Fragili Fiori
Lanutella di tua sorella
Buona fortuna
Bum! Bum! Bum!
Fuoco sulla collina
Dada
Poppe poppe poppe
Lugano addio
Min� Min�
Il topo (Signore delle fogne)
Agnese
Maledette malelingue
Pigro
Il chitarrista
Firenze (Canzone triste)
Eri bella

FRAGILI FIORI... (Livan)

CGD East-West anno 1995

CD: 0630-11000-2

I testi appaiono per gentile concessione di:

CGD East West - BMG Ricordi S.p.A.

L'album del '95 si compone essenzialmente di due parti: una di brani nuovi, editi Liking e Officine Pan Idler ed una di successi, pi� o meno vecchi, inseriti qui in versione live. Anche il titolo dell'album si compone di due parti: "Fragili fiori" (che � uno dei cinque brani inediti) e "Livan" (che � una composizione grafica, quella di copertina, di Filippo tra LIVE ed IVAN).

I brani live percorrono la storia di Ivan dal '77al '84 per poi saltare al 1994 con i brani dell'ultimo LP, forse inseriti anche per una questione pubblicitaria. I pezzi classici di Graziani, da "Fuoco sulla collina " a "Pigro" a "Lugano addio", sono interrotti da "Maledette malelingue", "il topo (signore delle fogne)" e "Poppe, poppe, poppe". Nella versione live di quest'ultimo brano, Ivan ci d� dei chiarimenti su ci� che intendeva dire con questo pezzo nel 1994. "Al mondo ci sono troppe poppe... e poche palle!" si affianca a ci� che gli Articolo 31 hanno indicato con la frase "...per vendere saponette bisogna mostrare una serie di culi e di tette...", ovvero "le scollature... dove si appuntano gli sguardi dei golosi..." ci tormentano senza tregua per mascherare quel prodotto che altrimenti non ci farebbe gola.

Tra i cinque brani inediti annotiamo "Fragili fiori ", "Buona fortuna (io scendo qui)" e "Bum, bum, bum", che evidenziano ancora la debolezza e la fragilit� dell'essere umano. "Eri bella" segue quel filone di nostalgia e ricordi, anche per la citazione del Campo della fiera, di una lei dolce, sensibile, paradisiaca, quasi inventata. "Lanutella di tua sorella", in cui � intervenuto vocalmente l'amico Renato Zero, (gi� presente nell'album "Malelingue") conclude la serie dei cinque brani.

Andrea Zamponi

 


 

FRAGILI FIORI

(Parole e musica di Ivan Graziani)

Per gent.conc. CGD East-West

 

Dove vai, quando dove andare non sai

quando il mondo ti volta le spalle

e per campare ci vogliono quelle?

Vedi la mia mano, la mia mano � sudata, lo so

maledetta timidezza che ho

e il rossore sul volto non passa.

Ma che c'�, nei tuoi occhi stasera che c’�?

C’� che leggo una grande tristezza

cos� uguale alla mia timidezza.

Ma � tutto normale amore, noi

fragili fiori se vuoi noi siamo fatti, lo sai

di carta leggera e stiamo attenti

a non strapparci nel vento della sera.

Noi, fragili fiori se vuoi ci chiediamo come mai

non c’� pi� posto, per noi che ci soffriamo

e che proviamo e riproviamo, noi.

S�, ma dove vai quando dove andare non sai

quando il mondo ti volta le spalle

e le speranze non sono pi� quelle?

Ma chi c’�, dentro il buio qui accanto a me

ci sei tu che mi parli pi� piano

e come sempre mi tendi una mano.

E andiamo lontano amore, noi

fragili fiori se vuoi noi siamo fatti, lo sai

di carta leggera e stiamo attenti

a non strapparci nel vento della sera.

Noi, fragili fiori se vuoi ci chiediamo come mai

non c’� pi� posto, per noi che ci soffriamo

e che proviamo e riproviamo, noi...

 

LANUTELLA DI TUA SORELLA

(Parole e musica di Ivan Graziani)

Per gent.conc. CGD East-West

 

Un massaggino tu mi devi fare

un massaggino se tu mi vuoi bene

un massaggino tu mi devi fare

s�, per� con la nutella.

