L'Italia schiavizzata dalla mafia albanese.

La stampa di regime e il governo tentano di mettere la sordina a un fenomeno sempre più grave

L'Italia schiavizzata dalla mafia albanese di Luigi Peruzzotti Senatore Lega Nord componente Commissione Parlamentare Antimafia.

Se le cose continueranno così, l’Italia sarà presto una colonia dell’Albania; una colonia sottoposta ad ogni genere di vessazione da parte della mafia albanese che, in collaborazione con la mafia nostrana, sta giorno dopo giorno occupando, regione dopo regione, il suolo del “Belpaese”. E mentre i nostri governanti fingono di fare la voce grossa e volutamente sottovalutano il problema, la delinquenza criminale albanese conquista il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, la Liguria, l’Emilia, le Marche, il Lazio, l’Umbria, l’Abruzzo e via via tutte le regioni. Quando avevamo lanciato in Commissione Antimafia il primo grido di allarme, ci avevano tacciato di essere visionari, quando avevamo informato che in Albania erano in corso i primi esperimenti di coltivazione di papavero da oppio, avevano scrollato le spalle. Ormai è troppo tardi. È troppo tardi per il Paese civile ed è troppo tardi anche per la nostra criminalità, che in un primo tempo aveva demandato agli albanesi le attività criminali meno redditizie (gestione della prostituzione) e adesso si rende conto che gli albanesi non si accontentano più di questa attività, ma vogliono partecipare anche loro alla spartizione dei grandi profitti del traffico di droga, del traffico di armi e del traffico di materiale umano. E le autorità italiane che cosa fanno? Il ministro delle Finanze, impegnato a redimere grandi evasori (Pavarotti), sembra si sia dimenticato che prima di fare il ministro è stato per quattro anni presidente della Commissione Antimafia. Il ministro dell’Interno, circondato da una pletora di consulenti ed “esperti”, finge di non vedere, e il presidente del Consiglio, forte del suo viaggio in Albania, vuol farci credere che è tutto sotto controllo, e le ultime esternazioni di Lumia novello presidente Antimafia lasciano il tempo che trovano. Possibile che non sappia che in Albania l’80% dei magistrati sono corrotti ed il restante 20% è inetto? Gran parte degli appartenenti alle Forze di Polizia albanesi arrotonda lo stipendio imponendo il pizzo a tutto ciò che è in grado di poterlo pagare. E in quelle terre almeno 6.000 ragazzi sotto i 18 anni sono ricercati per fatti di sangue. E nemmeno il dossier recentemente reso noto dalla Dia (Direzione investigativa antimafia) è riuscito a svegliare le coscienze dei nostri governanti, un dossier che mette in luce nella sua più viva crudità l’efferatezza delle bande albanesi, facendone i nomi, specificandone le caratteristiche con delle cifre che sono inquietanti. Nomi pittoreschi: Koka, Duka, Joka, Lulit, Salinsukth, Murati, Sollaku, Gerdhuqi, Shen, Nebiu, Veseli, Ymeri, Ahmeti, Renato, Abbasi, Brokaj, Isufi, Kulla. Tutte con un denominatore comune: il traffico di clandestini e in più ognuna con la sua specialità, droga, armi, furti d’auto, ricatti, estorsioni, omicidi. Di più: voci accreditate di alcuni funzionari delle nostre istituzioni riferiscono che la criminalità albanese è in possesso dei dati catastali di 8.500.000 pratiche grazie a quella operazione fatta tra la Sogei, e una società pugliese incaricata dallo Stato con la collaborazione dell’Università di Tirana, che avrebbe dovuto mettere ordine nei nostri dati catastali. Lasciamo immaginare al lettore che cosa può succedere con questi dati in mano a personaggi senza scrupoli. E mentre il Paese se ne va in vacanza, il Parlamento chiude per un mese e mezzo, e con la complicità dell’informazione di regime si parla di tutto fuorché dei reali problemi, la mafia albanese la fa da padrona e diventa sempre più spregiudicata anche nel nostro Paese. Solo la Lega con i suoi uomini ha avuto il coraggio di denunciare in tempi non sospetti questo pericolo e continua tuttora la sua battaglia nel Parlamento per cercare di fare emergere in tutta la sua gravità e pericolosità questo problema, prima che sia troppo tardi. Le parole non bastano più, servono i fatti e subito. Se le elezioni politiche si faranno alla scadenza naturale, molto probabilmente non ci sarà più tempo per porre rimedio e saremo destinati a diventare schiavi della mafia albanese.

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