GRIDO DI SPERANZA

Quando la gioia di vivere scoppia nei cuori di bambini, nei cuori di quei bambini che, per certo, non sarebbero potuti sopravvivere alla crudeltà dell’abbandono da parte dei propri genitori come da parte dell’intera comunità civile;

Quando la speranza di potere studiare, e studiare con l’ambizione di varcare anche la soglia di un sito universitario, invade, come d’improvviso, l’effimera esistenza di una creatura che non se lo sarebbe mai sognata, per l’unico fatto di essere nato in una famiglia senza reddito;

Quando nel buio più totale di un paese scosso e fortemente allo sbando come il Congo, un uomo, una donna può contare sull’aiuto di una mano provvidenziale che, da lontano - da molto lontano- accarezza con vivo interesse e grande affetto un suo bambino;

Quando in quella stessa brutta situazione e tante volte anche sconsolata, un padre o una madre di famiglia riesce a procurarsi un piccolo lavoro che non dà l’oro ma assicura, con grande puntualità mensile, il minimo necessario;

Non si potrebbe forse e, giustamente, affermare con determinazione che i tempi di disperazioni sembrano irrimediabilmente dietro alle spalle?

Nel caso del progetto Maison Enrica questa verità è sostanzialmente indubbia. Anche se con i ritmi lentissimi, questo progetto va sempre di più avanti suscitando quella gioia di vivere, quella speranza di studiare, quella possibilità di sostegno a distanza e anche quella certezza di una piccola paga che nella situazione attuale della Repubblica Democratica del Congo è un seme non indifferente di vita.

Nel corso dell’anno 2003, tante grandi e piccole altre mete sono state raggiunte, grazie al contributo multicolore di tanti amici che hanno risposto favorevolmente alle iniziative benefiche promosse con instancabile fervore dall’Associazione Eco di Kinshasa O.N.L.U.S, sia a Montebelluna trevigiana, sia a Latina, nel capoluogo pontino.


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