Emily
Io mi annoio
Soltanto fumo
Un’ora
Bambino antico
Kryptonite
Solo arte
Boccacciana
L’ippocampo

CICLI E TRICICLI

Carosello Records anno 1991

LP: TCLN 25155 - Cassetta: TCKN 725155 - CD: CKN 725155

I testi appaiono per gentile concessione di:

Edizioni Curci S.r.l., Milano - Officine Pan Idler, Novafeltria

L'ultimo album risale a due anni fa, il successivo esce dopo tre anni. Cosa sta succedendo ad Ivan nel frattempo? Lo ricordavamo come chi, almeno finch� era con la RCA, produceva mediamente un album all'anno. Dopo "Ivangarage" uscito nel 1989, nello stesso anno esce una raccolta di canzoni d'amore. Poi "Cicli e tricicli" nel 1991 e, dopo ben tre anni, "Malelingue". Ivan ha sempre sostenuto, a ragione, che se uno non ha niente da dire � meglio che stia zitto: cos� � stato!

Per� perch� uno come lui, sempre cos� attento alla realt� che lo circonda, non aveva niente da dire? La verit� � che, come ha sostenuto lui in un'intervista rilasciata a Fernando Fratarcangeli, in quegli anni ha attraversato un periodo di debolezza psicologica in cui non ha combinato quasi niente. Due anni per pubblicare "Cicli e tricicli", un album che, secondo Ivan, � un incidente di percorso. Personalmente non sono d'accordo: l'album, pur scostandosi dalla vecchia linea seguita dal cantautore, rimane comunque un buon lavoro. Un lavoro che si � preso il tempo necessario, ma che alla fine � risultato un album fatto di storie fantastiche che ci riportano vagamente ai doppi sensi che si respiravano in "Ballata per quattro stagioni", anche se la musicalit� ovviamente non � quella degli anni '70. In occasione di questo lavoro Graziani abbandona i colori forti e propone Rock e ballate dipinte coi pastelli, brani pi� dolci e melodici quindi, che accompagnano storie leggendarie, misteriose, quasi medioevali. E' il caso di "Emily": ancora il ricordo di una lei che in un racconto rinasce e si concretizza per poi ritornare nel nulla da dove � venuta.

Molte le canzoni che, in quest'album, parlano dei suoi sentimenti e del suo stato d'animo attuale: "Bambino antico", "L'ippocampo", "Io mi annoio", "Soltanto fumo " e "Un'ora". Tutte con toni pi� o meno accesi, e che pi� o meno direttamente, riconducono alla malinconia, alla solitudine ed alla galleria che Ivan sta attraversando in questo periodo. Ci sono poi "Kryptonite" (che � un'idea di Venditti) e "Solo arte", in cui racconta le storiacce che ormai fanno parte di lui, del suo mondo musicale. "Boccacciana" poi, ci riporta ad un vecchio brano: "Il piede di San Raffaele". Nel 1978 per essere assolti dai propri peccati bisognava prostrarsi, baciando il piede di San Raffaele; oggi, tredici anni dopo, "se vuoi l'assoluzione inginocchiati e bacia l'altare". Demagogia e credenze popolari quindi, che ritornano.

Ma come appare Ivan in copertina? Capelli corti, ordinati, pi� magro in viso, senza gli occhialini rossi... (il che la dice lunga!) E' forse questo il risultato di quel periodo di cui si parlava?

Andrea Zamponi


EMILY

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Io ti voglio raccontare di Emily.

Parlava il vecchio insieme a me, nella locanda

in quella terra, in quella terra d’Irlanda

"Ascolta, zitto, � lei" Emily piange l� alla sorgente

e il suo fantasma non pu� bere.

Senti il profumo di rosa e tiglio, il suo bisbiglio

ma perch� ti voglio io ancora non lo so.

Emily, Emily

Emily, ma che curiosit� che ho, Emily.

Il vecchio mi disse "Dirai una preghiera solo per lei

s�, lei che ha sofferto troppo e fu al rogo condannata

come una strega purtroppo bruciata, dispersa, innocente.

E adesso piange l� alla sorgente e il suo fantasma non pu� bere

un’ombra danza su un vecchio trave io qui sto male

Ma perch� ti voglio ancora non lo so.

Emily Emily

Emily, ma � cos� strano, tutto cos� strano

ma che curiosit� che ho.

Emily, ma � cos� strano tutto cos� strano, Emily

E piove, piove ancora ma io non ti vidi mai

Emily, piove nel silenzio forse � il tuo pianto

Emily, ma � cos� strano

Emily, ma � cos� strano tutto cos� strano

senza volerlo un fantasma tu sei.

Ma io non ti vidi mai

Oh Emily...

 

IO MI ANNOIO

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Se mio padre mi avesse, mi avesse insegnato

a fare il fotografo di matrimoni adesso sarei pi� rispettato

sarei quel brav’uomo che non sar� mai.

