Una lettera
      della mamma di Enrica




"Cari colleghi,
Il cuore mi invita a rivolgermi a voi per la continuazione di un progetto di cui, forse, alcuni di voi non ne sono troppo al corrente. Don David che � stato il promotore in quanto figlio orfano, ha voluto realizzare con l'aiuto di Dio e di un gruppo di colleghi, la costruzione di un orfanotrofio nella sua citt� : a Kinshasa in Congo che ospiter� studenti e bambini orfani o bambini che vivono situazioni precarie. Due anni fa, circa, io e Franco abbiamo saputo di questa iniziativa ed abbiamo e continueremo a devolvere i soldi percepiti dell'assicurazione dell'incidente della nostra dolce figlia "Enrica". Sinceramente, volevamo rimanere nell'anonimato. Ma Don David ha insistito per intestare l'orfanotrofio a lei. Come gi� sapete, nel nostro ambito lavorativo ci sono altri genitori che hanno perso il proprio figlio e noi non volevamo essere i "favoriti". Ma Don David ci ha rassicurati in quanto pi� direttamente coinvolti e da quel momento la casa accoglienza si chiama "Maison Enrica Foyer de l'Enfant J�sus". Per continuare l'avanzamento dei lavori ci siamo messi alla ricerca di materiali per ultimare almeno un'ala della costruzione ed iniziare ad ospitare bambini. Siamo rimasti colpiti della solidariet� di tante ditte che hanno contribuito, superando le aspettative di Don David e le nostre. Che gioia quando abbiamo saputo che il materiale � arrivato a destinazione tramite via mare ed ora passo passo seguiamo i lavori attraverso le fotografie e le riprese di Don David che � arrivato a Kinshasa prima della nave. Ora � qui a Latina e ci ha informati che da quando la sua gente ha saputo di questa casa accoglienza, gi� alcuni bambini denutriti vengono lasciati dai loro genitori presso un'abitazione limitrofa alla struttura e vengono sfamati. Di fronte a questa grave e urgente situazione, � scattata in me la molla di chiedere il vostro aiuto; non sono potuto restare indifferente al grido di questi figli che hanno solo la sfortuna di essere nati in una terra che non � la nostra. Cosa si pu� fare? Tanto. Se il poco di tanti pu� salvare la vita di un bambino che muore di fame e costruirgli un futuro dignitoso. Ges� ci dice : "quello che fate ad uno di loro lo avete fatto a me" Accogliamo queste parole ed io sono sicura che in cielo ci sar� sempre un "
Angelo" che da lass� pregher� e benedir� tutti noi. Buon Natale 2000!"

            Antonietta Tasca
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