Tratti da un testo di Gianna Milano per PANORAMA, 12.10.2000

Gli effetti benefici di un'erba antica

 

Vince la nausea. Riduce il dolore. Dá sollievo nella sclerosi multipla. Ma non é tutto qui: dalla ricerca scientifica arrivano altre applicazioni. Non stupisce quindi che l'atteggiamento dei politici stia cambiando: la cannabis non sará piú una medicina proibita.

Leslie Iversen, neurofarmacologo inglese: "Si é scoperto, che l'organismo possiede un suo sistema endogeno cannabinoide, con recettori sia nei neuroni sia nelle cellule immunitarie. È una scoperta importante quanto quella fatta negli anni 70 di sostanze naturali nel cervello simili alla morfina, le endorfine.

La prima descrizione moderna delle proprietá terapeutiche della marijuana é attribuita al medico irlandese W. S. O'Shaughnessy che sulla base delle sue esperienze in India ne fece conoscere le virtú alla comunitá medica europea. "La prescriveva ai malati di rabbia, reumatismi, epliessia, tetano", ricorda il manuale Marijuana medical handbook, di Ed Rosenthal, Dale Giesinger e Tod Mikuriya.

La regina di Gran Bretagna Vittoria ricorreva alla cannabis per lenire i dolori mestruali e durante il suo regno l'erba veniva usata per curare diversi malanni, dagli spasmi muscolari ai reumatismi.

Nel 1996 California e Arizona votarono a favore della depenalizzazione per chi la usa a scopo terapeutico. Oggi almeno altri otto stati americani hanno votato a favore di questo utilizzo. L'atteggiamento sta cambiando. Quest'anno il primo ministro britannico Tony Blair ha dato semaforo verde per la cannabis come farmaco. Anche in Spagna e Germania l'aria é cambiata e si concede di usarla ai malati che la richiedono. Segnali favorevoli si registrano anche in Svizzera.

Non cosí in Francia. "E tantomeno in Italia, dove si fatica a prescrivere gli oppioidi in commercio come farmaci per lenire il dolore. Il dibattito sulla cannabis a uso medico é molto teorico, anche perché i risultati finora non sono miracolosi", avverte Franco Toscani, responsabile scientifico dell'Istituto di ricerca in medicina palliativa Lino Maestroni.

Un rapporto della British medical association (Therapeutic uses of cannabis) concludeva che le sostanze psicoattive della marijuana hanno dimostrato di dare sollievo negli spasmi muscolari dei malati di sclerosi multipla.

Altre prove benefici: per epilessia, glaucoma, asma, pressione alta, perdita di peso associata ad aids o cancro, antinausea nella chemioterapia.

Gli ingredienti attivi della cannabis possono alleviare certe patologie e non esistono prove che questo faciliti il passagio a droghe piú pesanti (rapporto dell'Istituto di medicini di Washington)

Due studi su animali pubblicati quest'anno, attestano l'efficacia terapeutica nella sclerosi multipla e nei gliomi cerebrali (tumori maligni).

David Barker: Abbiamo riprodotto il plioma nei topi iniettando cellule neoplastiche. A questo punto abbiamo inoculato agonisti dei cannabinoidi, cioé sostanze che agiscono nel loro stesso modo, direttamente nel tessuto tumorale. Il risultato? È scomparso. Ció ha permesso di eradicarlo in un terzo dei topi e di prolungare la sopravvivenza in un altro terzo".

Il cannabidiolo, componente non psicoattivo della marijuana, riduce infiammazione e dolori, sopprimendo la risposta immunitaria, in topi in cui é stata indotta una forma di artriti reumatoide.

Un analogo sintetico del THC (non psicoattivo) funziona come analgesico e aniinfiammatorio, senza effetti collateriali.

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