Dal Convegno di Forum Droghe di Parma
(
FuoriLuogo.it)

 

I primi risultati che arrivano dal convegno di Forum Droghe, tenutosi a Parma dal 2 al 4 marzo, sono come empre le polemiche.

È stata inviata una lettera aperta a Regione, Provincia, Comune, ASL, Banca Monte e mass-media, firmata da don Luigi Valentini, don Enrico Tincati e Roberto Berselli, i responsabili delle piú significative comunitá terapeutiche di Parma e Fidenza. "Un convegno in cui non esiste contradditorio e in cui tutto é giá preordinato alla dimostrazione della bontá della tesi finale. Ed é forse per questo che nessuna realtá di Parma é stata coinvolta... Con profonda sorpresa abbiamo appreso che l'Amministrazione provinciale di Parma ha dato il suo patrocinio al Forum Droghe... per il suo convegno "Saperi ed esperienze nella politica sulle droghe, che si concluderá con l'assemblea per la costituzione dell'Associazione per la Canapa Terapeutica [d'ora in poi ACT]. Non minore sorpresa ci ha provocato il patrocinio dell'ASL di Parma."

I tre signori si sono anche lamentati di "non essere stati coinvolti e neppure sentiti... Ancora una volta riproporre la discussione unicamente sulle tematiche della legalizzazione delle droghe ci sembra che vada contro tutti gli sforzi profusi, anche dalla nostra Regione, per aiutare i giovani a restare liberi dalla droga... La nostra societá sempre di piú si spaventa per le situazioni di rischio in cui vivono tanti giovani e ciò non di meno si rifiuta di assumersi la responsabilitá di uscire da questa ipocrisia... Ci auguriamo che gli interventi degli assessori provinciale e regionale, come anche del direttore generale dell'ASL, esprimano la preoccupazione circa i rischi che tale impostazione del convegno porta con sé."

Era comunque soltanto il convegno che é stato patrocinato, non invece l'ACT. È chiara la posizione del presidente della Provincia, Andrea Borri: "Nel dare sostegno all'iniziativa si é inteso fornire un'occasione di riflessione su un tema di grande gravitá e attualitá com'é quello della droga, senza che ciò comporti ovviamente alcuna adesione alle tesi proposte... La Provincia intende confermare l'orientamento ad improntare la propria attivitá sulla collaborazione fattiva con gli organismi che da tempo operano positivamente sul territorio e dei quali condivide l'impostazione... L'iniziativa (l'ACT) esula dal convegno e non ha il nostro patrocinio. Si tratta tra l'altro di un tema ancora oggetto di approfondimento scientifico."

Analoga la posizione del direttore generale dell'ASL, Marino Pinelli: "Il patrocinio é stato dato nella convinzione che l'iniziativa assicuri un dibattito libero ed aperto, affinché tutte le tesi e i pensieri possano essere espressi ed ascoltati... Questo convegno, a rivelanza nazionale, consente un dibattito aperto a chiunque voglia intervenire... Credo che l'espressione di tesi, anche se minoritarie, non necessitino, per essere legittimate, di un 'contraddittorio formalizzato' o di una 'consultazione preventiva'... Occorre distinguere l'attenzione che l'Azienda presta al dibattito su argomenti che possono avere ricadute sulle scelte di programmazione sanitaria dalla cooperazione quotidiana, che giá traduce la programmazione in atto, che vede don Valentini, don Tincati e dott. Berselli come consueti ed importanti interlocutori".

Però "l'obiettivo", ha dtto durante un incontro in Provincia il sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone, "é arrivare ad un confronto serio, scientifico, con le esperienze di altre nazioni. Una sezione del convegno s'intitola 'Riduzione del danno e sicurezza' e propone i risultati di uno studio ufficiale del Governo svizzero, da cui si puó constatare che la somministrazione controllata di eroina é una delle misure piú sicure nel campo della prevenzione della criminalitá... La Svizzera sta cambiando politica: il numero di reati e di persone condannate é sceso dell'80 per cento."

Secondo l'assessore provinciale alla Sanitá e ai servizi sociali, Tiziana Mozzoni, l'emergenza droga non é "solo un problema di ordine pubblico, dovremmo chiederci se la societá e i servizi del nostro Paese sono in grado di generare legami sociali". D'altra parte, ha aggiunto il responsabile del Sert Gilberto Gerra, "investire in prevenzione é una scelta obbligata; basti pensare ai costi sociali ed economici della tossicodipendenza. Prevenendo si può evitare questa dispersione di risorse." (e far guadagnare miliardi per tutti i detenuti "innocenti" al Governo!)

