Taglia la testa al gallo
Fame
Veleno all’autogrill
Il piede di San Raffaele
Dr. Jekyll & Mr. Hyde
Agnese
Il prete di Anghiari
Fuoco sulla collina
Modena Park
Canzone per Susy

 

AGNESE DOLCE AGNESE

Numero Uno distribuzione BMG - Ricordi (gi� RCA Italiana) anno 1978

LP: ZPLN 34055 - Cassetta: ZPSN 34055 - CD: 74321460192

I testi appaiono per gentile concessione di: BMG Ricordi S.p.A.

 

Il 1978 non � ancora finito. Dopo un album strepitoso come "Pigro", sarebbe stato abbastanza normale che fosse uscito quello che i critici chiamano un buon album di passaggio, in cui il cantautore si adagia sul successo ricevuto e, in una fase di rilassamento, riposa il cervello e la chitarra in preparazione dell'album successivo. Graziani, uscendo da questi canoni e combattendo la monotonia e la pigrizia non solo a parole, produce "Agnese dolce Agnese", che � forse ancora pi� importante del lavoro precedente.

L'album contiene brani tra i pi� conosciuti ancor oggi, includendo il Rock, le ballate e le melodie ricche di pathos. La tradizione popolare � ancora l'argomento intorno al quale ruota il mondo di Graziani: "Il piede di San Raffaele", "Il prete di Anghiari" e "Taglia la testa al gallo" fanno tutte parte di quella magica dimensione provinciale di cui Ivan ci ha gi� parlato. Sempre a proposito di provincia c'� "Canzone per Susy", in cui un bassista fa la spola tra due ragazze: una coi capelli lunghi, nata a Roma e l'altra, quella gelosa. Lo scontro tra le due produce un odio ed una vendetta inaspettata che, col taglio di capelli, simboleggia la vittoria della vita provinciale, della semplicit� della periferia, sulla frenetica e caotica citt�.

L'album contiene poi "Dr. Jekyll & Mr. Hyde", il bianco e il nero, tutto e niente insomma, quello che sei e quello che vorresti essere. Non la solita menata della doppia personalit� di Ivan, ma un fatto reale. Le contraddizioni che fanno parte di ciascuno di noi costituiscono in maniera naturale le due facce di una stessa medaglia.

"E ho lavorato come un pazzo a cose in cui io non credevo, lasciando che morisse l'erba che io calpestavo..." � il ritornello della canzone "Fame", che batte su quel dente che ad Ivan, dopo tanto tempo, ancora duole: il lavoro di strumentista, svolto pi� per bisogno che per passione. "Modena Park" e "Veleno all'autogrill" raccontano poi due fatti, pi� o meno veritieri, che continuano quel filone di storiacce che ritroviamo in tutti gli album di Ivan.

Come descrivere l'aria che si respira, necessariamente ad occhi chiusi, in "Fuoco sulla collina" ed "Agnese"? Sono due sogni che impreziosiscono l'album e gli danno quell'importanza di cui si parlava all'inizio. "Fuoco sulla collina", secondo Ivan, � la canzone pi� bella che lui abbia mai scritto. Un sedicenne, nel sogno, conosce l'altra met� di se stesso, quella pi� matura, che gli apre gli occhi e gli propone un secondo aspetto della realt�. Ci� che uno interpreta come una cosa orribile, una guerra, l'altro pi� ottimista, la vede come dei contadini intenti ad arare i campi, niente di pi� naturale. Chi ha ragione dei due? La risposta ai grandi pensatori della storia: Pirandello, per esempio, non decreta una sola verit�, ma tante. Ad ognuno la sua verit�, a seconda del proprio modo di vedere le cose.

La canzone che d� il titolo all'album si affianca alla passata "Lugano addio", ma anche alle future "Firenze (canzone triste)", "Franca ti amo", "Signora bionda dei ciliegi", "Rosanna non sei tu", in un gioco in cui la nostalgia e la malinconia dominano il pentagramma ed il ricordo struggente delle varie "lei" fa venire, di volta in volta, un nodo in gola. La melodia di "Agnese", poi, ti culla come una vecchia nenia popolare. Non ci sarebbe da stupirsi se, ipoteticamente, altri cantanti, anche pi� affermati di Graziani, riprendessero il brano per cantarlo, magari in inglese, trasformandolo in un successo internazionale...

