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Monna Lisa |
| Sabbia del deserto | |
| Paolina | |
| Fango | |
| Pigro | |
| Al festival slowfolk di BMilano | |
| Gabriele DAnnunzio | |
| Scappo di casa |
PIGRO
Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (gi� RCA Italiana) anno 1978
LP: ZPLN 34028 - Cassetta: ZPSN 34028 - STEREO 8: ZPKN 34028 - CD: 74321460172
I testi appaiono per gentile concessione di: BMG Ricordi S.p.A.
Siamo a Milano, � il 1978. Ivan si trova alle spalle alcuni album che, pur contenendo lavori d'apprezzabile rilievo, non gli hanno dato ancora un successo pieno ed appagante. E' qualche anno ormai che fa chitarra - bar nei locali della Brianza e collabora al Mulino con musicisti pi� affermati di lui, tra cui Venditti, Battisti e la PFM. Questo lavoro lo fa per campare e, anche se la seconda met� degli anni settanta l'ha sempre considerata un periodaccio, l'ha vissuta degnamente. Dopo aver prodotto "I lupi", un album duro, spietato, di rabbia, nel 1978 esce "Pigro". Il lavoro risente di quell'insoddisfazione che Ivan si porta ancora dentro e che, col tempo, lo abbandoner�. L'album si compone di svariati pezzi Rock, pi� o meno duro, e di ballate popolari tra le quali spicca, per la sua natura quasi psichedelica, "Al festival slow - folk di Bi-Milano", che racconta appunto di quali e quante avventure ha visto il Mulino, dove Graziani faceva la ruota di scorta (per dirla come lui) ad altri artisti, un'atmosfera surreale conosciuta da molti ma esplicabile da pochi, lui lo ha fatto in maniera quasi arlecchinesca. Un'altra ballata Rock � "Sabbia del deserto", in cui esprime il suo grande attaccamento alla vita di provincia ed alle tradizioni che la guarniscono. Tra i pezzi Rock troviamo "Fango", "Pigro", "Monna Lisa" e le pi� melodiche "Gabriele D'Annunzio", "Paolina" e "Scappo di casa".
"Fango" continua quel filone di storiacce in cui l'aspetto barbaro dell'essere umano la fa da padrone e coinvolge spesso ragazzi in furti, omicidi, e delitti tra i pi� riprovevoli. La scelta dei giovani non � casuale: Ivan pone spesso l'accento sulla vulnerabilit� e la forza dei ragazzi, quella fascia d'et� cui � sempre stato legato. Il brano che intitola l'album continua, per certi versi, il discorso cominciato da Ivan nel 1973 con "La citt� che io vorrei" sull'oziosit� e la pigrizia mentale di chi � sempre pronto a sapere tutto ed in ogni caso l'ultimo a mettere in pratica le proprie idee. "Monna Lisa" � un Rock folle con delle parole folli, dove un ladro vuole rubare il capolavoro di Leonardo perch� sente che gli appartiene, perch� la scuola glielo ha reso talmente bello che quasi lo ama... Ma si pu� amare una cosa che non si ha? La musica poi, incalzante come poche volte, rende il brano pi� vivo e stimolante.
Con "Paolina" Graziani continua la sua strada nel raccontare cose atroci, una ragazza che non vuole o non sa uscire dalla sua solitudine. "Scappo di casa" e poi "Gabriele D'Annunzio" concludono l'album. Nella prima Ivan vede l'indifferenza di una madre al gran gesto del figlio. Del ragazzo, figlio pi� di una sottocultura di stampo feudale che della madre stessa, sappiamo che "non ha imparato a leccare bene la mano di chi gli d� da mangiare" e questa ribellione si concretizza appunto in una fuga che, neppure dopo venti giorni, commuove l'animo indifferente del genitore. Cosa dire di Gabriele D'Annunzio? La storia gi� riporta, al fianco delle sue opere, la sua perversione. Graziani, con evidenti riferimenti allo scrittore, riferisce la canzone ad un altro Gabriele D'Annunzio, uno da lui realmente conosciuto, un contadino, un ubriacone, un reietto che (a Milano, appunto) andava nei parchi con l'impermeabile, nudo sotto, a far paura alle bambine. Ironia della sorte � per uno che si chiama Gabriele D'Annunzio, che � stato il re dei sof�, dei letti delle donne pi� belle, essere uno straccio d'uomo, un disgraziato, ma forse, a modo suo, anche lui un poeta. E la copertina? Il maialino con gli occhialini rossi nasce dalla fantasia di Convertino: ma � poi tutta fantasia?
Andrea Zamponi
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
S�, vorrei rubarla, vorrei rubare
quello che mi apparteneva
s�, vorrei rubarla e nasconderla
in una cassa di patate, di patate.
Il custode parigino che spiava le bambine dellasilo
ora ha la bocca piena di biglietti del museo, del museo.
Lass� una civetta urla ed io ancora
non ho iniziato il mio lavoro, ora.
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa...
La scuola � una gran cosa
e soprattutto se ti insegnano ad amare
i capolavori del passato, per� � un peccato
che tu non li puoi vedere, n� toccare.
