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al Sito: www.crazyjoe.org/MaryStory/medicina2.htmdi: Claudia di Giorgio per "La Repubblica"
Tratti dall'intervista di Repubblica.it del ricervatore italiano Maurizio Grimaldi, farmacolo italiano coautore dello studio che ha scoperto l'utilitá di una sostanza contenuta nella cannabis per la protezione dei tessuti cerebrali.
"Quando io ed il mio collega britannico Aidan Hampson a San Francisco, a causa di una migrazione intellettuale tipica del mondo della ricerca, ci siamo incontrati al National Institute of Health negli Stati Uniti, ci é venuta l'idea di unire le nostre conoscenze e vedere se i cannabinoidi (principi attivi della marijuana) giocavano un ruolo nella patologia del sistema nervoso centrale. Abbiamo scoperto che avevano un potente effetto protettivo contro la morte neuronale che avviene, ad esempio, nei casi di ictus cerebrale.
Tuttavia, almeno teoricamente, il cannabidiolo (cannabinoide che non provoca le alterazioni mentali tipiche della marijuana) potrebbe essere impiegato in tute le patologie neurodegenerative, tra cui il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson, oppure la corea di Huntington ed anche nei traumi cranici pravi con sofferenza contusiva del parenchima cerebrale.
I cannabinoidi sono dei forti antiossidanti, vale a dire che sono in grado di neutralizzare le molecole ossidanti potenzialmente pericolose specialmente a livello cerebrale. Colpiti da un ictus, parte del danno non si verifica subito, ma per colpa di reazioni chimiche, scattena la produzione di agenti ossidanti fortemente distruttivi (p.es. il perossido= radicali liberi, che giocano un ruolo anche nel invecchiamento dell'organismo in generale), i quali disgregano le cellule un po' come se le bruciassero.
I principi attivi della cannabis, la cui azione antiossidanti sembra superiore persino a quella della vittamina E e C, riescono a bloccare il perossido, e data la grande diffusibilitá cerebrale dei cannabinoidi, é facile farli arrivare direttamente dove c'é piú bisogno.
Chiaramente il cannbidiolo non puo riparare danni, ció che é stato danneggiato nel cervello, non puo essere ricuperato. Ma riesce a salvare ció che non é ancora irreparabilmente distrutto."