Il progetto dell'Unione La Canna

di Alessia G. / 07.05.2001

 

Sembra che "L'Unione" tra i siti avente come tematica l'antiproibizionismo rivolto alle sostanze stupefacenti abbia avuto un buon inizio. Il progetto si chiama "La canna" (che trovate all'indirizzo: www.lacanna.it), che praticamente altro non é, che un ulteriore sito sulla cannabis indica; cosí almeno sembra all'inizio.

L'associazione La Canna é invece il frutto di un duro lavoro, tantissime discussioni, raggionamenti e strategie su come combattere il proibizionismo inultile sugli stupefacenti. All'inizio l'obbiettivo de La Canna era una collaborazione tra i diversi siti italiani informativi sulla canapa indiana per procedere unitamente al raggiungimento dello scopo, e cioé la cancellazione delle sostanze leggere dalla lista degli stupefacenti proibiti e l'aggiornamento delle leggi in vigore, per consentire ai consumatori di qualsiasi sostanza, di non essere piú sanzionati penalmente per un fatto moralmente non dannoso per terzi.

Sicuramente la tematica é molto piú complessa di quanto potrebbe sembrare alle persone con una morale liberale. L'obbiettivo da raggiungere non é di certo facilizzare l'accesso alla droga, come potrebbe essere malinterpretato da qualcuno, ma é la riduzione del danno apportato al consumatore tramite forze dell'ordine (che alla fin fine fanno soltanto il loro lavoro) e tramite masmedia, i quali troppo spesso non rispettano la privacy e questo comporta ad un danno sociale non amessibile.

Parlando delle sostanze denominate "leggere", una cancellazione dalla lista degli stupefacenti proibite sarebbe di certo la soluzione piú facile e veloce. Considerando la loro dannositá minore e comunque non supperiore a quella di alcool e tabacco, la loro proibizione é un fatto inaccettabile e privo di razionalitá. O vi sembra razionale condannare qualcuno, soltanto perché si beve un bicchiere di Whisky la sera dopo il lavoro? Stessa domanda é da porsi se si tratta di un consumatore di sostanze leggere. Chiaramente vi saranno diverse cose da rispettare, come per esempio l'etá, la quantitá venduta ecc., ma legalizzandola, lasciando spazio ad alcune attivitá (come sono giá presenti in Olanda, cioé i Cofee-Shop), il consumatore verrebbe ulterioramente tutelato, avendo sotto controllo la quantitá e qualitá venduta, impossibile da controllare agli stati esistenti.

Iloltre, la divisione tra le sostanze leggere dal mercato nero, ha dimostrato in Olanda di diminuire notevolmente il passaggio a droghe pesanti (ca. la metá dall'anno della legalizzazione, 1975). Dando questa possibilitá, secondo me, democraticissima, lo Stato peró chiede giustamente anche la collaborazione dei cittadini: non si possono consumare ne vendere droghe pesanti nei locali (o meglio da nessuna parte), le sostanze leggere devono essere vendute solamente all'interno del locale rispettando il limite di quantitá, il locale non deve pubblicizzare gli stupefacenti e non possono essere vendute ai minori di 18 anni. Come si vede la libertá di gestione della propria salute viene data, purché le regole vengano seguite, e sembra di andare benissimo. Chiaramente tutto questo viene accompagnato da un'educazione sulle droghe nelle scuole molto soffisticata, e sentendo delle affermazioni da persone viventi in Olanda, sembra che la gioventú abbia perso l'interesse verso gli stupefacenti. In effetti, maggior parte dei consumatori e frequentatori dei Cofee-Shop sono i "fedeli figli dei fiori" ed i turisti.

Quanto invece alle sostanze pesanti lo scopo non é la legalizzazione, ma la liberalizzazione. Significherebbe, che un consumatore di eroina, per esempio, non dev'essere piú punito dallo stato per il semplice fatto di fare uso di sostanze pesanti, atto ingiusto in una democrazia benfunzionante. Ogni umano ha il diritto di fare della sua vita ció che crede piú giusto per se stesso. Certo, avvisare sul danno procurato dagli stupefacenti pensati é un dovere morale, come quello di educare e dare delle informazioni concrete basate su fatti, o anche l'offrire d'aiuto, ma non di piú. Discriminare una persona perché si fa le canne, le pere, le righe, é un atto ingiusto, e quindi da eliminare.

Ma qui in Italia sembra non interessare a nessuno. Basta leggere i giornali quotidiani. Mai si leggerá delle informazioni utili per prevenire l'abuso di stupefacenti, ma soltanto di persone arrestate, di morti di overdose, di Comunitá terapeutiche che demonizzano ogni tipo di sostanza, che sia leggera o pesante. Ma puó questo essere il modo giusto per confrontare tutto ció?

Ed é proprio qui che subentra il progetto La canna. Alcuni dei siti piú grandi e piú aggiornati si sono uniti assieme a persone di politica e giornalistica, per combattere assieme la disinformazione sugli stupefacenti. Un progetto che forse ha iniziato un po tardi, che continua e s'ingrandisce piano piano, ma é un lavoro che comunque procede e da modo a tutte le etá di informarsi su una tematica che riguarda noi tutti. Alcuni dei siti associati sono il Marijuana-Club 2001, Mariuana.it, Il Canapaio e molti piú, ma l'aiuto é ben accettato da tutti.

Anche le possibili proposte per l'aggiornamento della legge 309/90 sono interessanti da seguire, come un'ipotetica apertura di diversi locali "ricreativi", sparsi in tutta Italia, che dovrebbe dare la possibilitá ai consumatori di ritrovarsi in questi posti per consumare sostanze leggere. Un'ipotesi che si rivolge praticamente al Vaticano, che da anche la possibilitá di dare locali anche alle altre religioni (Moschee per es.). Potrebbe essere un passo in avanti, una possibilitá di riconquistare in parte un diritto da sempre avuto, ma lascia aperta anche la problematica possibilitá di un ghettizzamento dei consumatori, invece di liberarli.

Ma forse tutte queste ipotesi, che comunque sarebbero un lieve miglioramente dell'attuale situazione italiana, rimarrano soltanto delle illusione, affinche L'Unione non si allarghi. Di sicuro sarebbe anche compito dei masmedia a dar possibilitá e spazio agli antiproibizionisti. Se parlano sempre della loro voglia di combattere la tossicodipendenza, che allora considerino anche le altre possibilitá, e cioé quelle della Riduzione del Danno, visto che il proibizionismo fino ad oggi ha soltanto procurato piú danni che miglioramenti, oltre a togliere ai cittadini un diritto da sempre avuto. Basta ricordare una cosa: non é la droga che é dannosa, ma é l'uso dell'uomo che la fa dannosa. Due bicchieri di vino al giorno fanno bene, un litro fa male. Due-tre canne al giorno non fanno male di certo, 10 ti rincoglioniscono. Beh, come continuerá, di sicuro ce lo dirá il nuovo Governo... incrociamo le dita...

A.G.

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