E mentre la sposa sorride ai parenti

io vedo un confetto in mezzo ai suoi denti

un piccolo flirt con qualche zia al buio

va bene lo stesso, tanto qui mi annoio, io mi annoio

Solo come un cane in giardino

e che non sa su che pianta alzare la zampa

S�, ma prima o poi qualcuno un osso mi butter�.

E diverso sar�...

Se mio padre mi avesse insegnato il mestiere

di dire alla gente ci� che vuol sentire

avrei fatto la foto anche a un mostro schifoso

dicendo "Che bella! Quasi me la sposo"

ma mi annoio, io mi annoio

Solo come un cane in giardino

E che non sa su quale pianta alzare la zampa.

S�, ma prima o poi qualcuno un osso mi butter�.

E diverso sar�...

Se il vecchio mi avesse, mi avesse negato

la libert� a cui non so rinunciare

io non dovrei decidere da solo

e qualche consiglio potrei anche accettare.

Invece non voglio, diciamo non posso

perch� alla fine � sempre lo stesso

che tu veda bianco, che tu veda nero

io sono sincero qui mi annoio, io mi annoio

solo come un cane in giardino

e che non sa su quale pianta alzare la zampa.

S�, qualcuno prima o poi un osso mi butter�

E diverso sar�.

 

SOLTANTO FUMO

(parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Basta un lieve accordo e il passato � gi� qui

chiudi gli occhi e pensami

Pensami sdraiato sull’ombra di un bel fico

un pastore addormentato

i disegni si rincorrono su di un vecchio asciugamano

mentre leggi trasognato i versi di Gozzano

io questa storia l’ho vista gi�.

Hey, hey, ma come mai il verme sulla foglia

si trasformer� in una farfalla, ma

sempre verme lui rester�

e il resto che sar� soltanto fumo

fumo negli occhi.

Sei schiavo del tuo ritmo o di una vocazione

come il mulo ed il bastone

e ti senti come un vitello dentro un autocarro

che viaggia nella notte verso il suo destino

rilassati � stato gi�

e il resto che sar�, soltanto fumo

fumo negli occhi

per questo abbandonati se puoi

al fiume che va e il passato ritorner�....

chiudi gli occhi e pensami e il resto non sar�

soltanto fumo, fumo negli occhi

negli occhi tuoi.

Chiudi gli occhi e pensami

e il resto non sar� soltanto fumo

fumo negli occhi, negli occhi tuoi.

 

UN’ORA

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Nasce all’improvviso e parla sottovoce

poi come una sorgente cerca la sua luce

quel fiume silenzioso che il mio cuore inonder�

sai, a volte come io non so comprendermi

c’� un lato oscuro in me da cui non so difendermi

Me � la curiosit� che mi spinge avanti e tu lo sai

E la vita � cos� � tutta ispirazione

� un satellite perso nel blu, lass�.

Io invece sono qua, sono qua in questo

stupido parcheggio qui in citt�

mentre io vorrei che tu

mi mandassi dei segnali da lass�

perch� il mio tempo vola

e vola un'ora, quest’ora.

Di nuovo quel respiro nasce piano nella gola

poi scende nei polmoni come questa nebbia vola

scendo nella strada, monto in auto, la rincorro, lei � l�.

Io invece resto qua, oh qua

in questo stupido parcheggio qui in citt�

e vorrei che tu, che tu

mi mandassi dei segnali da lass�

perch� il mio tempo vola

e vola un’ora, quest’ora

e il tempo mio � un’ora, quest’ora

puoi mandarmi dei segnali da lass�

puoi mandarmi dei segnali da lass�

perch� il mio tempo vola, e vola...

 

BAMBINO ANTICO

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Ho l’anima al vento come i miei blue jeans

appesi a quel filo laggi� contro l’ultimo sole

ad asciugare.

Non so se hai provato mai � un sentimento perverso

sentirsi cos� soli dentro all’universo

e fa male, fa male � sottile questo male

fa male e non so perch�.

Sento il mio cuore come un vecchio triciclo che

in una buia soffitta dorme, come un bambino antico

e fa male, questo cuore mi fa male e non so perch�.

Ma � vero, io esisto, io sono tutt’uno con l’anima mia

che gira intorno al mondo pi� in alto, pi� su

e ormai lo so, io crescer�.

E penso al coraggio che � una merce ormai rara

ma perch� c’� soltanto paura, magari in uno scrigno dorato

ma pu� fare male la paura � sottile questo male

pu� far male io so il perch�.

Ma � vero, esisto, io sono tutt’uno con l’anima mia

che gira intorno al mondo pi� in alto, pi� in su

e ormai lo so che prima o poi

ormai lo so che io, io crescer�.

 

KRYPTONITE

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Viaggiava lento il pullman sulla strada

nell’annuale gita della scuola

e da Perugia si andava verso Assisi

Lello era bravo, diciamo un genio

sedeva sempre accanto al finestrino

col suo fumetto preferito di Nembo Kid

e ridevamo tutti se diceva: "Io voler�

e pi� alto delle nuvole andr�

non come voi che tentate di buttarmi gi�"

Siete tutta Kryptonite

siete tutta Kryptonite

tutta quanta Kryptonite

per me che sono Nembo Kid.