Su tutto il corpo me la puoi spalmare

e un ricciolino sopra ci puoi fare

ti dico adesso che mi fa impazzire

il suo profumo, il suo sapore.

Anche mia madre compra la nutella

poi la nasconde sotto a una scodella

lei non lo sa ma il fatto si fa serio

perch� nascosta aumenta il desiderio.

Mangia, mangia la nutella

che non cambia mai, � sempre quella.

E invece di drogarti, che vai al creatore

fatti di nutella ogni due ore

e noi ci faremo di nutella insieme a te

di nu – nu – tella, di nu – nu – tella con te.

Le nutelline le puoi congelare

e crema calda sopra puoi versare

sul comodino tu la puoi tenere

vedrai la vita ti sorrider�.

Se sei stressato, mangia la nutella

sei rilassato, mangia sempre quella

dopo l’amore, andato come � andato

la nutella ti consoler�.

E’ buona, mi sballa, mi tiene a galla

sembro un’anguilla, voglio nutella

solo nutella, ma quella di tua sorella.

E cambia, cambia tutto

ma la nutella mai

per questo la nutella mangerai

e noi la mangeremo

tutti insieme a te

la nu – nu – tella, di nu – nu – tella con te, noi.

Nutella, per chi si ribella

per chi non si controlla

si pu� morire di quella

nutella, ma quella di tua sorella

seguire le avvertenze

e le modalit� d’uso.

E invece di drogarti, che vai al creatore

fatti di nutella ogni due ore

e noi ci faremo di nutella insieme a te

di nu – nu – tella, di nu – nu – tella con te.

La canzone sta per finire

ma la voglia resta

la voglia di nutella, solo quella

solamente nutella, di tua sorella

la nutella di tua sorella, fermatemi…

 

BUONA FORTUNA (Io scendo qui)

(Parole e musica di Ivan Graziani)

Per gent.conc. CGD East-West

 

Lasciami qui, accosta che scendo

lasciami qui, qui � un posto stupendo

io so cos’�, ma s�, � profumo di bosco

lo riconosco.

Ma tu sei l� e mi stai guardando

ma che posso fare

tu resti l� e stai soffrendo

cara, non ti posso aiutare

sono un vigliacco, ma sono sicuro di me

l’uomo che cerchi non esiste, non c’�…

Buona fortuna, a te che resti

e non mi vuoi perdonare

buona fortuna, anima pura

tu che sai soltanto urlare

e non mi trattare mai pi� cos�.

Frena e accosta, ti prego

io scendo qui…

Solo due passi mi va di camminare

sotto c’� un fiume ed io lo voglio vedere.

Buona fortuna, cara, non mi devi odiare

buona fortuna alle tue parole

infinitamente amare.

Buona fortuna, anima pura.

Lasciami qui, accosta che scendo

lasciami qui, qui, si � spezzato l’incanto

ma prova se puoi, tu prova a capire, s�

prova se vuoi, ma intanto io, io scendo qui…

 

BUM! BUM! BUM!

(Parole e musica di Ivan Graziani)

Per gent.conc. CGD East-West

 

Ho qualcosa nella testa ho qualcosa nel cervello

� un rumore perforante sempre quello.

Bum! Bum! Bum!

Bum! Bum! Bum!

Non ho voglia di parlare non ho voglia di pensare

e non c’� niente che mi possa interessare

cos� sto chiuso in casa mia e di mangiare c’ho la scorta

tanto prima o poi qualcuno bussa alla mia porta.

Bum! Bum! Bum!

Bum! Bum! Bum!

E allora abracadabra, abracadabra

abracadabra non sono qui sim sala bin.

Num’� scassate ‘o cazzo num’� facite ‘o mazzo

i’ nun ne voglio cchi� sap� e m� simm� vv� bene

tu spezza st� catene se vuoi andare ti prego va

vattenne v�…

Bum! Bum! Bum!

Ma tu parli, parli, parli e di fermarti non c’� verso

in mezzo a sto casino io mi sento perso.

Ma tu affondi il tuo coltello fra l’incudine e il martello

ci sono io e il rumore � sempre quello.

Bum! Bum! Bum!

Bum! Bum! Bum!

