Nascerà il partito dei marocchini.
A Genova un folto gruppo di nordafricani fonda un comitato con il fine di scendere in campo.
Il loro leader afferma: «Il nostro primo obiettivo? Contrastare i leghisti» di Paola Setti Primo passo dare vita a un comitato, secondo passo fondare un partito. Fatto di marocchini, per i marocchini. Una promessa, quella della comunità marocchina di Genova, che sa di avvertimento a quelle istituzioni «che non sono in grado di curare i nostri interessi». Testuale: «Siamo stufi di delegare la nostra rappresentanza e le nostre rivendicazioni a chi non è figlio della nostra cultura e della nostra civiltà. È arrivato il momento di fare da soli». Parola di MHamed Lekroune, uno dei leader della seconda comunità extracomunitaria per numero di presenze, ormai qualcosa come settemila persone. Primo obiettivo? Ovvio, contrastare la Lega Nord: «Per prima cosa stiamo lavorando per creare un comitato da porre in contrapposizione al partito di Umberto Bossi e a chi la pensa come lui. Poi, quando saremo pronti, fonderemo un partito». E quando saranno pronti? Presto. Prestissimo. «A Genova complessivamente dovremmo essere circa 200 aderenti. Ma si tratta di un numero destinato a crescere. In Europa ci sono già deputati marocchini e accadrà anche qui, soprattutto se gli italiani continueranno a non saperci rappresentare». La scelta del 2001 non è casuale. Sono passati infatti dieci anni per chi è arrivato in Italia dopo la legge Martelli, e dieci anni sono la condizione richiesta per richiedere la cittadinanza italiana. «Molti di noi stanno già preparando le pratiche per richiedere la cittadinanza spiega MHamed Lekroune Adesso vogliamo far sentire la nostra voce. Sia chiaro, i primi a essere contrari ai clandestini siamo noi, ma siamo convinti che migliaia di marocchini con regolare permesso di soggiorno debbano iniziare a poter godere dei diritti. Contribuiamo anche noi a far crescere questo Paese». Difficile contraddirlo, soprattutto di fronte agli appelli che, a turno, Governo e industriali lanciano rispetto alla carenza di manodopera italiana e alla necessità di avvalersi di quella straniera, extracomunitaria in particolare. Il risultato, la comunità marocchina è decisa a scendere in campo. A partire da Genova. «È arrivato il momento di fare da soli ribadisce MHamed Lekroune Siamo stanchi di essere rappresentati da altri. Nel sindacato, nelle associazioni, nei posti chiave della città ci sono italiani che dovrebbero curare i nostri interessi. Invece non ci sanno rappresentare». Se non dalle prossime elezioni, già da quelle successive sulle schede elettorali potrebbe esserci un nuovo logo, quello del partito marocchino. Tutto sta a organizzarsi. La difficoltà maggiore infatti deriva dalla scarsa unità fino a qui dimostrata dalla comunità extracomunitaria. «Purtroppo fino ad ora siamo stati troppo divisi spiega il leader questa è stata una delle principali cause dei nostri problemi. Anche per questo vogliamo creare prima un movimento e poi un partito intorno al quale si stringa tutta la comunità». Prima anima e caratteristica del comitato marocchino la contrapposizione alla Lega di Bossi.