Giornale: Giornale di Brescia / 11.06.2001
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Dopo la Spagna e l'Australia e nel Regno Unito, anche lo Stato del Nevada negli Usa, ha detto sì all'uso medico della marijuana; mentre in Italia, benchè richiesto recentemente da alcuni consiglieri della Lombardia, il via libera ancora non è stato preso in esame, anche se aumentano i dati scientifici sulle proprietà terapeutiche di alcuni derivati. A marzo a voler legalizzare l'uso medico della marijuana e della canapa indiana sono stati una quindicina di consiglieri regionali della Lombardia che avevano ricordato come nel 1999 l'International Narcotic Board delle Nazioni Unite aveva incoraggiato le ricerche sull'uso terapeutico della Cannabis. Secondo i promotori dell'iniziativa le riviste scientifiche internazionali riferiscono che il 44% dei medici avrebbe consigliato ai propri pazienti di utilizzare i derivati della canapa indiana e pertanto, per procurarseli illegalmente, ai malati sarebbero state e sono inflitte inutilmente ulteriori pene e ansie.
Dal punto di vista scientifico sono sempre più consistenti i dati sulle proprietà teraputiche di alcuni derivati della marijuana ed è auspicabile, sostiene il neurofarmacologo Gianluigi Gessa, che queste sostanze vengano messe in commercio anche in Italia con precise indicazioni. Inoltre numerose aziende farmaceutiche stanno investendo in modo massiccio su queste sostanze per potenziare o contrastarne gli effetti. Derivati sintetici della cannabis, molto più più potenti dei relativi principi attivi naturali sono in fase di avanzata sperimentazione sugli animali e sicuramente tra qualche anno vedranno la luce come farmaci. Ma sono già in commercio principi attivi della marijuana, sottoforma di gocce come il nabilone, come antinausea, antiemetici, antidolorifici contro malattie nerologiche. Ecco, secondo il neurofarmacologo, le condizioni nelle quali la comunità scientifica ha messo in evidenza i benefici dei principi attivi della cannabis:
Antiemetico e antinausea: nella malattie tumorali in seguito alla chemioterapia, si è visto che il principio attivo naturale della cannabis ha un affetto positivo per superare la nausea e la mancanza di appetito; derivati della cannabis vengono usati anche per i malati di Aids i quali spesso manifestano sintomi simili a seguito dei farmaci antivirali.
Antidolorifico per malattie neurologiche: esistono evidenze che il principio attivo naturale della marijuana ha effetti antalgici nei dolori neurologici. La sostanza, in alcuni casi è più efficace della stessa morfina e non produce tolleranza rapida (si può usare più a lungo).
Sclerosi multipla: vengono migliorati alcuni sintomi.
Ipertono degli arti: quando non esistono altri farmaci di comprovata efficacia, queste sostanze possono alleviare i sintomi. (Ansa).