E la cultura mi sorride fra le ombre
e le tende di velluto ed io sto torturando
la tela col rasoio e con le unghie, con le unghie.
Il custode si lamenta, probabilmente vuole
unaltra botta in testa, ora.
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa...
Di sotto stanno urlando, certamente mi dicono di uscire
il francese non lo afferro, per questo
me ne sto ancora un poco qui a pensare a pensare.
Il custode si lamenta, probabilmente vuole
unaltra botta in testa, ora.
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa, Monna Lisa, Lisa
Monna Lisa.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
E piove ormai gi� da quattro giorni
la sabbia del deserto viene su dal mare
la pasticcera ha rimesso su le calze
le pieghe del lenzuolo le ha stampate sulla pelle
� passato ormai il tempo dei ramarri
nascosti dentro ai fossi con le facce da idioti
e linquietudine cresce dentro come un cancro
e ce n� di che se io mi lascio andare.
Eh, eh, eh, eh, hei, piove sabbia del deserto
eh, eh, eh, eh, hei, proprio qui in provincia.
Dietro la porta della mia stanza a pagamento
io sento muoversi la padrona della pensione
nellocchio destro ha la forma della serratura
sono schiavo del suo gioco perch� non le parlo chiaro.
Amore mio, ho aspettato quattro ore
seduto su un muretto bagnato fino allosso
e la cartella coi disegni a carboncino
lho buttata gi� di sotto, tanto non sar� mai un artista.
Eh, eh, eh, eh, hei, piove sabbia del deserto
eh, eh, eh, eh, hei, proprio qui in provincia.
Domani vengono a prendermi i parenti
per le feste comandate torno sempre a casa
mi sentir� dire che non ho mangiato
che sono dimagrito, che sono bianco come un cero.
Amore mio, i tuoi giochini sul divano
me li conto ad uno ad uno nel sedile posteriore
per� pi� in l� io non posso andare
perch� ho gi� bisogno dei tuoi occhi sulla mia pelle.
E la provincia come unisola di matti
perduta nella pioggia si allontana alle mie spalle
e linquietudine mi cresce dentro come un cancro
s� ce n� di che se io mi lascio andare.
Eh, eh, eh, eh, hei, piove sabbia del deserto
eh, eh, eh, eh, hei, proprio qui in provincia.
Eh, eh, eh, eh, hei, piove sabbia del deserto
eh, eh, eh, eh, hei, proprio qui in provincia.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
Paolina, Paolina, Paolina, Paolina
Paolina spiritosa, Paolina fiore di rosa.
A casa la sera, dopo il lavoro
due uova dentro al piatto
la televisione che fa chiasso
Paolina, Paolina, Paolina, Paolina
Paolina amara come il sale, su per le vecchie scale
su per le vecchie scale.
Il marted� sera, lezione di guida
con listruttore biondo che gioca sempre con tutte
poi al cinema sola, in ultima fila
paura e amore per il buio, le solite indecisioni
le solite indecisioni.
Gloria, gloria alle tue gambe
alla tua schiena e alle tue guance
voglia, voglia, anche tu ne hai voglia
Paolina stiamo insieme hai trentanni ormai.
Paolina...
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
Lui � immobile, coi nervi tesi
come un ragno che sputa il filo dal proprio addome.
Ha ventunanni � gi� assassino
vibra piano un filo dacciaio su quel balcone.
La casa � buia e ha due finestre
una guarda la strada, laltra il vicolo dei rifiuti
non � terra da coltivare.
Fango, met� della vita fango
un fiore cresciuto male
bisogna strapparlo via.
Scappa, lavventura � finita, scappa
magari potessi farlo, ho voglia di riposare
A porte chiuse gli avevano detto
"E' un giochetto bisogna solo spaventarlo un po'
e le informazioni e quelle s� che contano
tu gliele fai sputare e poi me le vieni a riferire
a me che ti ho tolto dalla strada"
Fango, met� della vita fango
un fiore cresciuto male
bisogna strapparlo via
falso, era tutto falso mi viene da vomitare
io ho ucciso un uomo.
E' solo un colpo ed � finita
poi un salto di dieci metri sullasfalto
e come in sogno, lentamente
si avvicina luomo col cappello a quadrettini
la ruota gira con le seggioline appese
gi� alla festa del paese la piet� ha preso il volo
prego, prego circolare...
Fango met� della vita fango
un fiore cresciuto male
bisogna strapparlo via
fango sulle ginocchia fango, dentro le ossa fango
perfino dentro al cervello...
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
Tu sai citare i classici a memoria
Ma non distingui il ramo da una foglia
Il ramo da una foglia.
Pigro!
"Una mente fertile" dici " � alla base"
Ma la tua scienza ha creato lignoranza
Ha creato lignoranza.
Pigro!
E poi le parolacce che ti lasci scappare
che servono a condire il tuo discorso dautore
come bava di lumaca stanno li a dimostrare
che � vero, � vero non si pu� migliorare
col tuo schifo deducazione
col tuo schifo di educazione. Pigro!