E allora abracadabra, abracadabra

abracadabra io sparir� ambarab�cicicocc�…

Num’� scassate ‘o cazzo num’� facite ‘o mazzo

i’ nun ne voglio cchi� sap� e m� simm� vv� bene

tu spezza st� catene se vuoi andare ti prego va

vattenne v�… Bum! Bum! Bum!

 

FUOCO SULLA COLLINA

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi S.p.A.

 

Ieri ho sognato un giardino, nel sogno con me c’era un uomo

lui mi girava le spalle solo perch� non vedessi il suo viso.

Ti prego lasciami andare, ti prego chiunque tu sia

com’� che sei cos� cieco non vedi, c’� il fuoco sulla collina.

E il fuoco proietta le ombre, arrivano fino ai cancelli

l’eco rimanda i rumori non senti, lass� si sa combattendo.

Far� la strada del fiume in un’ora sar� su al passo

gli altri hanno gi� raggiunto la cima vedremo il fuoco sulla collina

E forse dopo canteremo a squarciagola canteremo

a sedici anni correre senza fiato � dolce.

Illuso, romantico e fesso - lui mi rispose -

i fuochi di cui stai parlando sono fari puntati sul campo

dei trattori che stanno trebbiando.

Ieri ho sognato un giardino, nel sogno con me c’era un uomo

lui mi girava le spalle solo perch� non vedessi il suo viso.

 

DADA

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Mi ricordo il suo viso, scuro come un temporale

viso tondo da cherubino in un giudizio universale

bionda come una svedese e fianchi teneri per giocare

un metro e sessanta di dolcezza ma nata anche per comandare.

Dada aveva un dono grande, quello di saper parlare

e a convincere la gente nessuno la batteva

e a trovar conforto in tutto quello che diceva

era assai pi� facile che bere un bicchier d’acqua.

Dada � buona, Dada � buona, Dada � buona assai

Dada ti butta gi�, ti tira su, ti cava fuori dai guai

Dada � buona, Dada � buona, Dada � buona assai.

E fu cos� che si innamor� di Ivette senza tette

fu un rapporto torbido fra cugine strette

"Oh Ivette, Ivette, Ivette, Ivette, Ivette senza tette

smetti di bucarti, hai solo quindici anni

ma non vedi che ti guardo, ma non senti che ti parlo

non ci andare, non lasciarti andare, io ti guarir�

non andare pi� da loro, la tua vita � importante

questa volta, te lo giuro, andr� io al posto tuo"

Dada � buona, Dada � buona, Dada � buona assai

Dada ti butta gi�, ti tira su, ti cava fuori dai guai

Dada � buona, Dada � buona, Dada � buona assai.

E and� cos� all'appuntamento, si presentarono due balordi

spalle larghe da facchini e naso a becco come corvi

la presero nel mezzo, la chiusero a chiave in una stanza

e poi gi� botte come se piovesse e droga in abbondanza.

E il tempo scivolava sulle braccia fredde, i buchi sulla pelle

pi� non la voleva pi� la desiderava

poi le dissero "Vattene, vai per la tua strada

ma non t’illudere, ritornerai, ormai tu sei come noi"

E invece no...

Dada � buona, Dada � buona, Dada � buona assai

Dada ti butta gi�, ti tira su, ti cava fuori dai guai

Dada � buona, Dada � buona, Dada � buona assai.

E se tu le vuoi incontrare, uguali come gocce d’acqua

Dada la grande e Ivette senza tette, le due cugine strette.

 

POPPE POPPE POPPE

(parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo

Per gent. conc. Carosello

 

Ma io non so com’� nata questa cosa qui

e quando mai � cominciata.

Sar� stata mia zia con quei seni anni cinquanta

a contagiarmi in questa mia mania.

Poppe, poppe, poppe

poppe, poppe, poppe.

Poi la mia prof. di Petralia di Sotto

che aveva due tette che sembravano quattro.

E cosa dire della Preside, laureata in Ostetricia

aveva due spade proprio dentro la camicia.

Scollature, panettoni

rigoglio sano di femminili ormoni

colline bianche e solchi misteriosi

dove si appuntano gli sguardi dei golosi

perch� al mondo, al mondo ci sono troppe

poppe, poppe, poppe

poppe, poppe, poppe.

E mi ricordo dal barbiere le donnine profumate

con quelle tette da illusioni disperate.

