MALELINGUE
Carosello Records anno 1994
Cassetta: CKN 725167 CD: CDCLN 25167
I testi appaiono per gentile concessione di:
Carosello ed. mus. e disc. - C.E.M.E.D. S.r.l.
Officine Pan Idler - Pappagayo Edizioni musicali
Al festival di Sanremo del 1995, tra i vari Morandi, Drupi, Fiorello, c'era anche Graziani. Un giorno ho chiesto ad un ragazzo cosa ne pensava di Ivan Graziani, come musicista, e lui distrattamente, da grande ignorante qual �, mi ha risposto "Conosco qualcosa, se non sbaglio � quello di La mia banda suona il rock ? " Deluso ed amareggiato, non tanto per Ivan quanto per la musica italiana in genere, rimango un po' tra me e me. Un colossal come quel brano di Fossati non pu� essere attribuito ad altri. Indubbiamente la risposta che ho ottenuto da quel beota non � data dal fatto, pur vero, che Ivan mancava dalle scene musicali da tre anni, ma da una sua tendenza involontaria e naturale a fare gaffe. Sicuramente quando un cantante non calca le scene per tanto tempo, soprattutto se si tratta di uno che non � tra i preferiti delle masse, si tende a dimenticarlo. Per Ivan, nella fattispecie, � bastato veramente poco per farsi ricordare come l'autore di alcune tra le pi� belle canzoni italiane del passato. Il brano che ci ha presentato al Festival, "Maledette malelingue", ha ottenuto poi un meritatissimo settimo posto (che non � poco per uno come Graziani). La canzone � contenuta nell'album "Malelingue" (peraltro registrato interamente negli studi adiacenti la casa di Novafeltria), uscito poco dopo la fine del Festival di Sanremo.
Ancora una volta l'adolescenza � al centro del gioco di Graziani. Un genitore giudica e condanna una ragazzina, Federica in questo caso, perch� ingenuamente colpevole di aver alimentato, come paglia sul fuoco, le dicerie nei propri riguardi, dipingendosi come una poco di buono agli occhi della gente. L'album, nato dietro i preziosi consigli di Renato Zero, si concretizza poi in altri pezzi come "Avr� bisogno ancora di te", "Voglio un mondo minorenne", "Sempre dritto in mezzo al cuore sparer�" e "L'orsacchiotto Sughy Pooh", che con toni ed indirizzi differenti, ruotano comunque intorno al discorso adolescenza. C'� chi contrappone alle bruttezze del mondo reale la fuga in un'ipotetica stanza dei giochi; chi gli contrappone la voglia di rimanere bambina con le proprie dolcezze ed ingenuit�; chi, ancora, confronta la tenerezza e la forza di una ragazza alla debolezza della propria madre. Il Rock alla Ivangarage lo ritroviamo solo nel brano "Il topo (signore delle fogne)" in cui, come Ivan stesso spiega, si vuole ammonire chi fa precedere l'arroganza alla buona educazione.
Due canzoni, "La bella Gina" e "Le mani di Giulia", ci riportano poi all'album "Agnese dolce Agnese". Il primo brano riconduce al grande attaccamento che Ivan ha nei confronti della periferia; lo schiaffo simboleggia appunto la ribellione e la forza della provincia. L'altro brano ci porta alla solita lei (Giulia sostituisce Agnese) che ora non c'� pi�, se non in sfumature di vaghi ricordi.
D'accordo che, secondo Ivan, nel Rock il 90% � divertimento ed il 10% deve servire per mandare un messaggio, ma credo che nella canzone "Poppe, poppe, poppe" non ci sia nessun messaggio: il divertimento stavolta si � preso il 100% della torta. Se cos� non � il messaggio e molto ben nascosto...
Andrea Zamponi
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
Lo sai cosa fa, lo sai con chi va e con chi si vede?
Il pomeriggio dopo palestra verso le sei
lei sale da lui, allultimo piano
lei va quelluomo, un uomo maturo
si dice sposato, tanto pi� grande di lei.
Ma che cosa faranno, che cosa diranno per pi� di due ore?
Si toccheranno, si baceranno, ah! Se suo padre sapesse!
