Da: "Maryliz"
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Data: Gio Mag 16,
2002 10:18 pm
Oggetto:
Solitudine
Sono sola. Solissima.
Mia moglie è stata ricoverata per accertamenti in ospedale per una strana sindrome vertiginosa che periodicamente la affligge.
E sono sola.
Forse scriverò tutta la notte riflettendo sulla solitudine.
E, non so perchè, le prime lacrime vengono giù...
Se ci penso bene senza mia moglie io sono solissima....
Non ho amici veri... Di quelli con cui ti confidi, che gli racconti i tuoi problemi. Di quelli a cui si raccontano i problemi d'amore o le gioie vissute.
Ho sempre odiato le comitive... maschili, o miste. A quelle femminili, come è ovvio, non ho mai partecipato. E perciò gli amici erano e sono i compagni di scuola e di università. Che veri amici non sono mai stati. Perchè erano soprattutto interessati ad avere passato il compito od ad ottenere una spiegazione aggiuntiva a quello che loro non avevano potuto o voluto capire.
Ed ancora adesso colleghi "amici" telefonano e dopo i pochi convenevoli ti chiedono il favore, il consiglio, l'aiuto disinteressato. Che io non ho lesino mai. Ed ho così tanti, ma tanti "amici".
E le lacrime vengono giù..
E perciò se non avessi mia moglie sarei solissima....
L'ho conosciuta su un'autobus e mi piacque tanto. Ero appena laureata ma non sembrava per niente. Andavo su e giu come un qualsiasi studente ma in realta bazzicavo ancora l'università trasformando la mia tesi in una pubblicazione che il caro professore relatore poi presentò a Southampton.
Ero strana, magra, allampanta.. E la affascinai con le mie discussioni strane e la mia
originalità. Quando le dissi che ero già ingegnere non ci volle credere. Le sembravo troppo giovane e troppo matto.
E un bel giorno di febbraio del 1983 ci baciammo e ci mettemmo assieme.
E le lacrime vengon giù..
Mi ricordo quel giorno. Entrai al centro di calcolo dell'università camminando ad una ventina di centimetri d'altezza. Non mi sembrava vero. Mi dissi: " Ecco sono guarito. Mi piacciono le donne". Nessuno mi aveva ancora spiegato la differenza tra identità di genere e preferenze sessuali. Di internet neanche l'ombra.
Per anni avevo desiderato di essere una ragazza. A volte vivevo settimane pensandomi femmina. In ogni cosa che facessi : lavandomi, guidando, guardando la televisione. E guardando qualche scena mi infilavo mentalmete nel corpo della protagonista e mi immedesimavo con lei. Da ragazzo 16enne comprai per mesi Playboy. E che ci facevo?
Ricopiavo con il pantografo il corpo bellissimo delle playmates del mese e con un sapiente collage lo fondevo con i lineamenti del mio viso ricavati da una foto tessera : autoginefilia artistica.
Ma adesso ero guarito. Avevo la mia ragazza. E che ragazza....Bella, alta, occhi verdi, sembrava, e sembra, una straniera non una siciliana....
E invece no.. niente da fare. Durò poco. Molto poco.
Per San Valentino che arrivò dopo pochi giorni dovevo farle un regalo. Andai al reparto intimo della Rinascente a comprarle un completo: mutandine e reggiseno neri. Mai e poi mai lo avrei fatto prima. Ma ora ero un uomo. Non avevo nulla da vergognarmi, no?
E in effetti lo comprai. E glielo donai insieme ad un originalissima scritta che ancora oggi lei conserva. C'era scritto: Mario ama Cristina che appena veniva capovolta si leggeva invece Cristina ama Mario. Un capolavoro...


Ma la sera prima di quel giorno...nel silenzio della mia cameretta.. non resistetti alla tentazione di provarmi il completo mutandine e reggiseno. Alla faccia dell'uomo.... non c'era niente da guarire. Tutto era come prima. Solo che amavo quella ragazza.
Neanche lei amava le comitive e diventammo una cosa sola.
Affinità elettive. Simbiosi.
E non ebbi più bisogno di amici. Non ne cercavo. Che mi importava. Avevo lei e lei aveva me.
E adesso, che lei momentaneamente non c'e, rifletto sulla solitudine.
E penso che la disforia sia terribile nel rendere le persone sole. Nell'isolare la loro anima non importa quente persone abbiano attorno.
E quando si arriva
all'apice, alla esplosione finale, la ricerca dell'amicizia e della confidenza
è immensa. Come la voglia di scrivere qua e di raccontarvi mille cose, amiche
mie di rete, fantasmi telematici, che apparite e sparite con le vostre catene
recise, le vostre rumorose e allegre risate, i vostri doloranti lamenti.
E le lacrime vanno giù...
Per sdrammatizzare vi racconto queste...
Titolo : Coming out mancato n.ro 1
Scena 1: Corsia femminile, mia moglie ricoverata sul
letto con flebo.Io al suo fianco.
Infermiera: " Ehi,
tutti fuori, che non può stare più di umna persona per malato. E poi deve
essere donna. Lei deve uscire " , rivolgendosi a me.
Io con una certa serietà: " E se venissi con la
gonna ? "
Infermiera: Smorfietta, silenzio ed esce dalla sala.
Titolo : Coming out mancato n.ro 2
Scena 1: Corsia femminile, mia moglie ricoverata sul
letto con flebo.Io al suo fianco e c'è anche mia cognata.
Mia moglie rivolgendosi a sua sorella: " Vogliono
solo donne come assistenti ai malati ".
Io : " Potrei venire vestita da donna.."
Cognata (ridendo) : " Tanto le tette le hai...
"
Io : "Si certo.."
Cognata (ridendo a crepapelle): "Ti presto un
reggiseno.."
Io : " E perchè ? Ne ho tanti.."
(risate) (risate)
Titolo : Coming out mancato n.ro 3
Scena 1: Corsia femminile, mia moglie ricoverata sul
letto con flebo.Io al suo fianco e ci sono tutte e due le mie cognate.
Mia cognata: "Chissa che combini a casa tutto
solo..il letto, la cucina.
Io : " A dire il vero io sono una perfetta femmina
di casa.."
(risate) (risate)
Come potete notare nessuno mi prende sul serio.
Bacioni e buona notte.
Mary
un pò triste
ti ho
letto mary ho letto il tuo amore per la tua compagna, ho letto
quanto
siete indivisibili, quanto lei è meravigliosa dentro, ed ho
pianto...qua
in ufficio, ho pianto pensando alla donna che ho amato
fino a
ieri e che era la mia protezione, il mio rifugio, ho pianto
perche
ho perso la mia migliore amica l'unica vera amica che avevo
accanto,
mi è entrata dentro, mi ha fatto sacoprire lei che sono
lesbica,
avevamo fatto molti progetti assieme, ora tutto e finito.
e mi
sento sola.....tanto.
ti auguro
che torni presto a casa e che ti stia sempre vicino,
capisco
quanto lei sia importante con te.
con
tutto l'affetto possibile
silvia