![]() |
Signora bionda dei ciliegi |
| Il chitarrista | |
| Palla di gomma | |
| 140 kmh | |
| Navi | |
| Nino Dale and his modernists | |
| Torna a casa Lassie | |
| Gran Sasso |
IVAN GRAZIANI
Numero Uno - distribuzione BMG Ricordi (gi� RCA Italiana) anno 1983
LP: ZPLN 34192 - Cassetta: ZPKN 34192 - CD: 74321460212
I testi appaiono per gentile concessione di: BMG Ricordi S.p.A.
"Ivan Graziani" � uno degli album a cui tutti noi del fan club siamo pi� legati. Unisce i pezzi Rock, le ballate e le classiche storiacce grazianesche: esprime bene quindi, quella che era l'anima artistica di Ivan e, non a caso, porta il suo nome...
I brani di "Ivan Graziani" sono tutti importanti, nessuno emerge sull'altro e anche per questo l'album non si chiama con il titolo di una o dell'altra canzone (usanza che comunque � cominciata nel 1980 con "Viaggi e intemperie" e finir� solo nel 1994 con "Malelingue"). Questo album si colloca in un periodo particolare della produzione discografica di Graziani, fra "Seni e coseni" del 1981 e "Nove" del 1984, due album piuttosto tranquilli, con ritmi lenti e testi molto dolci.
La copertina � firmata da Convertino, ed appare molto semplice: la scritta "Ivan Graziani" in campo bianco e nient'altro (viene spontaneo il confronto col "White album" dei Beatles: copertina semplice - grandi brani...). La produzione e gli arrangiamenti dell'album sono di Gian Piero Reverberi, le registrazioni sono state divise a met� fra lo Stone Castle e il Mulino. Al basso ci sono Beppe Pippi e Bob Callero, alla batteria Walter Calloni, alle chitarre (oltre a Ivan, naturalmente) Claudio Bezzari e alle tastiere ritroviamo Reverberi. Un grande album insomma, di grande musica e con grandi collaboratori, molti dei quali rimasti nascosti al pubblico (gli "UFO", come li chiamava Ivan).
I brani vanno dal dolcissimo "Signora bionda dei ciliegi", che evoca ricordi dell'adolescenza (periodo della vita a cui Ivan era particolarmente legato), al mitico "Il chitarrista", classica storiaccia rockettara. Troviamo due canzoni che ci portano in Abruzzo, terra d'origine di Ivan a cui � sempre rimasto molto legato: la prima si chiama "Nino Dale and his modernists" ed � dedicata appunto a Francesco D'Alessandro, in arte Nino Dale, musicista teramano che insegn� ad Ivan come stare sul palco. La seconda � "Gran Sasso", una storia vissuta da un gruppo di adolescenti in cui si respira l'aria della magnifica montagna abruzzese.
Non mancano, naturalmente, le storie d'amore, narrate con la consueta dolcezza: "140 Kmh" racconta di un amore vissuto molto intensamente e finito quasi prima di cominciare a causa della distanza fisica che separa i due amanti. Meno romantico, ma sempre riguardante il tema dell'amore (quando l'amore � conflitto) � "Palla di gomma", in cui il testo quasi parlato prevale sulla musica lenta che fa da sottofondo. "Torna a casa Lassie" � un'altra storiaccia in cui un ragazzo di provincia viene rovinato da una citt� troppo grande da cui non era stato abituato a difendersi (si potrebbe quasi definire un primo esempio di Radical Country italiano...). "Navi" � una canzone a cui Ivan era molto legato, in cui ritorna il tema del potere della fantasia e delle incomprensioni che inevitabilmente si creano fra chi la possiede e chi vuole vivere con i piedi per terra; come lui amava far notare il titolo, letto al contrario, � Ivan...
"Ivan Graziani" �, insomma, un album completo di grande musica, curata nei minimi dettagli, che unisce i diversi aspetti della personalit� di Ivan, quasi "un'autobiografia musicale" che non ci si stanca mai di andare a rileggere...