Andrea Zamponi


TAGLIA LA TESTA AL GALLO

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa al gallo se ti becca...

Taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa al gallo se ti becca...

Ah! Commare mia, commare mia, commare mia

commare dimmi che senti, dimmi che provi.

Ah! Se la tua terra � ancora in mano ai quattro mori

dimmi che senti, dimmi che provi.

E allora taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa al gallo se ti becca …

Ah! Fratello mio, fratello mio, fratello mio

fratello dimmi che senti, dimmi che provi.

Ah! Se fra te e io straniero c � ancora di mezzo il mare

dimmi se � vero e che non vuoi tornare.

Anche tu, taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa ai gallo se ti becca...

taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa al gallo se ti becca...

Ah! Terra salata, terra bruciata, abisso di dolore

spazzata dai venti tu non puoi parlare.

Ah! Come un illuso io vorrei che fosse vero

che ogni mano che apre il tuo ventre

fossi tu a partorirla.

E allora taglia la testa al gallo se ti becca nella schiena

taglia la testa al gallo se ti becca...

 

FAME

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Hai conosciuto la fame? E’ una signora di classe

vive nella spazzatura. La fame, infame e nera.

Lei si presenta al momento giusto, col suo profumo

di pollo arrosto, cos� veloce, cos� violenta

come la lingua di un rospo.

In nome della fame ho ammazzato le illusioni

piegando le ginocchia ho sfruttato le occasioni

e ho lavorato come un pazzo a cose in cui io non credevo

lasciando che morisse l’erba che io calpestavo

Hai conosciuto la fame

fa - fa - fa – me.

Hai chiesto soldi a un amico, mostrando nude le tasche

e hai ingoiato l’imbarazzo dicendo: "Scusa, sono sotto"

Hai mai sentito conficcate nella schiena

le frecce dell’ironia?

E la vergogna ti ha fatto mai tremare

pensando "La morte tua � vita mia". No ?

In nome della fame ho ammazzato le illusioni

piegando le ginocchia ho sfruttato le occasioni

e ho lavorato come un pazzo a cose in cui io non credevo

lasciando che morisse l’erba che io calpestavo

Hai conosciuto la fame?

fa - fa - fa – me.

 

VELENO ALL’AUTOGRILL

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Col dito in aria sul raccordo la voglia

in corpo di fuggire. "Bologna"

"Grazie mi sta’ bene! Al primo grill mi pu� lasciare"

Io manger�, io manger� io manger�

ci prover�, ci prover�, ci prover�.

Ma quante cose dentro i cesti, salmone e noci

di prosciutto "Scontrino, prego!".

"Non ho soldi! Per� lo sa, mi andrebbe tutto".

Mi arranger� mi arranger�, mi arranger�

ci prover�, ci prover�, ci prover�.

Questo me lo piglio, tanto nessuno mi sta guardando.

Vergogna, vergogna, Madonna che vergogna!

Chi � quel tipo l� che sta venendo verso me?

E il cuore, e il cuore mi bene nel cervello

che faccio? Resto qui, chiedo scusa oppure scappo?

Le scuse, le scuse � comodo scusarsi

non sei altro che un ladro e adesso pagherai

e il cuore, il cuore mi batte nel cervello

per un pezzo di salmone dormir� in prigione.

 

IL PIEDE Dl SAN RAFFAELE

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Signora Sofia, che nostalgia quando

al tempo dei tempi la gente, dicevi, era diversa.

Adesso il tuo amante ha diciott’anni

vuole sempre pi� soldi e ti odia quando volti le spalle.

Per� un rimedio ce l'hai

per avere ancora un po' d'amore se vuoi

puoi provare a baciare il piede di San Raffaele.

(Piede, naso, gomito, occhi. Piede, naso, uh!).