Cos� arrivammo in alto sulla rocca

bevendo di nascosto Coca e birra

e i professori non li vedevamo pi�

Lello era in disparte e rimuginava cupo

come se avesse qualche grattacapo

"Mi avete rotto, basta non vi reggo pi�"

Siete tutta Kryptonite

siete tutta Kryptonite

tutta quanta Kryptonite

per me che sono Nembo Kid.

Disse allora: "Guardatemi"e si sporse sopra il ciglio

e noi l� a trattenerlo "Posso volare lo faccio quando voglio"

Poi alz� le braccia contro il cielo le allarg�

e con tuffo dentro il vuoto si lanci�

e noi l�, noi l�, con la nostra mediocrit�.

Eravamo Kryptonite

eravamo Kryptonite

tutta quanta Kryptonite

per lui che era Nembo Kid.

 

SOLO ARTE

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

La ragazza � sotto i fari che suda

contorcendo la schiena ad arco

coglie coi denti la preda

mesi ed anni solo per raccogliere un fiore

e la gente pensa: "Ma come fa?

Ma non sente dolore?"

E il padrone dice: "Per quello che mi costa...

Io far� quattrini a palate con questa contorsionista"

Ma � arte, � solo arte

ed � per questo che lei lo fa

piegata l� in mezzo agli occhi di tutti

finch� l’applauso non scoppier�.

E si accendono le luci in palcoscenico

in palcoscenico, in palcoscenico

perch� finch� un artista � l� in palcoscenico

il palcoscenico si accender�.

La ragazza a volte sta con i clienti

che le studiano curiosi la schiena

sputando fumo dai denti

e pensano: "Ma come vive un'artista?

Chiss� quali strane notti d’amore

con una contorsionista"

Ma lei sorride e in quel sorriso c’� il mondo

perch� ogni cosa ha una sua ragione

se nasce l� dal profondo allora � arte, solo arte

ed � per questo che lei lo fa

piegata l� in mezzo agli occhi di tutti

finch� l’applauso non scoppier�.

E si accendono le luci in palcoscenico

in palcoscenico, in palcoscenico

perch� finch� un'artista � li in palcoscenico

il palcoscenico si accender�.

Perch� finch� un'artista � li in palcoscenico

il palcoscenico si accender�.

La ragazza...

 

BOCCACCIANA

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

"Co’ sta pioggia e co’ sto vento qua

dimmi chi al mio convento busser�?"

"� una povera verginella che

che si vuole, si vuole confessare

fatela entrare, lasciatela entrare

lei si confesser�

e fra la carne e la filosofia

la scelta giusta sicuro far�"

"Padre, Padre ho peccato assai

con gli sguardi, i gesti e le parole

e il demonio vuole impedirmi ormai

di arrivare vergine all’altare

ma la mia carne brucia troppo

quasi fiamma dell’inferno"

Tocca tocca, prima o poi mi tocca

dimmi dimmi, se quel giorno pura io sar�.

"S� � vero ho peccato assai

soprattutto con gli sguardi e le parole

e adesso tu se vuoi l’assoluzione

inginocchiati e bacia l’altare

il demonio � sempre in agguato

ma nell’inferno lo ricaccer�.

Tocca tocca, prima o poi ti tocca

tocca tocca, prima o poi ti tocca

tocca, uh!

Tocca tocca, prima o poi ti tocca

e la giustizia del Signore ancora trionfer�.

Tocca tocca, prima o poi ti tocca...

 

L’IPPOCAMPO

( parole e musica di Ivan Graziani)

Officine Pan Idler

Per gent. conc. Edizioni Curci

 

Ero l� che mi annoiavo sulla spiaggia

e la notte era umida come le tue labbra

quando all’improvviso io l’ho visto

meraviglioso, quasi a riva

era lui, era lui, proprio lui...

Figlio della fantasia, l’ippocampo

mille volte in un sogno sognato

ma vero nel mito.

Nell’acqua bassa io mi sono avvicinato

e con le dita l’ho accarezzato

ed era cos� morbida, cos� lucente la sua pelle

che per istinto ho sentito

di cavalcarlo e via, via, via...

Come il cavaliere che non son mai stato

un cavaliere e il suo sogno proibito

insieme nel mito.

E nella notte le pinne, sembravan fatte di fiamme

come i cavalli del carro di Apollo brillante

e ho pensato all’amore e al suo fuoco interiore

che nessuna tempesta mai spegner�.

E fra le schiume vedevo, come su di un falso piano

la citt� inabissarsi lontano, lontano

e ho pensato alla vita che � un’illusione infinita

ma se non c’� l’illusione finita sar�

Cos�, cos�...

Cos� mi son trovato che nuotavo

come un pazzo verso riva

Dio, come la vita mi sembr� bella e irraggiungibile

a terra voglio andare, a terra!

E la terra toccai, la toccai, mi svegliai

Chiss� dov’� l’ippocampo?

� una luce nello spazio infinito

perduta nel mito...

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