Qualcuno di noi, con un po di coraggio, glielo deve dire
e che diamine! Qua ci vuole sicuro un po pi� di moralit�
ma la gente non lo sa che...
Federica ha quindici anni, anche se una donna �
cos� la gente vede il male, anche dove non ce n�
lei sta coi grandi e non frequenta quelli della sua et�
oh! Maledette malelingue, la gente la distrugger�...
La gente la distrugger�...
Si dice che s�... Si dice che no... eh
Mah!.. Vedrai, vedrai, vedrai, qualcosa ci sar�
Metti la paglia sul fuoco e un incendio poi scoppier�
Lui lhanno cacciato, allontanato in unaltra citt�...
E si dice che a lei suo padre le ha date di santa ragione
Adesso sta chiusa in casa e per un bel pezzo non uscir�
vedi, un po di coraggio e certe puttane, vanno punite
e che diamine! Qua ci vuole sicuro un po di moralit�
ma la gente non lo sa che...
Federica ha quindici anni, anche se una donna �
cos� la gente vede il male, anche dove non ce n�
lei sta coi grandi e non frequenta quelli della sua et�
oh! Maledette malelingue, la gente la distrugger�...
Federica ha quindici anni, anche se una donna �
oh! Maledette malelingue, la gente la distrugger�...
La gente la distrugger�...
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
Ma io non so com� nata questa cosa qui
e quando mai � cominciata.
Sar� stata mia zia con quei seni anni cinquanta
a contagiarmi in questa mia mania.
Poppe, poppe, poppe
poppe, poppe, poppe.
Poi la mia prof. di Petralia di Sotto
che aveva due tette che sembravano quattro.
E cosa dire della Preside, laureata in Ostetricia
aveva due spade proprio dentro la camicia.
Scollature, panettoni
rigoglio sano di femminili ormoni
colline bianche e solchi misteriosi
dove si appuntano gli sguardi dei golosi
perch� al mondo, al mondo ci sono troppe
poppe, poppe, poppe
poppe, poppe, poppe.
E mi ricordo dal barbiere le donnine profumate
con quelle tette da illusioni disperate.
E dal meccanico della Pirelli il calendario
aveva in copertina un seno leggendario.
E non ho mai guardato pi� in gi� della cintura
perch� � di sopra che si esprime la natura.
E io voglio annegare nella gommapiuma
su due tette ricoperte di bagnoschiuma.
Scollature, panettoni
rigoglio sano di femminili ormoni
colline bianche e solchi misteriosi
dove si appuntano gli sguardi dei golosi
perch� al mondo, al mondo ci sono troppe
poppe, poppe, poppe
poppe, poppe, poppe.
Thats right.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
E non sar� tuo padre e non sar� tua madre
non sar� per loro che ti trasformerai.
E neanche tuo fratello
che tu ami tanto, neanche quello
Tu sei come sei e non cambierai
sei una tenera bambina che sa
che prima o poi arriver�
il finale travolgente, lattimo fuggente.
E si apre una fessura
fra listinto e la natura
tu sei l�, ed io
Avr� bisogno ancora di te
per quelle cose che non so spiegare
ti studier�, ti star� a guardare
mi sorprenderai.
Avr� bisogno ancora di te
se alle mie angosce non so dare voce
ti canter� le stesse canzoni, amore
ascoltale perch� avr� bisogno di te.
Ti canter� le stesse canzoni, amore
tu le ascolterai.
Ma � cos� strana tua madre, cos� lontano tuo padre
ti aspetti le parole che non diranno mai.
Ma se un amico cercherai, lo sai
che prima o poi mi troverai.
Tu mi dai una speranza io forse lesperienza
ma anche in questa parte tu rimani la pi� forte
amore mio perch� avr� bisogno di te.
Avr� bisogno ancora di te
per quelle cose che non so spiegare
ti studier�, ti star� a guardare
mi sorprenderai.
Avr� bisogno ancora di te
se alle mie angosce non so dare voce
ti canter� le stesse canzoni, amore
ascoltale perch� avr� bisogno di te
avr� bisogno ancora di te.
Ti canter� le stesse canzoni, amore
ascoltale perch� avr� bisogno di te.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
Sono un topaccio dei bassifondi
mangio di tutto anche poliuretano
e fu cos� che andando a caccia
mi sono ritrovato in una casa signorile.
