Giornale: Alto Adige / 06.04.2001
Autore: Roberto Nardini
(Q
uesta seguente lettera é stata scritta da me e controllata, corretta, aggiornata, molto migliorata ed inviata da parte di Roberto Nardini del Gruppo S.I.M.S.) Vorrei anche aggiungere che nella lettera originale da parte del sig. Nardini la parola LEGALI non é mai stata messa tra parentesi!"C
on la seguente vorremo intervenire in merito alla lettera di "Azione Giovani" pubblicata in data 01.04.01. Come al solito é discusso il tema "Droga" il quale sembra non trovare accordi tra teorie "morali" e teorie "realistiche". È giusto che le sostanze stupefacenti, che siano droghe legali come l'alcool, "droghe" leggere o droghe pesanti, girano a scuola come girano fuori, come é giusto che bisogna trovare il modo per porre un freno all'abuso di tale sostanze. Ci si deve convincere che gli antiproibizionisti non vogliono promuovere l'uso delle droghe. Intendono piuttosto porre fine alle politiche sconsiderate di un proibizionismo ormai da tutti riconosciuto fallimentare e pericoloso per i danni che produce al di là dell'oggettiva pericolosità di ogni singola sostanza.Per quanto riguarda le accuse mosse all'assessore Gnecchi, la quale affermava che lo spinello non sarebbe poi un problema tanto importante, bisogna riconoscere che in tali affermazioni c'è del vero. E ciò che è vero non ha mai fatto male a nessuno. La signora Gnecchi probabilmente ha ripreso i concetti già autorevolmente espressi dal Ministro Veronesi durante l'ultima conferenza di Genova. Tali concetti sono derivati dall'analisi puntuale dei dati dell'Osservatorio Europeo dai quali risulta che ben il 58% dei giovani maschi in età di 18 anni hanno utilizzato lo spinello e soltanto lo 0,3% ha iniziato l'uso di eroina. Crolla così il falso ponte fra la cannabis e le droghe pesanti. Un ponte che non esiste e che è caro soltanto ai fautori delle dannosissime politiche integraliste. Ai nostri giovani dobbiamo la verità. Gli spauracchi dei bigotti, come l'esperienza insegna, non li hanno mai minimamente interessati. Già non pare il caso di parlare tanto di "problema", quando non ci si interessa con altrettanta apprensione dell'abuso di alcool tra i giovani (molto spesso minorenni). Non è certo irresponsabile la signora Gnecchi quando afferma verità scontate, quanto piuttosto lo sono coloro che facendo di ogni erba un fascio contribuiscono a confondere le idee dei giovani e della gente. Enorme responsabilità è mantenere la canapa indica (e perciò marijuana e hashish) nel mercato nero, con gli stessi termini, in mano degli stessi spacciatori che forniscono assai più volentieri droghe molto più pericolose e coinvolgenti. Si favorisce così il contatto di tantissimi giovani con le dinamiche perverse dello spaccio clandestino ed il loro coinvolgimento involontario nella sperimentazione di sostanze delle quali poi possono perdere il controllo. I giovani hanno il diritto di conoscere ciò che fa veramente male, e soprattutto le grandi differenze di pericolosità che ci sono fra le diverse sostanze. Hanno il diritto di essere messi in grado di effettuare delle scelte, piuttosto che indifferentemente rischiare di auto distruggersi con droghe come la cocaina e l'eroina. Gli adolescenti sono curiosi, e questa è una realtà, fra l'altro altamente positiva, che non può essere contrastata con criminalizzazioni ingiustificate da un isterismo esasperato che, se esaminato con la dovuta attenzione, ha causato più danni che benefici.
Forse sarebbe ora di indagare meglio la "curiosità giovanile" le tendenze, le aspirazioni di fondo del mondo dei giovani, ed inserire in questo processo delle informazioni veramente utili per loro. Questo chiaramente non significa affatto incentivarli ad usare ogni tipo di droga, possibilità che del resto si ritagliano da soli. Ma se nell'isterismo attorno a sostanze come la cannabis i giovani individuano l'imbroglio e l'inaffidabilità delle persone che dovrebbero essere invece di riferimento educativo, c'è il rischio che finiscano anche per non credere agli avvertimenti contro l'utilizzo delle droghe veramente nocive. I problemi degni di attenzione? Un'educazione che in prima linea utilizzi la curiosità giovanile per spiegare correttamente e basandosi su fatti concreti cosa nuoce al loro organismo, in che misura, e cosa, invece, no. E visto che i signori di "Azione Giovani" affermano di accettare ed associare automaticamente anche chi si fa uno spinello, dovrebbero anche pensare al danno che poi gli procurano contribuendo alla sua criminalizzazione."