Giornale: Alto Adige / 29.03.2001
Autore: Maurizio Mangione
Oggetto:
C
on questa mia desidererei rispondere alla lettera pubblicata il 27.03.01, a firma di tale Alessia G.. A dire il vero, non é mia abitudine rispondere a chi non ha neanche il coraggio di firmarsi per esteso ma, vista l'importanza del tema, mi sembra il caso di farlo.Si puó notare subito che la signora G. non ha nemmeno letto come si deve la mia presa di posizione, visto che , nelle sue prime riche sottolinea che "...sarebbe stupido parlare di scarsi successi", riferendosi alla Comunitá di M.S. Giuseppe. Di fatto é la stessa cosa che ho affermato io, ed il mio sdegno, nei confronti dei servizi sanitari era sopratutto per l'attacco alla Comunitá terapeutica; sono infatti, loro ad aver sentenziato che la struttura di cui sopra sarebbe inefficace ed inutile, e non il sottoscritto. Io ho affermato esattamente il contrario.
Preseguendo nella lettura dello scritto della signora G. leggo che, secondo lei, il metadone e le siringhe pulite occorrono ai tossicodipendenti per dar loro una vita migliore. Ognuno, secondo me, é libero di esprimere le proprie opinioni: chiedo comunque alla signora G. di fare una piccola riflessione su questa frase. Se per lei tenere drogata, praticamente per sempre, una persona con il metadone, vuol dire migliorare la vita, mi permetta di dire che la sua visione di vita é alquanto strana. Quando poi la signora G. afferma che, in questa maniera, si evita il peggio anche per la societá si arriva proprio ai luoghi comuni, usati in ogni occasione dagli antiproibizionisti e dalle persone incompetenti in maniera.
Una afferamzione del genere, secondo il mio parere, evidenzia anche un altro atteggiamento preoccupante: l'egoismo. È infatti egoista pensare: "diamogli il metadone, cosí stanno buoni". Se fosse almeno in parte informata sulle tematiche relative alla tossicodipendenza saprebbe, che molti tossicodipendenti che prendono il metadone, continuano ad assumere sostanze come l'eroina, anche durante il trattamento.
Riguardo agli studi che la signora G. ha letto sulla cannabis, non c'é molto da aggiungere, parlano da soli: forse sarebbe il caso che cambiasse lettura, vedrá che ce ne sono anche altre meno faziose di quelle, da lei, fino ad ora prese in considerazione. Se per lei é logico pensare che legalizzando le cd. droghe leggere si diminuisca il contatto, da parte dei suoi consumatori con le droghe pesanti, le sembrerá illogica la situazione olandese. Da quanto si sono legalizzate le cd. droghe leggere, infatti, i consumatori di ecstasy e di altre droghe altrettanto pericolose, sono cresciuti in maniera esponenziale.
Pochi mesi fa mi sono recato a San Patrignano per un corso di formazione: oltre ad aver avuto il piacere di conoscere di persona Andrea Muccioli, ho sentito le testimonianze di diversi (ormai ex) tossicodipendenti. Questa esperienza, devo dire, mi ha dato veramente molto, la consiglio vivamente anche a lei signora G.
Provi a chiedere a qualsiasi ospite della comunitá (quindi a chi certe esperienze le ha passate e le conosce meglio di chiunque altro) cosa pensa del metadone e della sua teoria in generale. Le assicuro che le risposte che le saranno date, faranno cadere le sue teorie antiproibizioniste all'istante.
Concludendo ci terrei a sottolineare che quelli che la signora G. definisce com "i miei pensieri" sono frutto di un attenta analisi e studio del fenomeno, che non si ferma, al contrario di quello che ha dimostrato la signora G. nel suo scritto, a teorie da quattro soldi. Non ho la presunzione di dire che quello da me affermato é legge. Anzi. Sono sempre aperto al dialogo, purché l'interlocutore che ho di fronte sia altrettanto disposto a farlo senza quindi usare come unische argomentazioni luoghi comuni e teorie ampiamente smentite dalla pratica e quindi dalla realitá dei fatti (come gli studi sulla cannabisa ndr.)
ndr: Per questo articolo ho chiesto l'aiuto del signor Roberto Nardini, la quale risposta la potete leggere nei Commenti!