Da:
"maryliz315" <[email protected]>
Data: Lun Mar 18,
2002 7:43 pm
Oggetto: Pensieri
sfusi
Mi pare che desiderare di essere del genere opposto sia un pensiero troppo elementare per descrivere quello che provo dentro : uno struggimento pieno di dubbi e titubanze.
Avere il seno, un corpo femminile, anche la vagina ecc., potere essere donna in tutto e poi accorgersi che non c'è niente di speciale nell'essere donna invece che uomo ( insomma che tutto è molto più banale di quanto si pensi) è una prospettiva che mi appare spesso realistica, lasciandomi con tante perplessità. Questa è un po’ la tesi di mia moglie che sostiene inoltre che, certe cose, da donna, si fanno più complicate.
Ma anch'io trovo difficile fare lo "switch" uomo-donna uomo a piacere.
Anche se è una cosa che desidererei essere capace di fare. Perché mi pare che sia una manifestazione di potenzialità umana eccezionale e la cosa mi attrae maledettamente come tutte le cose difficili.
Anche se ho delle forme più femminili, il viso senza barba, nessuno mi scambia per donna, e, recentemente, notano stupiti solo un look stranamente androgino ma mai effeminato nel linguaggio e negli atteggiamenti.
Odio il ridicolo e vado piano perché temo (sono fifona.. e allora ?) di attraversare delle situazioni tali da ferire il mio amor proprio oltre il sopportabile. Dovrei fare esperienze ma non riscontro le condizioni al contorno spaziali e temporali adeguate ...
A tutte le trans ormai finite direi che loro sono una delle tante categorie a cui appartiene questo variegato mondo dell'incertezza di genere.
In fondo tra di noi sono la normalità, cioè le meno trasgressive, perché hanno attraversato tutto il guado e, dall'altra sponda, ci chiamano (quelle che non sono già sparite, diluite nell'universo femminile completamente) dicendo: ma dai buttati, che si può stare solo sulla terra ferma... o di qua o di la...
Ma ognuna di noi deve trovare il suo modo e il luogo dove attraversare il guado: molte, annaspando, si bagneranno fino al
collo, altre solo i piedi, altre torneranno a riva perché hanno paura, alcune, disperate, potranno pure annegare.
E se una volesse restare sempre a mollo, asciugandosi ogni tanto e risalendo una volta una riva e una volta l'altra cosa ci sarebbe di male ?
Secondo me sarebbe la più forte tra tutti. In fondo sarebbe la cittadina ideale di una società ideale senza diversità di
genere in cui sarebbe possibile essere e comportarsi, curarsi ed operarsi, per semplici ragioni estetiche. Insomma dai documenti sparisce la casellina sesso M o F e basta. E l'indomani andare in ufficio in tailleur e nessuno meravigliarsi del nuovo look e modo di essere. Sarebbe come prosciugare il guado di cui sopra : sparite le rive si va da una parte all'altra in
bicicletta.
Non è così e forse mai lo sarà, ma a me pare che questa sia una fantastica libertà di ricercare.
Maryliz
Da: "Stephy" <[email protected]>
Data: Mar Mar 19, 2002 3:40 pm
Oggetto: Re: [disforia di genere] Pensieri Sfusi
Mary wrote:
> Avere il seno, un corpo femminile, anche la vagina ecc., potere
essere donna in tutto e poi accorgersi che non c'è niente di
speciale nell'essere donna invece che uomo ( insomma che tutto è
molto più banale di quanto si pensi) è una prospettiva che mi
appare spesso realistica, lasciandomi con tante perplessità. Questa è
un po la tesi di mia moglie che sostiene inoltre che, certe cose, da donna,
si fanno più complicate.
E questa
è una visione pragmatica che non fa una grinza
> Ma anch'io trovo difficile fare lo "switch" uomo-donna
uomo a piacere.
----------------
Non per
filosofeggiare ma più che "fare" ho l'impressione che ci si debba
concentrare
sull'"essere".
Sono al
mio secondo giorno di ormoni e non posso non pensare al sapore di
"gioco
eccitante" che il transessualismo e le transizioni alle volte
assumono
in alcuni articoli postati in questa list.
Per
carità, io per primo alimento siffatti threads.....
Spesso
però la mia personale demascolinizzazione anziché descriverla come
"eccitante
scoperta", "liberazione della femminilità repressa" etc... mi
scopro ad
inquadrarla con la grigia definizione di "adattamento funzionale".
Un
adattamento comporta inevitabilmente elementi di miglioramento ma anche
componenti
di rinuncia e sconfitta.
L'obiettivo
è che la vita funzioni meglio e le sofferenze diminuiscano.
Nel mio
caso però se qualcosa di eccitante c'è in questo travagliato
percorso
è che finalmente mi sto ascoltando, sto cercando di capirmi, mi sto
concedendo
dignità.