Lara Onor
(di Cheope - Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Come va? Sei ancora addormentata
citt� da sempre amata, perduta e mai riconquistata.
E il ricordo � cos� lontano
di un bicchiere di spuma freddo nella mano.
La villa � l� davanti a me in questalba destate
prigioniera dentro la sua rete.
Ma quella rete scavalcher� e se nessuno mi sente
vorrei ancora parlarle, perch�
un segreto ho da dirle, da dirle.
Hey! Mi ascolti? Villa bianca dei ciliegi
accendi ancora le tue luci per te, per me.
E rimandami le immagini di allora
lo stesso giorno, la stessa ora
per respirare di nuovo la vita vissuta con te.
I libri sotto il braccio, Dio! Adesso come faccio?
S� signora, dopo i compiti di scuola
alle cinque il t� a casa sua non mancher�.
Ecco ormai la porta che si � aperta, che silenzio intorno
nel grande specchio si riflette il giorno.
La signora chiss� dov�, la signora
che era purtroppo tanto pi� grande di me.
Davanti a quel divano dannunziano
risento la sua mano.
Io spaventato rimanevo l�
gli occhi sgranati a sentir quei s�
fra il piacere e il terrore, lodio e lamore.
E termin� troppo presto quel gioco crudele dagosto.
Hey! Mi ascolti? Signora bionda dei ciliegi
accendi ancora quelle luci per me, per me.
E rimandami quello che ho perduto
che lungo gli anni non ho pi� trovato.
Per respirare di nuovo la vita
per respirare di nuovo la vita, vissuta con te.
I libri sotto il braccio, Dio!
Adesso come faccio?
s� signora, dopo i compiti di scuola
alle cinque il t� a casa sua non mancher�.
(di Cheope - Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Signore � stata una svista
abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.
Signore se lanci uno strale
sbaglia mira per favore non farmi del male.
Te lo giuro in ginocchio qui in mezzo alla pista
te lo giuro sulla Fender, io non lho fatto apposta.
Perci�, Signore � stata una svista
abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.
Non so com� ma � accaduto
lui � entrato nel bar con lei e si � seduto
io ero li affascinato, la sua carica sessuale
si spandeva nel locale ed io di desiderio stavo male.
Cos� mi sono avvicinato
e a giocare a poker lho invitato
avevo un full e lui due coppie
cosa rilanci se non hai
pi� niente tranne lei? "Se perdo tu lavrai"
Signore � stata una svista
abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.
Ti giuro Signore � stata una svista
abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista.
E le sue corde hanno vibrato
in una notte io quel sogno lho bruciato
mentre dormiva son scappato
con le gambe intorpidite
le scarpe ancora slacciate
con le gambe intorpidite
le scarpe ancora slacciate
e con il mio mazzo di carte truccate.
(di Cheope - Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Ora tocca a te avere gli occhi pi� bassi
sei caduta anche tu tornando svelta sui tuoi passi.
Dimmi dov� finito il tuo sorriso sfacciato?
Io almeno non ho mai bluffato...
Palla di gomma, come me, contro il cielo
dentro i muri di una stanza
palla di gomma mi hai chiamato
per ogni volta che io ho rimbalzato.
Mi conosci bene, ti conosco bene
troppo tempo insieme.
O sorellina, sorellina mia
la tua innocenza era una bugia
e adesso che sei scivolata gi�
la suora bianca non esiste pi�
cattiva imprevedibilmente strana
sei diventata forse un po pi� umana
e questa rabbia che ci tiene insieme
ci lega pi� di un fascio di catene.
Mi conosci, ti conosco bene
ritorneremo insieme.
Il cielo � gonfio, stanotte piover�
sui campi fuori di citt�.
Dietro un portone i bambini giocano
tirando calci ad un pallone
palla di gomma puoi tornare
quando hai smesso di rimbalzare
non dico per leternit�
per noi non sarebbe pi� normale.
