Il volontariato oggi è una realtà quasi "di moda": i dati ufficiali delle associazioni parlano chiaro. Ma il volontariato è soprattutto una esigenza per molti giovani che vogliono dare un senso positivo alla loro vita, solidità e concretezza al loro senso di solidarietà. Di volontariato parlano diverse leggi nazionali, ne trattano leggi regionali, ne discutono gli economisti e i movimenti di opinione ed ecclesiali. Tuttavia si fa presto a etichettarsi "volontari", a sbandierare labari, a inventare slogan e simboli, dimenticando che il volontariato non è offrirsi solo occasionalmente per qualche servizio, quanto invece è prestare con costanza le proprie capacità e il proprio tempo- fosse pure una sola ora settimanale- ma offerta con fedeltà e umiltà. Volontariato non è improvvisazione, sotto la spinta puramente emotiva, ma è preparazione meticolosa, anche attraverso corsi specifici, per un servizio mirato alle persone e alle istituzioni. Il volontariato non prevede alcuna remunerazione, altrimenti si trasforma in cooperativa di lavoro e servizi; lecita, ma da non confondersi con una associazione di volontariato. Vedendo il comportamento di qualcuno "impegnato" nel volontariato viene il sospetto che sia mosso da secondi fini ( economici, vana gloria ?), altrimenti svolgerebbe volontariato innanzitutto in casa propria, per esempio accudendo ai proprio genitori anziani. Invece relegano questi in ospizio, per poi andare a fare compagnia a quelli degli altri. Si dimostra di voler bene agli anziani quando ci si ricorda di loro "sempre", senza paternalismo e con attenzione concreta alle loro necessità quotidiane. Per non essere solo critici, ma propositivi, ci rivolgiamo innanzitutto a chi non ha ancora avuto il coraggio di buttarsi in una esperienza di volontariato. Precisiamo loro: -l'uomo è importante non perché occupa un posto di prestigio, ma perché esiste ed ha in sé un potenziale incalcolabile da realizzare; -il volontario deve muoversi con il taglio della gratuità, con la consapevolezza di donare il suo tempo, le sue capacità professionali, senza la prospettiva del guadagno personale -il volontariato non offre prima di tutto una competenza tecnica o una strategia politicizzante, ma si fa portatore di valori umani e cristiani che vanno dalla solidarietà al dono totale della vita, da una scelta di servizio ad una cammino di condivisione con i poveri e con coloro che non contano, da un amore grande per l'uomo ad una ricerca continua anche di Dio -la vera professionalità del volontariato si chiama "crescere insieme con l'altro", per impedire che la società abbia ad emarginare fasce di poveri, di ultimi ed abbia a "sistemare" questi nostri fratelli (l'analfabeta, il bambino non ancora nato, l'anziano non più autosufficiente, il portatore di handicap fisico e mentale, il dismesso dall'ospedale psichiatrico,l'immigrato del terzo mondo, ecc.) in un ruolo subalterno e assistenzialistico di perenne condanna alla disperazione. Il volontario è in guerra con l'ingiustizia, col - pessimismo, il materialismo capitalista, la squallida rassegnazione; -la qualità del volontario deriva dalla sua formazione. Sentendosi espressione dell'intera comunità e non solo di se stesso, il volontario vive in modo corretto il suo protagonismo, impara a cogliere con immediatezza il significato di certe situazioni, con una conoscenza rispettosa, fatta di amore, di pazienza ma anche tempestività -purtroppo molti non pensano lontanamente di fare volontariato perché non concepiscono i rapporti con gli altri se non in funzione economica -la formazione del volontario deve tendere a formare uno stile di essenzialità, riducendo la minimo le sue esigenze, perché cresca la spinta altruistica e di solidarietà, al fino di stabilire rapporti chiari, di fiducia, senza mai cedere alla tentazione del compromesso. Dovrà educarsi ad intervenire con gradualità a pazienza, accettando il fallimento momentaneo. Infine il protagonismo del volontario non deve mai essere tale da creare dei "subalterni". Chi fa una scelta di servizio deve sentire la responsabilità impegnandosi senza sentirsi un eroe. |