Da:
http://ngsearch.inwind.it/notizie/2001/FEB/21/ADN221200117265069.txt_n.html
Roma, 21 feb. (Adnkrnos Salute)
U
na 'cura d'urto' in sei giorni contro la dipendenza da cannabis. A mettere a punto l'antidoto, che combina un mix di farmaci e psicoterapia, e' l'equipe di Sergio De Risio, direttore dell'Istituto di psichiatria e psicologia dell'Universita' Cattolica di Roma, che l'ha sperimentato su 120 pazienti e presentera' i risultati dello studio al congresso Sopsi in corso a Roma. ''Si tratta di un trattamento a media rapidita' utile a combattere la dipendenza da cannabis, ma anche da altre sostanze -spiega De Risio all'Adnkronos Salute- per cui e' fondamentale la partecipazione attiva del paziente''.Un mix di farmaci (fra cui il tradozone), somministrato via flebo, che agisce su vari organi e apparati, per ''tenere a bada'' la crisi di astinenza. Dopo sei giorni di trattamento in day hospital segue un mese di cura mantenimento, associata alla psicoterapia. ''Negli oltre 120 casi trattati si e' visto -conclude De Risio- che, a distanza di piu' di un anno, circa il 50% dei pazienti non ha piu' problemi di dipendenza''.
Una replica ad un articolo di questo genere sarebbe stupido. Le persone che da tempo seguono i muovimenti antiproibizionisti, che ascoltano e leggono quanto affermato da loro ma anche da medici e collaboratori di SerT diversi, si faranno la loro risatina.
Siamo ad un punto che la parte proibizionista continua sì a vietare l'uso di questa sostanza (cannabis & derivati), ma difronte a tutti i test scientifici hanno dovuto ammettere anche loro l'impossibilitá di una dipedenza fisica o psicologica vera e propria dal consumo. Quindi, una cura contro una dipendenza, puó essere efficace solamente, se vi é una dipendenza da curare, che nel caso di "Marì" non é presente. O non era per quello che viene valutata come droga leggera? In piú il trattamento consiste in una cura non solo psicoterapeutica ma anche farmacologica, che verrebbe somministrata via flebo. Vuole quindi combattere una dipendenza non esistente da una pianta (se non usata esageratamente, e parlo di 15-20 canne al giorno) praticamente innocua, con dei farmaci che potrebbero a loro volta causare una dipedenza? O cosa sono se no tutti i farmaci antidepressivi e calmanti che usano tanti SerT?
Sono proprio queste le persone che ostacolano i procedimenti su campo politico e scientifico (ed in questo caso si tratta pure dell'Universitá Cattolica della cittá del Vaticano). Fino a quando ci saranno ancora soggetti che mettono in giro delle voci bugiarde, che non riescono a credere agli sbagli fatti da 30 anni, che non vogliono aprire gli occhi davanti alla realtá, un cammino verso la liberalizzazione e legalizzazione di questa piantina "magica" sará molto difficile da fare. Ma non impossibile...