Rockol Articolo
Da: Kerrang
1 Febbraio 2003
In copertina i Good Charlotte. "Ricchi? Famosi? Punk? Le nuove superstar dell'America", titola K!. Vediamo un estratto dalla cover story. Scrive Ian Winwood: "Ora di pranzo ad Amsterdam, un luned� gelato, grigio e deprimente; Joel e Benji Madden sono facilmente individuabili. Benji, il pi� vecchio dei due per una questione di minuti, ha una pettinatura alla mohicana color verde che sembra sia stata fatta e colorata dal Comune. Joel, quello meno loquace ma pi� immediatamente amichevole dei due, esibisce una frangia nerissima ed una felpa con cappuccio e lo zip con la parola 'Made' cucita sul davanti. Benji e Joel Madden hanno entrambi una pelle color mozzarella di bufala. I due sono gi� famosi -o perlomeno l'equivalente moderno rock'n'roll di famoso- negli Stati Uniti con il loro gruppo Good Charlotte. Il loro successo � un'esplosione nell'attuale senso del termine; il loro secondo album, 'The young and the hopeless', ha ricevuto il disco di platino per una bella milionata di copie (il loro disco omonimo di debutto, non ancora pubblicato in Gran Bretagna, ha venduto la met� di questa cifra) con il video per il singolo 'Lifestyles of the rich and famous' che � diventato una presenza costante su MTV. A proposito della quale, Benji e Joel hanno perfino il loro show sul canale televisivo musicale, uno show che s'intitola 'All things rock'. Poi c'� la linea di vestiti, che i Good Charlotte indossano che siano o meno fotografati. E poi c'� l'etichetta discografica -ancora senza nome-, che Joel ha in mente di trasferire a San Fernando Valley in California per gestirla con un amico del gruppo Goldfinger. E poi c'�tanta altra roba che bolle in pentola. (�) I Good Charlotte sono francamente sorpresi dal loro successo. 'Cazzo che s�', dice Benji Madden, quando gli si chiede se sia sorpreso dal loro successo. Benji � seduto col gemello e beve acqua minerale alla reception del bell'albergo American di Amsterdam, un tradizionale punto di tappa per i gruppi rock emergenti. Difficilmente mi lascia arrivare sino alla fine di una domanda; � gi� pronto con la risposta. 'Sono molto sorpreso dal nostro successo', ripete. 'Finora � stato incredibile. Penso che tutti quelli che dicono che non vogliono avere successo, mentono. Noi naturalmente vogliamo avere successo, e naturalmente vogliamo avere una carriera. Ma se tutto ci� non dovesse durare, perlomeno dobbiamo provarlo. Ma durer�, perch� continueremo a lavorare sempre'. 'Lavorare' � una parola che i Madden usano molto. Questo in teoria dovrebbe essere il loro giorno di riposo (l'unico giorno di riposo in tre settimane), ma, come � spesso il caso per un giovane gruppo bollente, la loro etichetta discografica ha individuato una fessura nella loro agenda degli impegni e ci ha messi dentro. Non che ai Good Charlotte (la cui line-up � completata dal loro vecchio amico Paul Thomas al basso, dal chitarrista Billy Martin e, per ora, dal batterista sostitutivo Chris Wilson) la cosa paia dispiacere. (�) Nel corso di un pranzo a base di bistecca di tonno e gamberetti nella sala da pranzo dell'American Hotel, che dal punto di vista architettonico � stupefacente, mi scuso con i Madden per aver interrotto il loro giorno di riposo. 'Figurati', dice Benji. 'Ci saranno un sacco di giorni di riposo quando non piaceremo pi�'. E quando accadr�? In aprile? 'Potrebbe'. O forse no. Benji e Joel Madden hanno certe frasi e parole che a loro piace usare nel corso delle conversazioni. Nell'intervista, una di queste frasi � 'working class'. I due sono nati l'11 marzo 1979 nella piccola cittadina di Waldorf, Maryland. La loro madre si chiama Robin ed il padre Roger. Gi� da piccoli sapevano che la vita, per loro, era una lotta; non, come vogliono voi sappiate, un tipo di lotta che fosse molto differente da quella di tutte le altre famiglie di lavoratori, ma comunque sempre il tipo di lotta che significava tirare la cinghia per pagare la bolletta dell'elettricit� e considerare attentamente le spese a fine mese. Il loro padre fece parecchi lavori. E diceva ai suoi due figli che non c'era da vergognarsi del duro lavoro. Usciva di casa prima dell'alba e tornava quando era buio. E poi, un giorno, quando Benji e Joel Madden avevano 15 anni, se ne and� e non torn� pi�. (�) E cos�, a 15 anni, si trasferirono con la loro madre ad Annapolis, una citt� di 100.000 abitanti nel Maryland, vicina a Washington DC. Fu questo l'anno in cui formarono i Good Charlotte (che hanno preso nome da un libro che Joel aveva letto da ragazzino) con il loro amico Paul. Aggiunsero Billy (che confessa d'essere un metallaro) dopo che egli venne ripetutamente a vederli suonare presso una caffetteria del posto. E da l� la macchina si mise in moto; arriv� un contratto discografico, delle radio di Philadelphia e Washington programmarono le loro canzoni ed i Good Charlotte si misero in cammino. 'Detesto quando la gente dice che abbiamo avuto un successo istantaneo', dice Joel Madden. 'Ci abbiamo lavorato sopra un sacco. So che sembra che abbiamo avuto successo molto in fretta, ma ci� non significa automaticamente che le cose siano state davvero cos�. Ci abbiamo lavorato sopra duramente. E non intendo solo con la band. Abbiamo lavorato duramente anche fuori dal gruppo. Io lavoro da quando avevo 12 anni, non ho paura di fare qualche lavoretto duro'. E ci� influenza il vostro modo di pensare su ci� che potrebbe accadere se i Good Charlotte non dovessero funzionare a lungo termine? 'Penso di s�', dice. 'Se non funziona, andr� a lavorare da McDonald's. L'ho gi� fatto e posso rifarlo'. (�) Inutile menare il can per l'aia: l'accusa � che i Good Charlotte non sono una 'vera' punk band. 'E che cos'�?', chiede Benji Madden. 'La mia risposta � questa: cos'� una vera punk band?'. Beh�'Quando abbiamo messo in piedi il gruppo', interrompe, 'andavo a scuola tutti i giorni con le magliette dei Social Distortion e quelle dei Rancid perch� erano questi i gruppi che mi facevano andare avanti nei momenti duri della mia vita. Erano queste le band che ascoltavo di notte e le band che mi facevano andare avanti il giorno dopo. Ma quando abbiamo messo su il gruppo, non volevamo essere come i Rancid, o proprio come i Clash, o proprio come i Green Day, perch� nessuno pu� farlo meglio di loro stessi. Quando la gente viene a dirci 'non siete punk', io dico 'ho P-U-N-X tatuato sullo stomaco''. S�, ma avere PUNX tatuato sullo stomaco non vi rende 'punk'. Ti rende uno che ha scritto PUNX sullo stomaco. 'Beh, a me il punk rock piace da quando avevo 13 anni', sorride Benji. 'Ma il mio gruppo � un gruppo punk? Non lo so. Buona domanda. (�) Detto in pillole, i nostri ideali sono questi: quando avevo 16 anni e sono andato via da casa, l'unica cosa che avevo era il punk rock. Mi sento come se dovessi la mia vita al punk rock. Se ci� ci rende o meno punk rock, non importa. O perlomeno a me non importa'".