THREAD N.RO 12

 

Da:  "Maryliz" <[email protected]>

Data:  Gio Mag 23, 2002  1:18 pm

Oggetto:  I figli

 

Non abbiamo mai parlato di figli su questa lista.

Ma adesso Gabriella e Silvia, le nostre due nuove amiche, hanno questo problema (in più..).

Ed a me è venuto voglia di parlarne. Al solito parlando di me.

Perchè non mi sento in grado di dare consigli e preferisco invece mettere in piazza i miei pensieri ed i miei sentimenti. Così qualcuna ci si potrà riconoscere o disconoscere, insomma capire meglio se stessa. E io farò altrettanto...

Io non ho figli. Non hanno fatto parte del progetto di vita di me e di mia moglie (se ne volete saper di più rileggetevi http://it.groups.yahoo.com/group/disforia/message/738)

Praticamente mai. La nostra vita coniugale è trascorsa tra mille cambiamenti e poca stabilità economica e abitativa. Di figli neanche a parlarne. Forse per un certo egoismo "infantile" che ci accomuna. Io e lei potremmo non essere gran che cresciute nonostante i nostri anagraficamente passati 40…

Si dice che ad una certa età, agli uomini ed alle donne, venga nostalgia per i figli non avuti.

E alle trans ?  Credo che, in quanto persone, la nostalgia venga anche a noi. Forse anche di più.

Mi sono commossa tantissimo quando Gabriella ( nel suo messaggio di presentazione alle moderatrici del gruppo) ha raccontato delle sua felicità nell'aiutare la figlia quattordicenne a fare la ceretta od a ritoccare le sopracciglia... E credo che in questo piacere lei possa trovare parziale conforto alle sue rinuncie ed alle sue necessarie posticipazioni.

Non dico che l'ho invidiata, perchè l'invidia è un sentimento che non riesco a provare, ma mi sono posta una domanda : mi sarebbe piaciuto avere una figlia da crescere ? Mi sono risposta di si. Credo che mi sarebbe piaciuto offrire amore (materno, paterno? meglio dirlo all'inglese : parental love) ad un figlio o figlia mia. Forse meglio figlia.. Ciò per una ovvia propensione o perchè mi sentirei inadeguata (forse a torto) a costituire la figura paterna (ma è poi così necessaria? ) per un un figlio maschio . Non so...

Ormai è troppo tardi ed i calcoli di opportunità, più o meno inconsci, fatti in gioventù da mia moglie e da me sono comprovati dalla situazione odierna.

Però un pizzichino di rimpianto rimane....

Baci a tutte

Mary

che si parla addosso invece di lavorare....

e il telefono squilla, squilla, squilla.......

 

Da:  "chutekatia" <[email protected]>

Data:  Gio Mag 23, 2002  1:51 pm

Oggetto:  Ogg: I figli

 

Anche io non ho figli, e penso non li avro' mai, non avendo mai avuto

una relazione con una ragazza, ho ridotto le possibilita' a 0.

In ogni caso non adotterei perche' con le ferite che ho nella psiche

potrei danneggiare queste vite, come i miei genitori hanno fatto con

la mia, non me la sento di rischiare una cosa del genere.

Non sono egoista, in ogni caso se per me fosse possibile, adoterrei

delle bambine, ho la stessa propensione che ha Mary.

 

Katia

 

Da:  "Moyerinne" <[email protected]>

Data:  Gio Mag 23, 2002  11:22 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] I figli

 

Essendo io stessa una figlia per ora, non ci penso, anche se a volte la voglia di avere qualcuno a cui insegnare qualcosa e farlo crescere in modo tale da non fargli/farle subire quello che stiamo subendo noi, per creare una mente libera (si, sembrano 1 po' progetti da scienziato pazzo.....:), e se ci penso al parto, alla cosa in sè, al fatto che c'è una persona che cresce dentro 1 altra e poi esce, cioè, è pazzesco. una persona dentro l'altra che piano piano cresce per raggiungere una propria autonomia e forse a sua volta potrà contenere 1’altra persona e sapere che quella persona è venuta fuori da TE (vabbè...si, lo so..era x dire...:| e..e..nulla..:) tutto qua:)

 

moye

 

 

Da:  "Selena" <[email protected]>

Data:  Gio Mag 23, 2002  2:49 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Ogg: I figli

 

 Io  non ho mai pensato avere dei bambini, sarà perchè mi sono sempre sentita incapace di educare, anche se il deesiderio ce l'ho....sarà che non ho il valore della famiglia e sinceramente adesso come adesso non saprei che dargli di buono, lo farei vivere in un ambiente ostile, che sicurezze gli potrei dare?!.......ma chissà non si puo mai dire

 

Da:  "Stephy" <[email protected]>

Data:  Gio Mag 23, 2002  5:01 pm

Oggetto:  Re: [disforia di genere] Ogg: I figli

 

 

Figli...

Qualcosa è cambiato negli ultimi tempi.

Più che di figli vorrei parlare di bambini.

