interviste ed articoli

 

 

geri halliwell sul corriere della sera - 1 luglio 2005

Geldof ha detto: "O tutte o nulla". Vi siete parlate?

Noi quattro volevamo. Lei no. Non so perché. Ho il cuore a pezzi per non poter far parte di questo evento.

Riaffiora la ruggine tra lei e Mel B?

Cerco solo di ricordare le cose positive del passato. Non é dignitoso parlare d'altro. Sono grata a tutte quattro le altre per quell'esperienza, ma non si sa mai come la gente reagisce e si comporta.

Nel nuovo cd lei dedica il brano "Feel The Fear" a "5 ragazze in una Fiat Uno". Sono le Spice Girls?

Quali altre cinque ragazze conoscete? (ride). Agli esordi, quando cercavamo di diventare famose e vivevamo tutte in una casettina, le portavo in studio con quella mia vecchia macchina.

Cosa ricorda di quegli anni?

Divertimento, liti: tutto è stato incredibile.

Questa occasione mancata mette la parola fine alla storia delle Spice Girls?

"Live 8" sarebbe stata la chiusura perfetta. Non avendolo fatto per l'Africa non sarebbe appropriato tornare assieme in un altro momento.

Nel nuovo disco c'é un brano intitolato "Superstar". Si sente così?

Mi sento super e basta, non nel senso di un divo che sta sul palco, ma di una persona con una luce interna che brilla. La canzone comunque prende in giro la voglia di essere famosi. Sembra che il successo sia diventato ormai come una cosa che si ottiene in due minuti, come una tinta per capelli.

Cosa l'ha influenzata musicalmente?

Quando ho iniziato ho pensato: faccio un bell’album disco, che rimanga incollato alla formula vincente di “It’s raining man”. Pensavo a come la gente mi avrebbe voluta, ma ho capito che non era naturale. Dopo due anni a Los Angeles sono tornata a Londra e sono cambiata più in 6 mesi che in tutta la vita. Così, nella musica, ho iniziato ad ascoltare jazz, Cesaria Evora, musica brasiliana e poco pop.

Il disco riflette la crescita?

Non nel senso di invecchiamento, ma dell’essermi trasformata in una donna.

Lei sostiene un’associazione per la prevenzione del cancro al seno. Che ha colpito Kylie Minogue. L’ha sentita?

No. Però le direi che può essere un esempio per il mondo. Siamo tutte vulnerabili e dobbiamo prendere cura di noi stesse.

 

melanie c su katamusica - 8 giugno 2005

Tra le cinque Spice Girls, Melanie Chisholm (l'ex Mel C, la Sporty Spice) è sempre stata considerata la cantante più "vera" del gruppo vocale femminile. Giudizio rafforzato da una carriera da solista iniziata poco dopo la fine della storia delle paladine del Girl Power. Oggi Melanie C ha 30 anni, tre album all'attivo e soprattutto una grande quantità di singoli venduti (11 hanno raggiunto il numero uno della classifica inglese) e tre milioni di dischi piazzati nel mondo. Eppure l'ottimo fatturato non l'ha messa al riparo dalla rottura del contratto con Virgin.

Così, il nuovo album Beautiful Intention Mel C se l'è dovuto produrre da sè. Lei ne ha approfittato per spostarsi ancor di più verso un pop rock aggressivo e di discreta fattura, lontano dallo stile della band che l'ha lanciata. Una buona mediazione tra le sue passioni musicali e il mercato. La incontriamo nelle prime ore di una fresca mattina di primavera, sulla terrazza di un albergo milanese. Mel si presenta senza trucco, in canottiera, chewing gum tra i denti. E' un po' appesantita, ma grinta ed energia non l'hanno abbandonata.

Mel C, come si considera oggi, più artista pop o rock?

Penso di aver fatto scelte folli nella mia carriera. Ho iniziato come artista pop con le Spice Girls per poi diventare una songwriter influenzata dal rock. In realtà, penso che le mie siano canzoni pop con un'interpretazione rock. Il pop vestito da rock, o se si vuole rock ispirato dal pop.

