vita.
> Le conclusioni a cui giungo
sono:
> 1) mai mi sono piaciuti gli
uomini.
Da un
punto di vista fisico, intendi? O la psicologia dell'uomo.....
> 2) ogni volta che ho
fantasticato rapporti con
> appartenenti al sesso
maschile l'ho fatto per
> eccitarmi nel ruolo femminile
corrispondente
Ma invece
come dovrebbe essere, per definirti una donna eterosessuale?
> 3) mi sono sempre piaciute le
donne.
Non dirlo
a me. Sto lottando per diventar che?
> 4) il sesso ( nel senso del
rapporto mirato ad
> ottenere l'orgasmo) non è un
aspetto importante
> della mia vita. Posso farne a
meno.
Io ne
faccio a meno da oltre due anni. Il sesso, e l'Androcur non c'entra, non è per
me fondamentale.
Sesso
inteso, alla maschile, come relazione fisica finalizzata all'orgasmo.
Ho
disperatamente bisogno di gioco seduttivo, tenerezze, piccole o grandi cotte.
Cio che
io ritengo, insomma, il sesso....(femminile?)
> Kisses and hugs
> Mary
> moderatrice che si
confessa...
Stephy
(che
fugge ad una cena di donne......amiche di mia sorella....)
Da: "Maryliz"
<[email protected]>
Data: Gio Giu 20, 2002 1:30 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Mary, la timidezza
e il sesso
--- In
disforia@y..., "Stephy" <transtephy@y...> ha scritto:
> > Ricordo che la
confusione del due aspetti della
> > sessualità (IG e PS)
era totale.
> > Cominciai a cercare
di eccitarmi guardando i modelli
> > (maschi) del catalogo
ed immedesimandomi in qualche
> > ruolo femminile ad
essi complementare...>
> Cosa
intendi con complementare?
>
Pensare di essere la donna di uno di loro?
> Ma
come puoi pensare di essere attratta da una foto?
> Mi
sembra una modalità speculare a quella maschile di cercare l'eccitazione, ma
una donna non si ecciterà mai così....
**** > E infatti non ero
attratta e non lo sono tuttora. E' una bella differenza : gli omosessuali e
molte donne genetiche sono attratte dal corpo, dalla prestanza degli uomini,
dei maschi. E non credo la provino solo per sciogliersi nella passività del
rapporto sessuale. Anzi a volte le donne che cercano il più maschio sono le più
intraprendenti, le meno passive. Forse le più maschili vista la loro capacità
di eccitazione derivante dalla vista... ( mio Dio..ma riusciremo mai a capire,
capirci.. non è meglio che smettiamo?)
> Per quel che mi riguarda ciò che descrivi è
esattamente ciò che sento: la masturbazione non è guardare un corpo maschile ed
eccitarsi, ma immaginare se stesse con un uomo in una relazione che comporti
tensione, desiderio, arrendevolezza, passività, masochismo, abbandono,
protezione...
**** > Esatto... ma questo è
una cosa che prescinde dall'orientamento sessuale. Io la provo con mia moglie
che è una donna. Io mi eccito con le coccole, probabilmente a causa del nuovo
equilibrio ormonale, mentre prima avevo bisogno di certe fantasie.
> Non
so se riesco a rendere l'idea e spero di non scrivere una dichiarazione di
incurabile narcisismo....
> Non
è che l'altro non abbia alcuna rilevanza.... Al contrario!
> Sono
le qualità interne percepibili (e in piccola parte le esterne) a rendere
eccitante una situazione a due...
> In
una dimensione in cui l'Androcur ha eliminato le incandescenze testosteroniche,
immaginarmi corteggiata da un uomo (che mi vive e percepisce come donna al
100%), sicuro di se ma non cretino, che mi tiene in tensione e sviluppa il mio
desiderio etc...etc..., lo trovo veramente eccitante....
> I
pettorali o il viso, escludiamo lo sguardo che è molto importante, diventano
elementi di contorno, meglio se ci sono ma che non siano troppo enfatizzati.
> Se
lo sono troppo e lui ne è troppo fiero, penso che sia solo concentrato su se
stesso ed io gli serva da specchio per la sua vanità.
>
**** > Questa fantasia
dell'UOMO senza faccia, non mi è nuova.
Ho ricordi di queste sensazioni
più o meno ricercate per sollecitare o completare l'eccitazione. Ma secondo me
significano che la mia IG era erroneamente confusa con la PS. Ora, dell'UOMO
senza faccia, non sento bisogno...
>
> > Le conclusioni a cui
giungo sono:
> > 1) mai mi sono
piaciuti gli uomini.>
> Da
un punto di vista fisico, intendi? O la psicologia dell'uomo.....
>
**** > Fisico e psicologico.
L'atteggiamento testosteronico è per me repellente.
> > 2) ogni volta che ho
fantasticato rapporti con
> > appartenenti al sesso
maschile l'ho fatto per
> > eccitarmi nel ruolo
femminile corrispondente
> Ma invece come dovrebbe essere, per definirti
una donna eterosessuale?
**** > Questo certamente con in più una attrazione più o meno
forte per gli uomini: immagine, ruolo, segni di maschilità, odori, ecc...
> 3) mi sono sempre piaciute
le donne.
> Non dirlo a me. Sto lottando per diventar che?
**** > E chi lo può sapere?
Specialmente testoline complesse come le nostre....
> Ho
disperatamente bisogno di gioco seduttivo, tenerezze, piccole o grandi cotte.
Ciò che io ritengo, insomma, il sesso....(femminile?)
**** > Spero che tu sia
consapevole che ricerchi negli uomini (maschi) qualcosa che, al 90 per cento,
potrebbero non essere in grado di darti ...
>
>
Stephy
> (che
fugge ad una cena di donne......amiche di mia sorella....)
**** >
Mary
troppo contenta di avere un'amica del cuore come te...