La capra per il latte, la donna per le voglie
ma non ti accorgi della noia che ha tua moglie?
Della noia che ha tua moglie.
Tu castighi i figli in maniera esemplare
Poi dici "Siamo liberi, nessuno deve giudicare.
Nessuno deve giudicare"
Pigro!
E poi le parolacce che ti lasci scappare
che servono a condire il tuo discorso dautore
come bava di lumaca stanno li a dimostrare
che � vero, � vero non si pu� migliorare
col tuo schifo deducazione
col tuo schifo di educazione.
Pigro!
AL FESTIVAL SLOW-FOLK DI BI-MILANO
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
Al festival Slow-Folk di Bi-Milano
il complesso rock nostalgico di "trapple" meccanico
marcava lentamente le note di "Love me tender".
Ed Uncinoide latr�: "C� una fabbrichetta
amore, nascosta in mezzo ai fiori"
Ma qualcuno disse: "Io sono un vero nostalgico".
Zampa Di Velluto gel� gli spettatori
con il suo pezzo forte "Lieta Sosta"
poi seguirono in fila "Ferma Scarpa" e "Blocca Stalla".
Ma nessuno cap� niente e la musica ruggiva sempre pi� forte.
E le chitarre garrirono al vento
con lo stemma delle rispettive citt�:
Bi-Milano, Sotto-Roma, Nuova-Napoli.
Faccia Di Bronzo una Barbara leale
prima che il civile serpente venisse a torcersi accanto a lei
esegu� al fotopiano "Sono figlia di una spora vagante"
e poi che lei stessa era tutta la sua famiglia
il trio Fanamber contest� lesibizione
ma il servizio di vigilanza vigilava...
Ah io sono la tua ruota (scorta)
accarezza pure le mie porosit� gommose
e serrami i dadi e lucidami il cerchione
Oh io sar� la tua ruota (scorta)
io sar� la tua ruota di scorta
la tua ruota di scorta, la tua ruota di scorta...
E questo cantava Occhio Di Velluto,
il prete Israeliano dallalto del suo hangar
mentre luomo di pezza gli tremava fra le mani "Pregate fratelli"
� la nuova canzone prima in classifica da circa quarantanni.
Tutti aspettavano Heavy Pig il re del Punk Romantico
ma al suo posto si present� il Sergente Osso Stanco
che esegu� una porcheria alla chitarra a smalto
e la chitarra era tutta stonata.
E il catrame copr� tutte le cose...
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
Gabriele ha il naso a tubo di stufa
e le calze le cambia a Natale.
Lavarsi non serve e il maschio ne perde, � la sua teoria.
Lui lustra le scarpe la domenica solo per la santa funzione
e spia le mogli degli altri allacquasantiera.
Gabriele � uno schiavo dei porno - libretti
e a casa rinnova un suo rito
lui stende sul letto le donnine di carta
poi le chiama per nome:
"Amore, tesoro, dolcezza mia bella, Sandrona la sexy! "
Poi si butta per terra, piangendo la sua disperazione.
Dopo otto ore di zappa
la voglia di amare gli scoppia nel cuore
no, non � bello in campagna
e a parte le bestie � meglio il cappotto
e di corsa al Parco Sempione.
Gabriele ha sposato la vedova Ricci
una donna di novantadue chili
lei lo picchia ogni sera con il nerbo di bue
e gli mette il tacco sul collo
poi lo chiama tesoro, dolcezza mia bella, Gabriele DAnnunzio.
Poi si butta per terra piangendo la sua disperazione.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Ed. Universale
Per gent. conc. BMG Ricordi
Venti giorni di fuga e neanche un appello per radio
evidentemente mia madre non � neanche una buona padrona
perfino per i cani smarriti si fanno appelli per radio
ma io no, non ho imparato a leccare bene la mano di chi mi d� da mangiare.
E la mia cara mamma mi ha voluto grasso ed eunuco
"Non andare con le donne" diceva "hanno il demonio nel ventre
io sar� la tua unica donna come il serpente che si morde la coda
lignoranza nel sesso � la base per vivere felici"
Il dottore vicino di casa ammassava quattrini
nel suo cappotto di cammello non cera posto per la mia adolescenza
"Il ragazzo deperisce" diceva "saranno gli esami di Stato"
ma la mia mente volava ogni giorno sulle gambe della segretaria di scuola.
Venti giorni di fuga e neanche un appello per radio
e in questo bar sotto casa io mi bevo il mio cappuccino
liscio, liscio e il peccato marcisce nella mia cartella di foca
tra le calze le mutande le scarpe e il dentifricio.
Quella rossa che continua a fissarmi abbracciata al suo uomo
sar� cos� che il diavolo le cova nel ventre
quasi, quasi le domando se � vero, non ci sarebbe niente di male
"tra persone civili" come diceva la mamma "ci si intende sempre".
E allora perch� quel suo grosso individuo mi chiama balordo?
Vuole spaccarmi la faccia se non mi tolgo fuori dai piedi
e intanto il padrone del bar vuole che paghi il mio cappuccino
mi coprir� con le braccia la testa come facevo da bambino....