Ma chi lavrebbe detto, chi sospettava
che stavo andando
proprio incontro al mio destino
mi hanno incastrato, intrappolato
poi mi han buttato
nella gabbia di un pitone vivo.
Lui si � mosso appena mi ha visto
ero proprio io la sua colazione
lui mi voleva ipnotizzare
poi lho sentito
che era pronto ad attaccare.
Signore delle Fogne, aiutami tu
perch� devo morire, dimmelo tu?
proprio quaggi�...
Coi gatti e con le scopeme la cavo, lo sai
ma un pitone e chi lha visto mai?
Io mai!
Lui si dondola un po, arretro
poi salta dritto su me, mi sposto
picchia duro la testa sul vetro
resta stecchito l� contorto.
Con tutta calma lho divorato
non proprio tutto, non sono mica esagerato
e i suoi padroni, che bella festa
hanno trovato il pitone senza testa.
Il pitone senza testa, senza testa.
Signore delle Fogne, sei grande, lo sai
c� una logica in tutto, anche se tu
tu non la vuoi.
C� chi vuol fregare e rimane fregato
come quel pitone che ho divorato
digerito
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
A quel dio minorenne, per quella dea minorenne
voglio che il tempo fermi la sua corsa
e i loro volti non invecchino mai
voglio che lanima rimanga sulla tela
come quella di Dorian Gray.
Voglio un mondo minorenne.
Entra, sei il benvenuto nella mia stanza dei giochi
� una piccola, piccola stanza ma mi protegge dai mostri.
Ma come sempre arrivano i nostri a massacrare gli indiani
ma io ho sempre il mio arco e le frecce, se no ci sono le mani.
Ehi, ehi tu non farmi uscire, no, non ci provare
io non ci riuscirei, fuori c� il mondo
con le sue paure, le lascio volentieri a te.
Voglio un mondo minorenne.
La vita � come la scala di un pollaio
una scaletta a pioli � corta, sporca
e quando cadi gi� si cade sempre da soli.
Ma a te che sei fuori non ti voglio spaventare
ti metteresti a sparare
io nella mia stanza mi posso esercitare
io mi posso sfogare
Ehi, ehi prova un po a picchiare su una batteria
dal ritmo fatti trascinare via
scaccia la violenza via dai tuoi pensieri
e tornerai pulito come ieri.
Dentro un mondo minorenne.
A chi c�, a chi mi vuol sentire
una proposta far�: voglio un mondo
un mondo minorenne.
SEMPRE DRITTO IN MEZZO AL CUORE SPARERO
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
Lei passeggi�, sulla strada accanto a me
per un po senza dire neanche una parola
ed era strano, strano quel suo modo di camminare
di evitare, come se inciampasse fra le alghe secche
e le conchiglie in riva al mare.
Poi mi parl�, allimprovviso in mezzo
al sole che franava da un palazzo
illuminandole i capelli.
Mi disse piano, piano "Tu non sei certo
come quelli, tu sei gentile, sei diverso
ma se mi deluderai, io non mi arrender�
e sempre dritto in mezzo al cuore sparer�"
Poi mi disse ancora mentre il vento gonfiava la sua gonna
"Sai, sono stata anche insieme ad una donna
ma tu mi puoi capire, lo so � questione di tenerezza, insicurezza
o che ne so, comunque non la scorder�...
Mio padre � andato, si son divise le nostre strade
e lui � via, lontano da me e da mia madre
ma lei ci pensa a quel bastardo ed io la sento singhiozzare
quando � sera, quando � sola quando � troppo sola
ma io no, io non mi arrender�
e sempre dritto in mezzo al cuore sparer�"
E non c� posto per quelle come me, prostitute della vita
ma � la gente, sai, che me lo costringe a fare
sparare sempre dritto al cuore
sempre al cuore...