"Ogni scelta", continau Gerra, "politica va fondata su presupposti scientifici, invece spesso, purtroppo, accade che i risultati di serie ricerche sperimentali vengano diffusi e poi stravolti alla stagione successiva."

Prossimo giorno... secondo round... Stavolta una lettera dal Comune: "Non possiamo non esprimere il nostro disappunto nell'aver appreso dell'iniziativa che coinvolge Regione, Provincia ed ASL, senza che si sia avvertita la necessitá almeno di consultare l'ente locale nella quale essa si svolge... Per legge abbiamo competenze in merito alle politiche rivolte alla prevenzione del fenomeno droga e alla riduzione del danno nonché in merito alle problematiche di sicurezza... Esprimiamo forte preoccupazione per quanto si é organizzato nel nostro Comune, anche per le ripercussioni che un convegno di tale portata puó avere, ed auspichiamo un chiarimento con i nostri partners istituzionali che ci consenta di proseguire nella collaborazione avviata per i progetti in corso."

Ed ecco che iniziano, uno dopo l'altro, a prendere distanza. Primo il presidente della Provincia Borri: "Ci dispiace che il Comune non sia stato coinvolto: l'organizzazione del convegno non dipende da noi. Crediamo che ognuno sia libero di esprimere le proprie idee. Ribadiamo nel contempo il pieno appoggio al lavoro delle comunitá e la nostra presa di distanza dall'ACT."

Stesse parole anche dall'assessore Mozzoni: "Non c'é stata nessuna volontá di tagliare fuori il Comune, semplicemente l'organizzazione non dipendeva da noi. Ma al di lá di questo, perché non dobbiamo offrire a tutte le voci la possibilitá di discutere anche tesi eterogenee, magari contrastanti con politiche piú consolidate? È una questione di libertá d'opinione."

L'assessore provinciale Ivardo Ganapini, storico sostenitore della comunitá terapeutica Betania, ha ribadito che "il patrocinio vuole offrire opportunitá di dialogo e di confronto. Personalmente, come si sa, io sono contrario ad ogni ipotesi di legalizzazione della droga. Ma patrocinare un convegno non vuole dire sposarne le tesi."

Proprio scioccato sembra di essere rimasto il segretario regionale e provinciale del Ccd, Mauro Libé: "È eccidente che la giunta provinciale e l'ASL di Parma hanno giá compiuto una scelta antiproibizionista in coerenza con quanto emerso nell'ultimo congresso nazionale dei Ds che si era concluso con la proposta di legalizzare le droghe leggere... Sarebbe stato piú opportuno, impegnare mezzi e competenze per operare scelte politiche volte all'analisi e alla rimozione delle cause del disagio giovanile crescente anche nella nostra cittá, e finanziare iniziative di educazione alla salute. La prevenzione e il recupero sono, per il Ccd, gli unici strumenti da utilizzare per liberare i giovani dalla schiavitú della droga; la legalizzazione delle sostanze é, al contrario uno strumento di deresponsabilizzazione e di emarginazione." (riescono sempre a dire le cose in una maniera, che fa effetto di sicuro!)

Corleone sembra di essersi un po' sorpreso da tutte queste polemiche: "Gli enti locali danno il patrocinio a migliaia di iniziative, purché di valore. Chiunque ha seguito il convegno si é reso conto che non é stata un'iniziativa propagandistica, ma scientifica. Il patrocinio era appropriato. Al Comune di Parma, che si é sentito tagliato fuori dalla Provincia, Forum Droghe potrá chiedere di patrocinare il suo prossimo convegno."

Ma ci sono anche quelli contenti della "nascita" dell'ACT, come per esempio Grazia Zuffa, direttrice del giornale "Fuoriluogo" e presidente della seconda sessione del convegno del 04.03.'01: "Finalmente anche in Italia esiste un movimento di medici e pazienti che vuole affrontare i modo non ideologico la questione della cannabis terapeutica." E quanto riguarda tutte queste polemiche da parte del Comune e dei responsabili delle comunitá? "Mi sembra semplicemente una scusa per non volersi confrontare nel merito. È molto comune nella politica sulle droghe, che si affida generalmente all'ideologia e alla retorica e poco ai fatti e alle esperienze... Abbiamo organizzato un convegno... pubblico e tutti sono chiamati a contribuire al dibattito e ad esprimere le loro opinioni... Si parla di esperienza e ricerca, che c'entrano relativamente con proibizionismo e antiproibizionismo... Si é discusso del grande investimento che ha fatto l'Olanda in tutti gli anni 80 per studiare modelli di consumo di varie droghe, canapa e cocaina soprattutto, nell'insieme della popolazione. In Italia tali dati non esistono.

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