Mi conosci, ti conosco bene
torneremo insieme.
(di Cheope - Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Volta la testa verso Capodistria
e respira forte il vento di Nord-Est
cerca di indovinare le facce sulle rocce che
dormono silenziose lungo i viali.
Domani torneremo in via Strabona
a guardare loro antico degli ebrei
sono ansioso di vedere lallegria negli occhi tuoi
mentre vivi il mondo che da ventanni ti appartiene.
140 allora, 140 allora
senti come tira forte il vento ora
140 allora, 140 allora
senti come tira forte il vento.
Bora misteriosa di Trieste
ci ha investito allimprovviso nella via
volavano le gonne delle zingare slovene
le ginocchia nude ti ho sentito mia
e tenerti stretta era quasi un gioco
quei vestiti maledetti tra di noi
ricordo le parole, si gelava il nostro fiato
"Se ti abbandoni a questo vento
ti troverai smarrito"
140 allora, 140 allora
senti come tira forte il vento ora
140 allora, 140 allora
senti come tira forte il vento.
Alle sei davanti al bar della stazione
arrossendo per la gente che era l�
la notte sospirava ancora dentro i tuoi capelli
perch� son cos� corti i momenti belli?
Mi hai detto qualcosa nellorecchio nel tuo dialetto
cos� dolce e cristallino, qualcosa come
"Non dimenticarmi mai" ma gi� cambiava
il paesaggio al finestrino.
140 allora, 140 allora
senti come fila forte il treno ora
140 allora, 140 allora
senti come fila forte il treno.
(di Cheope - Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Ti ricordi quella notte sul cargo
e i delfini che giocavano al largo
e quando ho visto il capitano Nemo apparire
"Sei cosi strano, pi� che strano, non c� niente sul mare"
E' un delitto avere fantasia, sognare un po andare via?
Io non direi amica mia.
Per�, per�, per�, per� tu dirai di no...
Che posso fare, tu che puoi fare
se navighiamo in senso inverso in mezzo al mare
tu sei libeccio ed io maestrale
son sempre venti s�, ma non � uguale
e nessun porto mai ci vedr� tornare.
Per� ti ricordi quella stanza sul porto
quando ho finto di essere morto?
Hai sfondato tuo cappello di paglia
non cosi, non si fa cos� se cade a terra una foglia.
Dalle tue labbra parole di fuoco
mi vuoi bruciare non � pi� un gioco
come mi assomigli poco.
Per�, per�, per�, per� tu dirai di no...
Che posso fare, tu che puoi fare
se navighiamo in senso inverso in mezzo al mare
tu sei libeccio ed io maestrale
son sempre venti s�, ma non � uguale
e nessun porto mai ci vedr� tornare.
Che posso fare tu che puoi fare
(Parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Si cantava in casa di amici
quando un uomo dalla sala gi� in fondo
venne verso di me zoppicando
"Lultima guerra mi ha lasciato un ricordo.
Tu sai suonare ed io son capo orchestra"
disse "Vieni con me a cantare, mi chiamo Nino
Nino Dale and his modernists"
Sar� stato il cappotto nocciola
o il suo accento da abruzzese pulito
o il cappello alla Humphrey Bogart
e la faccia di uno che � gi� conosciuto.
Sar� stato quello che � stato
partimmo tutti per il mare a suonare, io
Nino Dale and his modernists.
E fu lestate degli amori incompresi (vai, vai, vai)
mai consumati sulla sabbia di notte (la gente vuol ballare, vai)
mentre noi suonavamo per ore (da me qualcosa imparerai)
canzoni pieni di cuori spezzati. (son vecchio del mestiere, sai?)
Di donne vere neppure a parlarne (vai, vai, vai)
a parte una innamorata di noi, amava Nino
Nino Dale and his modernists.
(Parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Giulio, mi hai fatto pena quella notte, te lo giuro
mi si � stretto il cuore quando ti ho beccato
mentre tentavi di rubarmi lautoradio in un parcheggio custodito
da un custode addormentato, eri proprio tu.
Giulio e mi hai sorriso, quando al chiaro della luna
mi hai riconosciuto, ti dir� come eri cambiato
con il petto tatuato, pochi denti e niente carne
un cane randagio dal padrone abbandonato, poveretto te.
Oh, Giulio ritorna a casa, forse la citt� non � per te
qualcuno ti ha raccontato un bugia, non voltarti indietro
a guardare la tua coda e scappa via.
Perci�, ritorna a casa Lassie, la tua cuccia � sempre vuota
ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.
Ritorna a casa Lassie, la tua cuccia � sempre vuota
ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.
E andiamo a bere dai, vecchio amico del cuore
� tanto tempo che non ci sbronziamo insieme
ma tu, per non starmi a sentire hai litigato col cameriere
brutta storia, un feroce calabrese
finch� in faccia non le hai prese, poveretto te.
Oh, Giulio ritorna a casa, forse la citt� non � per te
qualcuno ti ha raccontato un bugia, non voltarti indietro
a guardare la tua coda e scappa via.
Perci� ritorna a casa Lassie, la tua cuccia � sempre vuota
ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.
Ritorna a casa Lassie, la tua cuccia � sempre vuota
ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.
Giulio, che dovevo fare, quando l�
sul marciapiede ti ho visto sanguinare?
Una farmacia siamo andati a cercare
ma appena in centro tu mi hai detto:
"Sto proprio male, mi distendo sul sedile
le insegne accese sono l�, io ti aspetto qui"
Giulio, quando son tornato il sedile era vuoto
e tu te neri andato e lautoradio mi avevi rubato
povero Giulio tatuato, cane randagio maltrattato
povero Cristo, povero amico disperato, poveretto te.
Oh, Giulio ritorna a casa, forse la citt� non � per te
qualcuno ti ha raccontato un bugia, non voltarti indietro
a guardare la tua coda e scappa via.
Perci� ritorna a casa Lassie, la tua cuccia � sempre vuota
ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.
Ritorna a casa Lassie, la tua cuccia � sempre vuota
ritorna a casa Lassie, fuggi via di qui.
(Parole e musica di Ivan Graziani)
Officine Pan Idler
Per gent. conc. BMG Ricordi
Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle
le lacrime che asciughi son sempre quelle
Grande Sasso, conserva il tuo mistero
e ogni sogno fatto lo vivr� davvero.
Ho sognato una sfida a petto nudo
gomme di biciclette e calzoni corti
eh, bisogna che sopporti, amico
ieri hanno vinto loro, ma oggi
sar� diverso te lo giuro.
E cos� con le tasche gonfie
di sassi e caramelle, cantando forte
passammo per le vecchie stalle.
E per colpa di una canzone
la sorpresa fin� male
con un sacco di risate allospedale.
Svegliati, amico, qui siamo in citt�
e non fra i lupi dei boschi
dove scegli i tuoi rischi
niente pi� falchi, ma solo serpenti
con il pugnale fra i denti
perci� mi ascolti.
Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle
le lacrime che asciughi son sempre quelle.
Per� ricordo una sfida fra unarmonica
e una chitarra che si faceva per conquistare lei.
Lei che non parlava e raramente sorrideva
un fiore triste e azzurro di palude
ehi, ma chi sillude, non guarda me, poveretto
ma quello della terza media, quel maledetto.
Ma che cosa ho fatto, ma perch� non ho capito
quel fiore triste ormai io lho perduto.
Volta la testa, io ti incontrer� forse in questa citt�
se ti riconoscer� apri le braccia ed io guarir�
da questi stupidi affanni, dai miei malanni.
Gran, Gran Sasso, che parli con le stelle
le lacrime che asciughi son sempre quelle
Grande Sasso, conserva il tuo mistero
e ogni sogno fatto lo vivr� davvero.