E ciao e via, via sorridendo se n� andata ed io son qui
al bar, con una birra disperata qui davanti al cielo di settembre
con le sue nuvole di perla cos� strane, agitate, confuse
proprio come lei, proprio come lei, come quella l�
che non si arrender� e sempre dritto in mezzo al cuore
dritto in mezzo al cuore sparer�.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
La bella Gina viene a fare un provino
per la Statale Sabina scende gi� in citt�
odora di buono, di mammole e miele
ma a Roma chiss� se durer�
"Signor regista, io non mi son mai spogliata
e neanche mia madre mi ha mai vista nuda"
"Ma figliola cara, tu non vuoi capire
che per imparare a recitare ti devi prima spogliare"
E cominciamo dalle scarpe, il maglione e i pantaloni
la camicia e il reggiseno cos� ad occhio tu puoi farne a meno
E fatti guardare, io ti devo studiare e voglio capire che tipo sei
e quanti soldi posso guadagnare con te. Con te
La bella Gina se mette a piagne, ma due mani son poche
a coprir le vergogne e mentre lei piange, lui si avvicina
lui si avvicina cortese, ma con delle pretese.
"E adesso vieni sul divano, adesso dammi la tua mano
vieni qui che io ti voglio cio�, da vicino ti vedo meglio.
Ma vuoi fare del cine? Vuoi fare del cine?
Se vuoi fare lattrice, vuoi fare del cine
leva anche quelle mutandine.
E parte lo schiaffo, come fosse una bomba
il regista vola via, contro una serranda.
Cos� gira la ruota, la ruota della vita
c� un s� o un no, non c� mai un chiss�
la bella Gina non torner�.
La bella Gina non torner�.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
Le mani di Giulia, cos� sicure
le mani di Giulia, proprio dentro
al mio giaccone.
Pioveva forte l� e mi piaceva, lo sai
anche se la pioggia in vita mia
no, io non lho amata mai.
Mi disse: "Ho freddo, me le fai scaldare?"
Ho provato qualcosa che non so spiegare
le sue mani, chiare, come due pietre preziose
che nel ricordo fanno male come le spine delle rose.
Le mani di Giulia lontane, lontane
come un treno in ritardo, fermo l� nella stazione,
ma se ci penso adesso, se guardo bene laggi�
dietro al finestrino ci sono io, ci sei anche tu.
Le mani di Giulia.
Suono un poco la chitarra, ma non � facile
ore ed ore, chiss� se a suonarla io riuscir�
Arpeggiava una canzone proprio dentro al mio giaccone
fu malizia o innocenza, chiss� per quanto viva, non lo scoprir�
e a cosa penso adesso io lo so e penser�
alle mani di Giulia
Ma se ci penso adesso, se guardo bene laggi�...
Le mani di Giulia.
(parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
C.E.M.E.D. S.r.l. Ed. mus. Pappagayo
Per gent. conc. Carosello
Stanotte lei � scappata lasciando solo un biglietto
sul vetro del gabinetto fra la crema sprecata.
"Ho solo tredici anni ma ho sofferto
come una di centanni e pi�
ho solo tredici anni ma mi aspetto
qualche cosa di pi�" Thats right.
E uscita in punta di piedi senza svegliare i genitori
mettendosi soltanto in tasca quella foto a colori.
La foto sotto lalbero di Natale, si faceva a chi scherzava di pi�
lei � l� sorridente col suo orsacchiotto Sughy Pooh.
Sughy Pooh, Sughy Pooh
Sughy Pooh, Sughy Pooh
La notte avvolge le cose, sembra proprio pesare su tutto
le sembra pieno di pietre anche in suo zainetto.
Lei lo stringe forte, forte mentre cammina nel buio
mentre pensa impaurita "Se avessi mio padre vicino!"
Suo padre le vuol bene s�, ma di sua madre non se ne pu� pi�
lei adesso � l� da sola col suo orsacchiotto Sughy Pooh.
Sughy Pooh, Sughy Pooh
Sughy Pooh, Sughy Pooh
Dalla finestra sul tetto lei spaventata sta rientrando
e va a strappare il biglietto che � ancora l� dentro il suo bagno.
Poi si infila piano, piano nel letto, nel letto senza far rumore
e giura "Fuggir� unaltra volta ma soltanto per amore"
Poi si infila piano, piano nel letto e giura "Non lo faccio pi�!"
E stanca, poi si addormenta col suo orsacchiotto Sughy Pooh.
Sughy Pooh, Sughy Pooh
Sughy Pooh, Sughy Pooh