Il piede santo di San Raffaele

perch� dove tu hai peccato lui ti ravvede

per� soltanto se gli baci il piede

per� soltanto se gli baci il piede.

Don Isidoro col bracciale d'oro e di corallo

tu che devi sempre subire la cattiveria della gente

per i tuoi capelli ossigenati

la sciarpina di seta, le scarpe verdi e i collant

tu s� tu, che giri tanto oh s�, soprattutto la notte

dovresti conoscere assai bene il piede di San Raffaele.

(Bocca, denti, dita, pancia. Bocca, denti, dita, uh!).

Il piede santo di San Raffaele

perch� dove tu hai peccato lui ti ravvede

per� soltanto se gli baci il piede

per� soltanto se gli baci il piede.

 

DR. JECKYLL & MR. HYDE

(di Graziani - De Rosa)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Se tu lo giri � uguale, si d� ragione da solo

anche da bambino lui si incoraggiava

a dare sfogo ai suoi difetti

Doctor Jekyll & Mister Hyde.

Come tu, tu lo metti � bravo

lo puoi incontrare ovunque

al caff�, sotto ai piedi dell’attore

recitare soldi e amore

Doctor Jekyll & Mister Hyde.

Lui � - lui � - lui �

quello che non sei, ma vuoi

Doctor Jekyll & Mister Hyde.

Uh, quante donne ha sempre avuto lui

uh, giochi per la mente e per il corpo

anche tu se di giorno non lo sei

di notte assomigli a lui

Doctor Jekyll & Mister Hyde.

Adesso gira per il mondo da s�

paga tutto con parole, con la vita degli amici

si rompe il collo e cambia sempre pelle

e ne fa un trono dei suoi guai

Doctor Jekyll & Mister Hyde.

Lui � - lui � - lui �

quello che non vuoi, ma sei

Doctor Jekyll & Mister Hyde.

 

AGNESE

(Elaborazione di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Se la mia chitarra piange dolcemente

stasera non � sera di vedere gente

e i giochi nella strada che ho chiusi

dentro al petto, mi voglio ricordare.

lo penso ad un barcone rovesciato

al sole in un giorno in pieno agosto

le biciclette in riva al mare.

Agnese mi parlava nella sabbia infuocata

ed io non so perch� non l’ho dimenticata.

Lei mi raccontava di quello che la gente

diceva del suo corpo con malizia ed allegria

ed io che sto provando le cose che provavo ieri

non ho capito ancora se � gelosia

o se sono prigioniero di questo cielo nero

e di un ricordo che fa male

e se continuo a bere i miei liquori inquinati

� vero che quei giorni non li ho dimenticati.

� uscito un po’ di sole da questo cielo nero

l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero

Agnese, dolce Agnese color di cioccolata

adesso che ci penso non ti ho mai baciata.

 

IL PRETE DI ANGHIARI

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Signori attenzione c’� il prete di Anghiari (chi �?)

� l’orco cattivo delle fiabe del nord (oh!)

e dentro la giacca ha un paio di ali

del suo passato lui non parla mai.

Raccontano i vecchi che ogni anno di giugno

nella notte fatata del Santo Giovanni

all’incrocio pi� buio di quattro strade

lui arriva guardingo poi si toglie la giacca

Poi batte le ali, ogni balzo tre volte

e sputa per terra, per compiere il rito

poi spicca il volo e raggiunge il paese

per bussare alle porte, con la forza del rostro.

C’� questo dietro agli occhiali

del prete di Anghiari!

E’ un mago, � un mago, il prete di Anghiari

che del suo passato lui non parla mai

per� qualcuno l’ha visto fare scivolarello

su ringhiere di scale rinascimentali.

Sul suo arco di pietra ha scolpito una scritta

" Il vento e la notte mi saranno guardiani"

� forse per questo che non ha rughe il tuo viso

� forse per questo che non toglie gli occhiali

Poi batte le ali, ogni balzo tre volte

e sputa per terra, per compiere il rito

poi spicca il volo e raggiunge il paese

per bussare alle porte, con la forza del rostro.

C’� questo dietro agli occhiali

del prete di Anghiari!