La sua musica è sempre più lontana dalle Spice. Com'è arrivata a questo punto e come si sente?

Penso che nel corso del tempo la mia musica sia cambiata. Al tempo delle Spice lo stile era differente, divertente, ma sicuramente più semplice rispetto a ciò che faccio oggi. Da solista la mia musica è più aggressiva, c'è molta chitarra ed è cresciuta soprattutto grazie all'energia dei concerti. Mi sento bene, sono contenta di quello che faccio e non rimpiango niente del mio passato. Anzi, sono grata alle Spice, è grazie a loro che adesso sono qui.

Era contenta anche allora?

Sì, lo ero, anche se la mia idea di musica e il ruolo che avevo erano diversi. Mi sentivo parte delle Spice Girls, il che non significa condividerne in pieno il progetto.

C'è una relazione tra la sua crescita artistica e quella umana?

Sì, certo, i due aspetti vanno mano nella mano.

Il suo percorso da solista è molto diverso da quello intrapreso dalle altre ex Spice. Ne è orgogliosa?

Sì, lo sono. Tra di noi però non c'è inimicizia ne competizione. Ogni volta che ci vediamo ne parliamo tranquillamente e siamo contente del nostro lavoro. D'altronde abbiamo fatto anche scelte di vita differenti.

Quali sono le sue influenze musicali?

Sono parecchie e differenti. Sono cresciuta ascoltando i Beatles e le pubblicazioni della Motown. Quando ho iniziato ad ascoltare la mia musica erano gli anni Ottanta, per cui c'erano tutti gli artisti pop di allora: Wham, Michael Jackson, nel decennio successivo mi sono interessata a Oasis e Blur. Adesso ascolto molto nu-metal, gente come Linkin Park, System Of A Down, ma anche Foo Fighters, Queens Of The Stone Age...

Chi è la Next Best Superstar?

E' un brano che parla dei rischi della popolarità che ti regala la televisione. In Inghilterra (tutto il mondo è paese, ndi) molti farebbero qualsiasi cosa per andare in tv nella speranza di ottenere fama, di diventare delle superstar. Vuole apparire anche chi è senza talento. Queste sono le false "next superstar"...

Cosa vuol comunicare con le sue canzoni?

Non ho messaggi particolari da mandare. Mi piace di più pensare che la gente si identifichi nelle emozioni, nella forza delle mie canzoni, della mia musica. Soprattutto, vorrei che apprezzasse la mia onestà nello scrivere le canzoni. Le considero molto personali.

Scrive anche la musica?

Io non suono nessuno strumento. Per la musica mi affido ai miei musicisti, io creo le linee melodiche delle canzoni.

Perché ha chiuso con la Virgin?

Nell'autunno del 2003 ho presentato il mio nuovo lavoro alla Virgin. Loro avevano un'opzione sul mio disco, ma non avevano apprezzato i miei cambiamenti già nel secondo album. Nemmeno Beautiful Intention piaceva loro granché, così hanno deciso di non far valere l'opzione e io ho realizzato il mio disco da sola. In collaborazione con il mio manager abbiamo fondato un'etichetta e diamo in licenza la distribuzione del disco in ogni nazione.

Si è parlato di una reunion delle Spice Girls in occasione del Live 8 organizzato da Bob Geldolf. Secondo alcune voci, sareste state escluse perché "sgradite" ad altri artisti...

Non è assolutamente vero! Stiamo lavorando perché questa idea ci eccita moltissimo, sarebbe emozionante e, che io sappia, nessuno è contrario alla nostra reunion. Noi speriamo tanto che accada.

Potrebbe essere un "vero" ritorno?

No, mi piace l'idea di tornare al suonare per il Live 8, ma non penso che si possa continuare insieme, ora le nostre vite sono molto diverse.

Neanche per un disco?
Assolutamente no!

[intervista di luca tramusti]

 
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