Giornale: Alto Adige / La Repubblica
Data: 12.02.2001 / 13.02.2001
Oggetto:
C
arlo Conti si scusa per gli Articolo 31ROMA - Carlo Conti, a nome di tutto il casti di "Domenica in" e della direzione di RaiUno, ha preso le distanze dal gruppo Articolo 31 per lo spot a favore della legalizzazione della droga fatto in diretta, che ha suscitato proteste di parte dei telespettatori. "Mi scuso per il pubblico", ha detto Conti, "ci dissociamo da quello che é stato detto dagli Articolo 31 durante l'esecuzione del loro medley. Erano venuti da noi per ricevere dalla loro casa discografica il disco di platino e, visto che noi andiamo in diretta, non era prevedibile che modificassero il testo di una delle loro canzoni. Per quanto riguarda noi", conclude Conti, "siamo tutti contro la legalizzazione della droga."
Mamma mamma... Che brutta figura che hanno fatto! Come si poteva ospitare un gruppo musicale, noto un po ovvunque, con influenza su tanti giovani, che poi parla a favore della legalizzazione della droga?? Semplice! Quei gruppi se ne fregano del perbenismo falso, cercando di dire come stanno le cose. Hanno fatto bene a parlare in pubblico, a dimostrare la loro sinceritá difronte ad un tematica (troppo) discussa, non nasconsendosi dietro una maschera tanto falsa.
Conti invece, parlando anche per la RaiUno, precisava, che "siamo tutti contro la legalizzazione della droga!" Giá da sempre mi sono chiesta una cosa: questi show-man, quante sigarette fumerano al giorno, quanti caffé seguiranno alle sigaretta, quanti bicchieri di prosecco consumeranno a tutte quelle feste??? Troppi, per essere contro la legalizzazione.
Ma non basta qui! Infatti nell'articolo del giorno successivo, Gasparini (collega di partito di Gianfranco Fini) vuole addirittura denunciare la Rai per aver diffuso canzoni che "inneggiano alla droga". Nel giorno del passaggio di consegna tra il vecchio e il nuovo direttore Rai, una nuova, ennesima grana si abbatte sulla TV pubblica: questa volta la colpa sarebbe degli Articolo 31 e della loro performance.
Gasparini: "È gravissimo che un programma a diffusione popolare e familiare ospiti canzoni che inneggiano alla droga: solleverò il caso davanti alla magistratura di Roma." E pensare che nel suo primo discorso da direttore, davanti a Celli e tutto il gruppo dirigente, Claudio Cappon aveva promosso una fase di "riflessione e serenità". Ma mi sembra che di serenità ce ne sia poca e la riflessione e durata ben poco.
Signori cari: ma é piú grave criminalizzare una persona che si fuma una canna tranquillamente ed un gruppo che ha detto come stanno le cose senza vergogna e con sinceritá, oppure un gruppo di proibizionisti isterici che prima di parlare non pensano? Domanda troppo difficile da rispondere, almeno sembra, visto che sono decine di anni che non si risponde.