Giornale: OGGI / 31.01.2001 / N°05
Autore: Giorgio Caló (amm. delegato dell'istituto Directa)
Oggetto:
Domanda
: Il ministero della Sanitá Umberto Veronesi ha dichiarato, citando dati del Consiglio d'Europa, che nelle nostre scuole la metá degli studenti e anche dei professori ha provato almeno una volta a fumare droghe leggere (hashish, marijuana). Ma quale validitá scientifica hanno questi sondaggi?Risposta: Che cos'é la statistica del pollo? Se in un villaggio di mille persone - noi lo chiamiamo universo - vengono mangiati cinquecento polli, é statisticamente provato che chiascuno ha mangiato messo pollo. Andatelo a dire a chi é rimasto digiuno o a chi é impegnato in una faticosa digestione.
Al di lá dell'aneddoto, la statistica é una scienza antica e futura. Come rilevazione impone ai parroci di tenere il conto delle nascite, delle morti, dei matrimoni e dei trasferimenti dei parrocchiani, che si sviluppa nel Novecento, quando tecniche piú sofisticate del semplice conteggio permettono di sapere veramente chi ha mangiato il pollo e chi no. A patto.... che la domanda sia posta correttamente, il campione di chi risponde sia chiaramente definito e adeguatamente rappresentativo, il tempo nel quale si registra il fenomeno da valutare sia ven delimitato. Nessuna di queste indicazioni ci viene fornita dal ministro Veronesi. Il quale é un oncologo conosciuto e stimato a livello internazionale; nel proprio lavoro, utilizza sicuramente dati statistici, ma la ricerca sociale é altra cosa rispetto a quella medica.
Per noi, il "consumo" di qualunque prodotto prevede un comportamento ripetuto, diverso da "una sola volta", e riferito a un tempo misurato in settimane o al massimo in mesi e non "nella vita". Se definissimo "consumatore" chi ha leccato almeno una volta nella vita un cono di gelato saremmo personalmente ridicoli e professionalmente squalificati. Nessun dubbio allora, l'assoluta irreprensibilitá dei docenti delle scuole medie superiori italiane: non potrebbero essere definiti "consumatori" neppure dal piú sprovveduto studente universitario.
Ma il "diavoletto" di Cartesio, grande matematico e quantificatore, mi induce a proporre un'ulteriore riflessione. Poiché oggi le statistiche vengono utilizzate anche per comunicare in senso lato, che cosa avrá voluto dire veramente il ministro Veronesi? Che docenti e allievi sono accomunati qualche volta da comportamenti analoghi? Che anche i primi sono stati piovani e hanno "almeno una volta" trasgredito? Che la cattedra non é un muro che divide ma una finestra attraverso la quale ci si conosce? Che esiste un percorso di vita comune alle persone, e che la voglia di capire e di provare é un momento importante della crescitá? In definitiva, é al ministro Veronesi che bisogna chiedere conto di quanto ha affermato, e non chiamare in causa i professori giá duramente impegnati in una fatica sempre piú ardua.