| L'ASCOLTO ATTIVO � un artigianato scientifico serve nella relazione d'aiuto, d'appoggio e di supporto per stabilire un incontro autoesplorativo, che favorisce la crescita, l'autosostegno, l'autostima ed una maggiore autonomia. � un mezzo tecnico per l'operatore nel creare un colloquio di comprensione e chiarificazione, focalizzando l'autopercezione e l'autodeterminazione per favorire un agire efficace. inoltre serve a dimostrare interesse e ad aiutare l'interlocutore a parlare, per meglio comprendere: i suoi bisogni, le sue esigenze e necessit�. favorisce la creazione di un rapporto successivo, premessa per una futura alleanza terapeutica. L'ascolto attivo � un buon colloquio d'aiuto non direttivo, centrato sulla persona e denominato COUNSELING. Questo tipo d'intervento genera un sentimento di solidariet� affettiva ed aiuta l'interlocutore ad utilizzare le proprie risorse in azioni pi� proficue, essendosi capito meglio. Ascoltare in profondit� significa essere dalla parte di chi parla e sapere di non sapere, in quanto ogni sapere anticipato mutila l'ascolto. Il vero ascolto � sempre nuovo, non � MAI definito in anticipo, in quanto rinuncia ad un sapere a priori, ma anche ad un potere preteso. Ascoltare significa lasciare dire le parole e lasciare che i vocaboli si compongano, ascoltare il silenzio della presenza, ma anche dell'assenza. dare ascolto alle illusioni ed alle cose pericolose, al desiderio, alla richiesta: l'ascolto puro non impone niente e non esclude niente, ma permette a colui che � ascoltato di ascoltarsi. L'ascolto � ospitale, discreto, ma potente, in quanto, se possiede l'amore dell'ascolto, � uno strumento trasformativo. ascoltare significa permettere a colui che parla di ascoltare le sue varie voci interne e le vibrazioni sonore intercalate dal respiro. E' la competenza comunicativa che viene trasmessa dall'ascolto, incontrando parole che uniscono e parole che dividono. Sar� ancora l'ascolto a decodificare la modulazione affettiva (vicinanza o distanza), il timbro, la scansione e l'inflessione. � l'ascolto, di nuovo, che recepisce l'allegria, la tristezza, il tremore, la sicurezza, la serenit�, l'angoscia, la paura e la rabbia. L'ascolto incontra, a volte, una massa di parole, una logorrea, un tono stridulo. Voce, gesti, parole, che non dicono nulla: il com-prendere � impossibile, ma questo delirio lo si pu� intendere e dargli un senso. L'ascolto di un corpo che lamenta la malattia con un sintomo, una sofferenza, un malanno. L'ascolto � muto quando le parole circolano invano alla deriva, un chiacchierare che fa solo rumore, un balbettare impersonale, incoerente. Queste parole vorrebbero tacitare la parola che vuole ascoltare. Queste parole hanno un senso, vogliono e cercano di riempire un vuoto, uno smarrimento, un abisso che l'ascolto attento potrebbe svelare. L'ascolto � possibile per chi viene all'ascolto, ma spesso accade che colui che crede di ascoltare rifiuti ci� che raggiungerebbe il suo orecchio, se ascoltasse veramente. Ascoltare in profondo significa tacitare la falsa parola che divaga per offrire lo spazio alla parola che si cerca per trovarsi. |