E dal meccanico della Pirelli il calendario

aveva in copertina un seno leggendario.

E non ho mai guardato pi� in gi� della cintura

perch� � di sopra che si esprime la natura.

E io voglio annegare nella gommapiuma

su due tette ricoperte di bagnoschiuma.

Scollature, panettoni

rigoglio sano di femminili ormoni

colline bianche e solchi misteriosi

dove si appuntano gli sguardi dei golosi

perch� al mondo, al mondo ci sono troppe

poppe, poppe, poppe

poppe, poppe, poppe.

That’s right.

 

LUGANO ADDIO

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. di BMG Ricordi

 

Po, po, po...

Le scarpe da tennis bianche e blu

seni pesanti e labbra rosse

e la giacca a vento.

Oh! Marta io ti ricordo cos�

il tuo sorriso e i tuoi capelli

fermi come il lago.

Lugano addio cantavi

mentre la mano mi tenevi

"Canta con me" tu mi dicevi ed io cantavo

di un posto che non avevo visto mai.

Tu, tu mi parlavi di frontiere

di finanzieri e contrabbando

mi scaldavo ai tuoi racconti

"E mio padre s�" tu mi dicevi

"quass� in montagna ha combattuto"

Poi del mio mi domandavi.

Ed io pensavo a casa

mio padre fermo sulla spiaggia

le reti al sole, i pescherecci in alto mare

conchiglie e stelle

le bestemmie e il suo dolore.

Oh, Marta io ti ricordo cos�

il tuo sorriso e tuoi capelli

fermi come il lago.

Po, po, po...

Lugano addio cantavi

mentre la mano mi tenevi

addio cantavi e non per falsa ingenuit�

tu ci credevi

e adesso anch’io che sono qua.

Oh, Marta mia addio, ti ricordo cos�

il tuo sorriso e tuoi capelli

fermi come il lago.

Po, po, po...

 

MINU’ MINU’

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale/Officine Pan Idler

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Min�, quando sei partita

la gonna al vento in cima alla salita

i tuoi occhi da zingara, le collane da zingara

dimmi dove sei, dove sei tu....

Uh! Min�, Min� dimmi dove sei tu.

Uh! Min�, Min� dimmi dove sei tu.

Bruna come un’indiana

legavi ai fianchi una sottana

i capelli bagnati per una nuotata

che avevi fatto al porto dove ti eri tuffata

a mezzanotte soltanto tu.

Al buio, fra i carrozzoni

di l� le luci, le prime sensazioni

ti ho baciato la bocca

era come nei film

amaro e dolce alla Jimmy Dean

nel cerchio magico

sembrava logico

che noi ci amassimo

e adesso tu...

Uh! Min�, Min� dimmi dove sei tu.

Uh! Min�, Min� dimmi dove sei tu.

Ricordo quando sei partita

la gonna al vento in cima alla salita

gli occhi neri da zingara

le collane da zingara

dimmi dove sei, dove sei tu...

Uh! Min�, Min� dimmi dove sei tu.

Uh! Min�, Min� dimmi dove sei tu.

 

IL TOPO (Signore delle Fogne)

(parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo

Per gent. conc. Carosello

 

Sono un topaccio dei bassifondi

mangio di tutto anche poliuretano

e fu cos� che andando a caccia

mi sono ritrovato in una casa signorile.

Ma chi l’avrebbe detto, chi sospettava

che stavo andando

proprio incontro al mio destino

mi hanno incastrato, intrappolato

poi mi han buttato

nella gabbia di un pitone vivo.

Lui si � mosso appena mi ha visto

ero proprio io la sua colazione

lui mi voleva ipnotizzare

poi l’ho sentito

che era pronto ad attaccare.

Signore delle Fogne, aiutami tu

perch� devo morire, dimmelo tu?

proprio quaggi�...

Coi gatti e con le scopeme la cavo, lo sai

ma un pitone e chi l’ha visto mai?

Io mai!

Lui si dondola un po’, arretro

poi salta dritto su me, mi sposto

picchia duro la testa sul vetro

resta stecchito l� contorto.

Con tutta calma l’ho divorato

non proprio tutto, non sono mica esagerato

e i suoi padroni, che bella festa

hanno trovato il pitone senza testa.

Il pitone senza testa, senza testa.