Se tale
ascolto, comprensione, integrazione portassero ad una tranquilla
accettazione
del mio ruolo biologico e dell'immagine ad esso correlata
(maschile)
sarei molto più contento (opzione socialmente meno conflittuale,
meno
avida di ogni tipo di energia).
Purtroppo
ora non è così.
Il mio ruolo
biologico mi repelle, la psiche degli uomini mi fa cagare, mi
sento
inferiore e li temo, se non li affascino vado in panico.
Femminilità
è armonia, comprensione, dolcezza, intima e non timorosa
condivisione
di emozioni, qualcosa per cui valga la pena vivere.
(Insomma.....mamma...buo....-na....papà.....cacca.....)
:)
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> …….Dovrei fare esperienze ma non riscontro
le condizioni al contorno spaziali e temporali adeguate ...
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Se dobbiamo
toglierci una maschera per mettercene un'altra stiamo perdendo
il nostro
tempo.....
A meno
che non stiamo giocando..... allora tutto è lecito.
Se io mi
immaginassi in short di jeans con un fisico alla Ferilli (non si sa
mai....mai
mettere limiti al futuro.....), eye-liner assassino, che deambulo
per le
strade del centro di Padova o Venezia, non potrei non includere in
questa
visione un forte senso di imbarazzo e di inadeguatezza (forse è uno
stacco
troppo repentino e dovrei ubriacarmi o fare altro...... ma andrei
esattamente
contro ciò che sto cercando: sentirmi bene con me stessa).
Senza
barba, con le mie magliette sfiancate (l'XL femminile per me è quasi
un
toppino), i miei capelli lucidi e gonfi, un accenno impercettibile di
trucco.....questo
sono io (ora..... del doman.....).
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> Ma ognuna di noi deve trovare il suo modo e il luogo dove
attraversare il guado: molte, annaspando, si bagneranno fino al
collo, altre solo i piedi, altre torneranno a riva perché hanno
paura, alcune, disperate, potranno pure annegare.
--------------------
meravigliosa
metafora.....
io
confido molto nella gradualità del cambiamento..... sono per un
riformismo
moderato ;-)))
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> Sarebbe come prosciugare il guado di cui
sopra : sparite le rive si va da una parte all'altra in
bicicletta. Non è così e forse mai lo sarà, ma a me pare che questa sia
una fantastica libertà di ricercare.
----------------------------------
Personalmente
la riterrei una grande conquista sociale.
Lavorare
attorno alla propria identità di genere ed utilizzare, in clima di
tolleranza
e condivisione, il tempo necessario per individuarsi.
Credo
però che sia una fase (corta o lunga che sia) nella vita di ogni
individuo.
Perlomeno
è ciò che mi auguro ed auguro a tutti/e.
Nel senso
che spero esista un evoluzione che superi, integrandole, disforia
e
problematiche d'identità, lasciando spazio ad altri temi: amore, sane e
liberatorie
trombate, viaggi e, perché no, piccole dolci creature umane e
canine da
accudire e far crescere evitandogli (se ci si riesce)
psicoterapie,
ormoni, umiliazioni...
Bacissimi
Stephy
Da:
"chutekatia" <[email protected]>
Data: Mar Mar 19, 2002 7:58 pm
Oggetto: Ogg: [disforia di genere] Pensieri Sfusi
Stephy ha scritto:
>Il mio ruolo biologico mi repelle, la psiche degli uomini mi fa
>cagare, mi sento inferiore e li temo, se non li affascino vado in
>panico.
>Femminilità è armonia, comprensione, dolcezza, intima e non timorosa
>condivisione di emozioni, qualcosa per cui valga la pena vivere.
>(Insomma.....mamma...buo....-na....papà.....cacca.....) :)
Anche a
me gli uomini mi fanno cagare, ma non la penso molto meglio
se si
tratta di donne.
Gli
uomini non li temo, anzi mi sento superiore visto che fanno
cagare.
Non cadere
nello stereotipo sulla femminilita', che alla fine e' solo
una forma
di espressivita' e non di essere, idem la mascolinita', poi
al di la'
di questi due modi di esprimersi c'e' la vera persona,
dolce,
armoniosa, profonda, stupida superficiale o piatta, e questo
vale per
ciascun essere umano, svincolato da ogni forma di
espressione,
quindi identita' di genere femminilita' mascolinita' o
qualsiasi
altra per forma esprimerci non ancora inventata.
Penso che
noi alla fine abbiamo solo quei due parametri equiparati al
sesso, al
binarismo e allora discretizziamo tutti i modi di
esprimersi
soltanto a quelle due componenti, tagliamo troppo, non
cogliamo
alla fine come sta' la realta'.
Katia