E' qui di seguito riportata la traduzione di un articolo "Une brève histoire de l'univers" della rivista scientifica "Corriere CERN" del mesedi Marzo 2000.
UNA BREVE STORIA DELL'UNIVERSO
NEL 1998-9 Peter Kalmus del Queen Mary and Westifield College di Londra ha tenuto alcune conferenze su "le particelle e l'universo" davanti a un totale di 10000 allievi delle scuole superiori in 43 luoghi diversi del Regno Unito. I lettori del "Corriere CERN" sono a conoscenza degli aspetti della sua conferenza relativi alla fisica delle particelle. Troveremo qui di seguito una versione adatta della prima parte, che tratta dell'universo.
Il 3 febbraio
1987, un'esplosione un miliardo di miliardi di volte più potente di
una bomba a idrogeno è stata percepita dalla terra. Era la Supernova
1987A, la prima esplosione di una stella visibile a occhio nudo dopo quella
di Keplero nel 1604. Questa stella, distante 170000 anni luce dalla grande
nube di Magellano, aveva esaurito il suo combustibile nucleare, si era affondata
gravitazionalmente a causa del suo peso e aveva emesso in qualche secondo
cento volte l'energia prodotta dal nostro Sole nel corso della sua vita intera.
Nonostante ciò, ancora prima che un astronomo canadese avesse visto per la prima volta la sua luce su una montagna del Chili, dei messaggeri fantomatici chiamati neutrini erano già registrati da due immensi rilevatori di particolari sotterranei negli Stati Uniti e in Giappone. Questi rilevatori, comprendenti qualche migliaia di tonnellate d'acqua molto pura, equipaggiati di numerosi fotomoltiplicatori e della loro elettronica , erano stati costruiti con uno scopo completamente diverso. Essi dovevano verificare se il protone è stabile o se, al contrario, subisce una lentissima disintegrazione radioattiva . Non è stata osservata alcuna disintegrazione di protoni ma l'avvistamento di neutrini di Supernova ha fornito dei dati tanto sulle particelle quanto sull'affondamento satellitare e ha fornito un'illustrazione spettacolare degli scambi tra l'astronomia e la fisica delle particelle.
Certo è che la più grande esplosione fu il big-bang, la creazione dell'universo, avvenuta dodici miliardi di anni fa. L'universo primordiale era incredibile: una zuppa di particelle elementari di una densità fenomenale dove le collisioni si producevano con l'utilizzo di una quantità impressionante di energia: un brillante spettacolo di fuochi d'artificio.
La fisica
delle particelle attuale ci permette, in un certo senso, di ricreare in parte
le condizioni che regnavano allora nell'universo. I lettori che hanno passato
molte ore ad apprendere la storia saranno felici di vedere la storia
dell'universo presentata su un solo grafico piuttosto semplice. La temperatura,
in Kevin, lì appare in funzione del tempo, rappresentato sull'asse
delle x. Le scale sono entrambe logaritmiche. Sull'asse delle y a sinistra
appare l'energia media per particella che è proporzionale alla
temperatura. L'asse delle x dall'alto indica la densità d'energia
-massa dell'universo in unità equivalenti alla densità
dell'acqua.
Gli anelli di accumulazione LEP del CERN et Tevaron del Laboratorio Fermi offrono delle quantità di energia di circa 100 GeV per componente elementare (quark) e delle quantità d'energia di questo ordine erano di 10 alla quindicesima K, all'incirca 10 alla - undici dopo il big-bang. Le particelle costituenti, compresi i neutrini, erano in perfetto equilibrio gli uni con gli altri. L'universo, allora come adesso, conteneva una quantità molto maggiore di fotoni che di quark e le energie per quark erano nettamente maggiori delle masse a riposo, di modo che l'universo poteva, a giusto titolo, essere qualificato come "dominato dalle radiazioni". Dilatandosi, l'universo ha stirato la lunghezza d'onda delle radiazione, riducendo l'energia dei fotoni. La concentrazione degli oggetti elementari si è molto ridotta. Dunque l'universo si è raffreddato. In tanto che noi continuiamo a seguire questa storia termica, un certo numero di eventi importanti si è prodotto ed ha portato al nostro modello attuale
L'annullamento
Dopo qualche 10 s l'energia media è diminuita a qualche GeV e i quark si possono combinare in androni, poi un po' più tardi in protoni stabili e neutroni (relativamente stabili). Verso 1 s, benché la densità sia ancora più di centinaia di migliaia di volte di quella dell'acqua, le collisioni dei neutroni diventano rare, di modo che non sono più in equilibrio termico con le altre particelle e che effettivamente si disaccoppiano per sempre dal resto della materia e della radiazione. Alcuni secondi più tardi quando l'energia scende sotto di MeV, non è più possibile creare degli elettroni e dei positroni, di modo che si annullino lasciando la quantità sufficiente elettroni per equilibrare il carico dei protoni.