Signore delle Fogne, sei grande, lo sai

c’� una logica in tutto, anche se tu

tu non la vuoi.

C’� chi vuol fregare e rimane fregato

come quel pitone che ho divorato

digerito…

 

AGNESE

(Elaborazione di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Se la mia chitarra piange dolcemente

stasera non � sera di vedere gente

e i giochi nella strada che ho chiusi

dentro al petto, mi voglio ricordare.

lo penso ad un barcone rovesciato

al sole in un giorno in pieno agosto

le biciclette in riva al mare.

Agnese mi parlava nella sabbia infuocata

ed io non so perch� non l’ho dimenticata.

Lei mi raccontava di quello che la gente

diceva del suo corpo con malizia ed allegria

ed io che sto provando le cose che provavo ieri

non ho capito ancora se � gelosia

o se sono prigioniero di questo cielo nero

e di un ricordo che fa male

e se continuo a bere i miei liquori inquinati

� vero che quei giorni non li ho dimenticati.

� uscito un po’ di sole da questo cielo nero

l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero

Agnese, dolce Agnese color di cioccolata

adesso che ci penso non ti ho mai baciata.

 

MALEDETTE MALELINGUE

(parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo

Per gent. conc. Carosello

 

Lo sai cosa fa, lo sai con chi va e con chi si vede?

Il pomeriggio dopo palestra verso le sei

lei sale da lui, all’ultimo piano

lei va quell’uomo, un uomo maturo

si dice sposato, tanto pi� grande di lei.

Ma che cosa faranno, che cosa diranno per pi� di due ore?

Si toccheranno, si baceranno, ah! Se suo padre sapesse!

Qualcuno di noi, con un po’ di coraggio, glielo deve dire

e che diamine! Qua ci vuole sicuro un po’ pi� di moralit�

ma la gente non lo sa che...

Federica ha quindici anni, anche se una donna �

cos� la gente vede il male, anche dove non ce n’�

lei sta coi grandi e non frequenta quelli della sua et�

oh! Maledette malelingue, la gente la distrugger�...

La gente la distrugger�...

Si dice che s�... Si dice che no... eh

Mah!.. Vedrai, vedrai, vedrai, qualcosa ci sar�

Metti la paglia sul fuoco e un incendio poi scoppier�

Lui l’hanno cacciato, allontanato in un’altra citt�...

E si dice che a lei suo padre le ha date di santa ragione

Adesso sta chiusa in casa e per un bel pezzo non uscir�

vedi, un po’ di coraggio e certe puttane, vanno punite

e che diamine! Qua ci vuole sicuro un po’ di moralit�

ma la gente non lo sa che...

Federica ha quindici anni, anche se una donna �

cos� la gente vede il male, anche dove non ce n’�

lei sta coi grandi e non frequenta quelli della sua et�

oh! Maledette malelingue, la gente la distrugger�...

Federica ha quindici anni, anche se una donna �

oh! Maledette malelingue, la gente la distrugger�...

La gente la distrugger�...

 

PIGRO

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Tu sai citare i classici a memoria

Ma non distingui il ramo da una foglia

Il ramo da una foglia. Pigro!

"Una mente fertile" dici " � alla base"

Ma la tua scienza ha creato l’ignoranza

Ha creato l’ignoranza. Pigro!

E poi le parolacce che ti lasci scappare

che servono a condire il tuo discorso d’autore

come bava di lumaca stanno li a dimostrare

che � vero, � vero non si pu� migliorare

col tuo schifo d’educazione

col tuo schifo di educazione. Pigro!

La capra per il latte, la donna per le voglie

ma non ti accorgi della noia che ha tua moglie?

Della noia che ha tua moglie.

Tu castighi i figli in maniera esemplare

Poi dici "Siamo liberi, nessuno deve giudicare.

Nessuno deve giudicare" Pigro!

E poi le parolacce che ti lasci scappare

che servono a condire il tuo discorso d’autore

come bava di lumaca stanno li a dimostrare

che � vero, � vero non si pu� migliorare

col tuo schifo d’educazione

col tuo schifo di educazione. Pigro!

 

IL CHITARRISTA

(di Cheope - Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Signore � stata una svista

abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.

Signore se lanci uno strale

sbaglia mira per favore non farmi del male.

