| aritmie cardiache |
| Sono alterazioni del ritmo regolare del cuore. Se veloci sono dette tachicardia o tachiaritmia. Se lente bradicardia o bradiaritmia. Normalmente lo stimolo elettrico parte dal nodo del seno (centrale elettrica che si trova negli atri), e viene smistata ai ventricoli dal nodo atrio-ventricolare (centrale elettrica "secondaria"). L'impulso elettrico arriva ai ventricoli e genera la contrazione che pompa il sangue alle arterie e quindi a tutti gli organi. Talvolta "centrali elettriche" anomale (che non sono il nodo del seno) determinano battiti anomali detti extrasistoli. Talvolta l'impulso elettrico rallenta e si parla dei blocchi. |
| sintomi |
| Spesso non vengono avvertite. Talvolta si avvertono come senso di vuoto o di tonfo al petto, sensazione di arresto del cuore oppure irregolarit� del battito. Quando il ritmo cardiaco � molto elevato, ma soprattutto irregolare, si ha una sensazione di schiacciamento al petto, mancanza del respiro, sudorazione eccessiva, stanchezza (spesso spossatezza), vertigini. Si pu� anche perdere la lucidit� o svenire. Quando il ritmo cardiaco � molto lento si avverte affaticamento, facile stancabilit� anche per sforzi lievi, vertigini ed anche svenimento. |
| preoccuparsene od occuparsene? |
| Quasi sempre una aritmia non sta a significare che esiste una malattia del cuore, ma anzi, che esiste una condizione di stress psico-fisico. Possono comparire a causa della febbre, di uno sforzo fisico eccessivo, a causa di malattie che colpiscono altri organi (esempio: la tiroide, l'esofago, lo stomaco, la colecisti, ed altri). E' consigliabile prestare attenzione alle aritmie che compaiono frequentemente e che danno disturbo. Soprattutto se inziano e finiscono bruscamente e nelle persone anziane od in quelle che a causa delle aritmie perdono la coscienza. |
| Non sempre � il cardiologo il medico che si deve occupare della cura delle aritmie. spesso compaiono a causa di ansie o leggere fobie (ad esempio l'attacco di panico). In questi casi sarebbe opportuno rivolgersi ad un esperto del settore (sempre meglio verificare con una visita cardiologica la loro natura psicologica). Io preferisco non consigliare, almeno inizialmente, terapie con neuro o psico-farmaci, ma indirizzare la persona ad un consulto con uno psicologo. |
| sommario |