 

FUOCO SULLA COLLINA

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Ieri ho sognato un giardino, nel sogno con me c’era un uomo

lui mi girava le spalle solo perch� non vedessi il suo viso.

Ti prego lasciami andare, ti prego chiunque tu sia

com’� che sei cos� cieco non vedi, c’� il fuoco sulla collina.

E il fuoco proietta le ombre, arrivano fino ai cancelli

l’eco rimanda i rumori non senti, lass� si sa combattendo.

Far� la strada del fiume in un’ora sar� su al passo

gli altri hanno gi� raggiunto la cima vedremo il fuoco sulla collina

E forse dopo canteremo a squarciagola canteremo

a sedici anni correre senza fiato � dolce.

Illuso, romantico e fesso - lui mi rispose -

i fuochi di cui stai parlando sono fari puntati sul campo

dei trattori che stanno trebbiando.

Ieri ho sognato un giardino, nel sogno con me c’era un uomo

lui mi girava le spalle solo perch� non vedessi il suo viso...

 

MODENA PARK

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

E tanto che parliamo seduti sul divano

di scuola, droga, sesso e di tutto quello che vuoi tu

� bello sai, mi piace quel che dici.

Oh, io credevo di aver chiuso, di non riuscire pi� a capire

poi in mezzo a questa notte sei arrivata tu

e adesso s� che una cosa ce l’ho chiara nella mente.

Ed � che qui, le ragazze hanno gli occhi verdi e le tue idee

qui le ragazze hanno gli occhi verdi e le tue idee.

Gli amici fanno chiasso e la notte � gi� balorda

qualcuno ride forte con le bottiglie fra le braccia

"Ma questa casa di chi �?" Non lo so e neanche tu lo sai.

Guarda quello l�, da solo nella stanza

lui non ha incontrato un’altra come te

chiss�, forse non ha capito che...

Che qui le ragazze hanno gli occhi verdi e le tue idee

qui le ragazze hanno gli occhi verdi e le tue idee.

A Modena Park, puoi starci anche tutta la vita

a Modena Park, puoi fare l’amore, semplicemente se vuoi.

Hai gli occhi un po’ sognanti, ne vuoi ancora

di questo vino dolce che ti frizza dentro al naso?

Le senti le giuste vibrazioni?

Oh s� ti voglio bene, almeno quanto me ne vuoi tu

e dal divano piano, piano scivoliamo gi�.

Fuori piove ma noi restiamo qui.

A Modena Park, puoi starci anche tutta la vita

a Modena Park, puoi fare l’amore, semplicemente se vuoi.

 

CANZONE PER SUSY

(parole e musica di Ivan Graziani)

Ed. Universale

Per gent. conc. BMG Ricordi

 

Tutto cominci� con un amore

di Susy per il suo bassista

un bassista duro di Rock and Roll

suonavano in provincia per passione, cos�...

"Dimmi come faccio io ad amarti", lui le diceva

"Se suono valzer ogni sera

se a casa ho un’altra donna che mi aspetta"

Ma intanto la teneva stretta, stretta

e con la mano le asciugava dolcemente gli occhi.

Susy era nata a Roma ed era una novit�

la sua voce trascinava come il fiume

e a guardarla ti incantavi gi�.

Oh, ma perch� Susy bella quella sera

sei andata dentro al camerino?

Adesso avresti i tuoi capelli lunghi

lunghi, lunghi, fino al mandolino.

Susy non aveva fatto i conti con l’altra

con l’altra e con la gelosia

con l’altra e con la gelosia

cos� che quando smise di cantare

il destino l’aspettava dentro al camerino.

E prima che lei capisse

una forbice tagliava i suoi capelli

una donna, l’altra donna nello specchio

sfogava con odio il suo dolore.

Susy senza la forza di reagire

sentiva cadere gi�

le ciocche dei capelli sopra i piedi

e in quel momento nulla pi�.

Oh, ma perch� Susy bella quella sera

sei andata dentro al camerino?

Adesso avresti i tuoi capelli lunghi

lunghi, lunghi fino al mandolino.

Hosted by www.Geocities.ws

1