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Autore: Valentina Furlanetto
Oggetto: "
Peggio Il Vino Che La Canna" - Dibattito acceso sulle droghe leggere

Droghe leggere, chi non sa non parli.

L'intervista al ragazzo urbinate che al Ducato(20/3/99) diceva di avere delle piante di cannabis sul balcone, ha suscitato la reazione di un suo coetaneo.

A.R., 25 anni, studente universitario lavoratore, stessa maglietta, stessi jeans, capelli "rasta" poco coltivati, si arrabbia quando si parla di Urbino come di un fenomeno diverso:

"La cannabis si coltiva e si fuma un po' dovunque. Anzi, il problema qui semmai è l'alcool. Nel vostro articolo si parlava dell'hascisc come di una droga socialmente pericolosa e nella pagina a fianco si elogiava il vino. Mentre, qui come altrove, è l'abuso di questa "droga legale" a provocare incidenti stradali e risse. Chi si fa una canna se ne sta tranquillo in casa. Hascisc e marijuana procurano rilassatezza e sonnolenza, amplificano le sensazioni, ma non danno quello stordinento, quell'assenza di inibizione e quel senso di esaltazione tipico dell'alcool".

Vero è che tutti i trattati scientifici sono concordi nel definire marijuana e hashish come calmanti, utilizzati addirittura negli Stati Uniti ad uso terapeutico nei casi di malati terminali di cancro. Spesso invece vengono comunemente paragonati ad altre droghe, per lo più chimiche, come anfetamine, ecstasy, cocaina che provocano stati di sovraeccitazione e ansia.

La scienza si divide invece quando è chiamata a pronunciarsi sui danni procurati dall'uso delle così dette "droghe leggere", accusate da alcuni di provocare dipendenza fisica e danni permanenti al cervello.

"Comunque - continua lo studente - se si demonizza chi usa queste sostanze si deve sapere che si sta parlando del 60% dei ragazzi. Sono tutti dei delinquenti? Piuttosto bisogna informare, soprattutto i più giovani, degli effetti e delle differenze fra le varie droghe, perchè evitino le droghe pesanti innanzi tutto, e quelle droghe leggere lavorate, come ad esempio la marijuana albanese, che contiene ammoniaca e procura buchi ai polmoni e mal di testa, oppure il così detto "cioccolato", hascisc lavorato con sostanze chimiche".

Ma è davvero così tollerato l'uso di cannabis? "Ad Urbino esiste una forma di repressione, al punto che chi possiede qualche grammo di fumo per uso personale può venire arrestato, come è successo a me alcuni anni fa. Per 4 grammi sono stato trattenuto per sedici ore durante le quali mi hanno trattato come un delinquente, ispezionandomi corporalmente per vedere se avevo altri tocchi di fumo. Dopo quest'esperienza ho passato mesi sotto ansiolitici".

In effetti, se l'arresto doveva servire da deterrente, qualcosa è andato storto perchè il ragazzo non ha smesso affatto di fare uso di queste sostanze, anzi. "Fumo da quasi dieci anni. Non lo faccio affatto per moda e non mi sento un drogato per questo. Mi piace la sensazione di tranquillità che il fumo mi dà e anche il gusto. Più o meno come un pezzo di cioccolata fondente".

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