Ho avuto sempre molte difficoltà nel rapportarmi con loro.

Non capivo se a mettermi in crisi fosse la loro spontaneità, la loro

imprevedibilità, la loro richiesta di comunicazione diretta non mediata

dalla razionalità.....

 

A furia di psiocoterapia ho cominciato a guardare il bambino che ero

stato...

I suoi disagi, i suoi dolori e le sue inadeguatezze....

Un padre assente che non l'ha saputo amare ma che l'ha temuto, rifiutandolo,

come concorrente....

Una madre, a sua volta disturbata nell'identità di genere, che passava

(dipendentemente dalla fase della sua sindrome depressiva) dall'amore

simbiotico, materno e femminile al ruolo di maschio educatore (unica risorsa

del genere in famiglia) severo ed intollerante...

E questo bimbo, già diverso, sempre malato, alla ricerca disperata di una

figura maschile stabile e serena a cui appoggiarsi, con la quale

crescere....

Un pochino il nonno (decisamente gay non realizzato) e lo zio materno (le

cui due passioni, musica ed elettronica, sono diventate gli unici appigli a

cui quel bimbo, poi adolescente, poi uomo ha ancorato, per non morire, la

sua solitudine e la sua diversità)......

Alla fine, però, nessuna figura maschile è riuscita a imporsi nello scenario

simbiotico tra quel bimbo e la sua mamma....

Ed oggi quella mamma non è più maschio educatore ma datore di lavoro...

E quel bimbo, oggi Stephy e passati 37 anni, se ne sta finalmente

liberando.....

 

Che c'entra questo con i figli?

 

C'entra eccome.

 

Penso, come Katia, che se anche un 5% dei disturbi della personalità

gelosamente custoditi e tramandati nel DNA psicologico della mia famiglia

potesse rischiare di transitare attraverso me in mia figlia/o, ciò sarebbe

motivo sufficiente per non procreare....

 

Certo, alcune generazioni assistono inerti alle psicopatologie che

transitano intonse alla generazione successiva....

Anzi, in alcuni casi ne fanno tesoro...

Una persona fortemente disturbata "compensa" accumulando denari e successo,

senza amare e senza relazioni sincere, reali...

Chi mai in questa società dove il denaro è tutto potrà dirgli che è un

mostro?

Nessuno....

Anzi, le verrà proposto di candidarsi in politica o di parlare nelle scuole

per spiegare i "segreti" di tale meraviglioso successo.....

 

Toccherà ai figli, se sopravviveranno, interrompere la catena.

O brutalmente, non procreando, o attraverso sofferenza, elaborazione e

rinascita.

Se ce la si fà, varrà la pena di dar luce a nuova vita...

 

Nel mio caso, la sofferenza, l'elaborazione e la rinascita (come donna)

impediranno comunque un atto procreativo.....

Mi sorge un dubbio....

Che valga la pena sospendere per una settimana l'Androcur e congelare un po'

di semino?......magari tra qualche anno i cattolici si concentreranno su

problematiche teologiche, abbandonando l'ossessione verso la meccanica

procreativa.......chi insemina chi.....chi ospita l'embrione di

chi.....etc......

 

No, i cattolici non abbandoneranno mai la loro fonte di legittimazione.....

La meccanica riproduttiva continuerà sempre e di più ad affascinarli

rispetto alla povera sorte di quei bimbi da loro "salvati " in nome

dell'ossessione che chiamano "credo".

 

Immagino un mondo di feti che ci guarda di lassù.....

Pronti a scendere sulla terra se chiamati da un atto d'amore tra un uomo ed

una donna....

 

Immagino ora una tossicodipendente minorenne incinta per il cortese

interessamento di un branco di spacciatori.

Ed immagino lo sguardo terrorizzato di quei feti quando, dinanzi alla porta

del consultorio che aiuterà la malcapitata ad abortire, un anima pia del

movimento per la vita cercherà di impedirne il suo ingresso....

Terrorizzati i feti si stingeranno tra loro, scongiurando il peggio e

guardandosi negli occhi pensando a chi di loro, se il volontario cattolico

dovesse spuntarla, dovrà scendere all'inferno.......

 

Chiedo scusa per la divagazione....

 

Come vedi Katia, in fondo in fondo qualche rabbiuccia riesco ad esprimerla

anch'io.....

 

Mi rendo conto, con questo post, di rischiare d'offendere la sensibilità

religiosa di qualcuno....

Mi scuso per questo, ma non posso nascondere ciò che penso e sento.

 

So che Mary (che ascolta il Prof. De Marchi) non avrà problemi ad

assolvermi.

Spero di non spaventare le nuove entrate...

 

Sono anche sicura che, proporzionalmente al grado d'accettazione di me

stessa, lo scenario infernale rappresentato dal rapporto genitori/figli

potrà trasformarsi, se non in un Eden, in un quartierino sereno in una

giornata di sole.....

 

Un bacio

Stephy

(che è ancor più incavolata perché si vede insanabilmente orrenda)

 

 

 

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