Te lo giuro in ginocchio qui in mezzo alla pista

te lo giuro sulla Fender, io non l’ho fatto apposta.

Perci�, Signore � stata una svista

abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.

Non so com’� ma � accaduto

lui � entrato nel bar con lei e si � seduto

io ero li affascinato, la sua carica sessuale

si spandeva nel locale ed io di desiderio stavo male

Cos� mi sono avvicinato

e a giocare a poker l’ho invitato

avevo un full e lui due coppie

cosa rilanci se non hai

pi� niente tranne lei? "Se perdo tu l’avrai"

Signore � stata una svista

abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.

Ti giuro Signore � stata una svista

abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.

E le sue corde hanno vibrato

in una notte io quel sogno l’ho bruciato

mentre dormiva son scappato

con le gambe intorpidite

le scarpe ancora slacciate

con le gambe intorpidite

le scarpe ancora slacciate

e con il mio mazzo di carte truccate.

 

FIRENZE (canzone triste)

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Firenze lo sai, non � servita a cambiarla

la cosa che ha amato di pi� � stata l’aria

lei ha disegnato, ha riempito cartelle di sogni

ma gli occhi di marmo del Colosso Toscano

guardano troppo lontano.

Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia

con il tuo italiano insicuro certe cose le sapevi dire.

Oh lo so, lo so, lo so, lo so bene, lo so

una donna da amare in due in comune fra te e me.

Ma di tempo ce n’� in questa citt�

fottuti di malinconia e di lei.

Per questo canto una canzone triste, triste, triste

triste, triste, triste, triste, triste, triste

triste come me.

E non c’� pi� nessuno che mi parli ancora un po’ di lei

ancora un po’ di lei.

E non c’� pi� nessuno che mi parli ancora un po’ di lei

ancora un po’ di lei.

Ricordo i suoi occhi, strano tipo di donna che era

quando gett� i suoi disegni con rabbia gi� da Ponte Vecchio

"Io sono nata da una conchiglia" diceva "La mia casa � il mare

e con un fiume no, non la posso cambiare"

Caro il mio Barbarossa, compagno di un’avventura

certo che se lei se n’� andata no, non � colpa mia.

Oh lo so, lo so, lo so, la tua vita non cambier�

ritornerai in Irlanda con la tua laurea in filosofia

ma io che far� in questa citt�? Fottuto di malinconia e di lei.

Per questo canto una canzone triste, triste, triste

triste, triste, triste, triste, triste, triste

triste come me.

E non c’� pi� nessuno che mi parli ancora un po’ di lei

ancora un po’ di lei.

E non c’� pi� nessuno che mi parli ancora un po’ di lei

ancora un po’ di lei.

 

 

ERI BELLA

(Parole e musica di Ivan Graziani)

Per gent.conc. CGD East-West

 

Era strana la tua casa, alta come un palazzone

si stagliava contro il cielo, dietro un grigio muraglione

e un albero gigante, che arrivava al primo piano

tutto rosa in primavera, come le dita di una mano.

E il nastro della strada, bianco e silenzioso

alla luce della luna, diventava luminoso

di fosforo e di miele si accendeva nella sera

per i nostri appuntamenti gi� al Campo della Fiera

e restavamo l� a parlare accanto ai tuoi cancelli

e a volte i fari delle auto ti illuminavano i capelli

Eri bella, eri bella

pi� bella, eri bella

eri bella, bella…

Ricordo poi tuo padre, poverino sempre curvo

sopra i conti dentro quel suo botteghino

sempre pronto ad approfittare degli sbagli di qualcuno

sempre pronto a non guardare in faccia mai nessuno

e se penso un po’ a te, cos� sensibile e leale

nata in mezzo a quella gente, io ci sto ancora male.

Eri bella, eri bella

pi� bella, eri bella

eri bella, bella…

Vedi non � stata n� una guerra n� una calamit�

a dividere noi due, ma una scuola di citt�

sai non c’� una spiegazione e forse mai ce ne sar�

quando il vento soffia forte, tutto passa e va.

Ma se penso un poco a te, cos� sensibile e leale

in mezzo a questo sporco mondo io ci sto ancora male.

Eri bella, eri bella

pi� bella, eri bella

eri bella, bella…

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