Una parte dei protoni e dei neutroni si combinano in deutroni in particolare Alpha prima che la densità e la frequenza delle collisioni divenga troppo bassa. Poi nelle ore seguenti i neutroni liberi (non legati) restanti si disintegrano. Le abbondanze di deuterio e di elio che possiamo misurare oggi costituiscono una sonda sensibile di condizioni regnanti a quell'epoca e quindi del modello del big-bang. Delle tracce di isotopi di litio si sono potute formare, ma l'assenza di un nucleo stabile di massa 5 e 8 ha impedito la creazione di nuclei più pesanti. La nucleosintesi si produce verso 3mn.
Dopo 300000 anni, la temperatura si abbassa verso 10 k, l'energia media è vicina di 1eV, è meno rispetto al potenziale di ionizzazione degli atomi .
Alcuni atomi neutri di idrogeno e di elio si formano. La propagazione dei fotoni non é più fermata dalle loro interazione frequenti con la materia (si accoppano a particolari carichi) e l'universo fino a quel momento opaco diventa trasparente. I fotoni si staccano quindi dalla materia. La densità d'energia che prima si trovava maggiormente sotto forma di radiazioni sarà ormai sotto forma di materia (e compresa la materia nera quindi la natura non è stata ancora individuata). Eppure le temperature - energie che appaiono sul diagramma, anche nell'era della dominazione della materia, rappresentano quelle delle radiazioni. Dal fatto dell'espansione dell'universo questa radiazione si è attualmente raffreddata a 2,7K , è il fondo termico universale.
La materia stellare
La gravitazione, agendo sulle fluttuazioni della densità che si ha recentemente scoperto sotto forma di minuscola anisotropia di radiazione termica universale, ha formato degli insiemi di materia che diverranno più tardi delle galassie e delle stelle. Così gli oggetti astronomici apparirebbero finalmente nell'angolo destro in basso del diagramma. Le prime stelle non avevano che dell'idrogeno e dell'elio. I processi di fusione e di altre reazioni nucleari al cuore hanno creato gli altri elementi.
Le stelle, le più massicce vivevano molto meno e alcune sono esplose nella Supernova, inquinando così il cosmo locale dei loro nuovi elementi chimici e contribuendo al miscuglio degli elementi che sono serviti a formare le stelle posteriori, compreso il nostro Sole e i suoi pianeti. Ogni nucleo di carbone, o più pesante, della terra e del nostro corpo è stato creato al centro di una qualunque stella in esplosione. Noi siamo tutti fatti di materia stellare!
Perfino recentemente le misure cosmologiche si accordavano con il modello di espansione dopo il Big-Bang frenati dagli effetti gravitazionali. Secondo il valore della densità media di massa-energia dell'universo, questa potrà mantenere una dilatazione eterna o ad una contrazione finale: "Big Crunch". La maggior parte delle misure cosmologiche era poco precisa. Da qualche anno le misure corrispondevano per l'universo ad un'età un po' inferiore rispetto a quella di certe stelle, ma poiché c'era un'incertezza sulle osservazioni, un margine di un fattore inferiore a 2 non era una gran preoccupazione.
Eppure le osservazioni si migliorarono nettamente. L'ultimo anno i risultati di due collaborazioni mostrano che è possibile che l'espansione si accelleri: le Supernova molto lontane sono meno luminose del previsto, questo significherà che esse potranno essere più lontane che il presupposto del loro scorrimento verso il rosso. Delle verifiche accurate di queste analisi delle Supernova sono in corso e altre Supernova lontane sono alla portata dei telescopi attuali.
Possiamo spiegare le osservazioni riferimento alla costante cosmologica di Einstein - una specie di repulsione cosmica o di pressione del vuoto negativo che Einstein ha più tardi considerato come "il suo più grande errore". Delle varianti, come la "quintessenza", una quinta forza che varia con il tempo, sono ugualmente studiate. Alla costante cosmologica corrisponde una densità di energia che effettuava le strutture primordiali dell'universo e quindi le disomogeneità angolari, l'anisotropia, dell'irradiazione termica universale - il rilievo dell'universo.
Le fluttuazioni di questa irradiazione termica universale sono state misurate con una grande precisione su dei più piccoli settori angolari, e la loro analisi concorda nettamente meglio con le altre osservazioni, in particolare sulle Supernova, se si aggiunge una repulsione cosmica. La densità dell'energia associata alla costante cosmologica sembra superiore a quella della materia. Grazie al programma Boomerang in palle, dei nuovi risultati su queste anisotropie saranno ben presto disponibili e saranno seguiti in qualche anno da questi delle missioni MAP della NASA e Planck dell'ESA. L'era delle cosmologie di precisione va ben presto a cominciare e per simbiosi con la fisica delle particelle fornirà dei risultati scientifici ancora più appassionanti nel corso del secolo che all'inizio.
Liceo Scientifico Statale A.Sabin, Bologna
Marco Fabbri
Classe VB
Esame
di stato 2000